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Un angolo di Campania in una delle vie più suggestive del centro di Roma: osteria La Segreta

Una chiave posta all’ingresso su fondo blu. Oblò e legno che richiamano alla mente un’imbarcazione di altri tempi e che lasciano spazio all’immaginazione. Già da fuori  si viene così richiamati come dal canto di una sirena in mezzo al mare. Osteria La Segreta è un tuffo nel blu, in Campania e nella vivacità dei colori delle opere d’arte che arredano tutto il locale. Lusso e un’atmosfera accogliente coesistono bilanciati, facendo percepire all’ospite una calda intimità.

Questo il locale a due piani con una balconata che affaccia sulla sala, concepito e studiato dall’architetto Antonio Girardi, proprietario napoletano classe ’81 che ha deciso, nella via più amata e rappresentativa per gli artisti, di dare voce alle sue origini gastronomiche. Prodotti sempre freschi, autentici, “direttamente da giù”, che vengono serviti per tutto il tavolo senza schemi.

Definita così la “spicciolata napoletana“, simile al concetto delle tapas spagnole, per vivere nella più totale convivialità, mangiando senza un ordine predefinito e in condivisione con i propri commensali.

Come si mangia?

Un menu diviso in sezioni: terra; mare (crudo e cotto); orto; primi; secondi; dolci. Non manca ovviamente il pane cafone, i dolcetti della pasticceria Pansa di Amalfi e il limone (pane) candito.

Una cucina casalinga partenopea che riporta ai profumi e ai sapori di nonna. Emozioni e ricordi si susseguono ad ogni morso, e come un fulmine a ciel sereno, dirompe la semplicità. Pochi ingredienti (campani), autentici, puri, ma che abbinati con cura e amore diventano poesia.

Mozzarella di bufala biologica della Tenuta Vannulo di Paestum, zucchine alla scapece, scarola ripassata con alici di Cetara, capperi di Pantelleria e olive itrane, parmigiana di melanzane alla napoletana, scampone di Sicilia, gambero rosso di Mazara del Vallo, filetti di alici di Cetara, spaghettone di Gragnano IGP 28 Pastai aglio, olio e peperoncino (vedi in copertina), babà campano di Scaturchio, torta caprese di Sal De Riso, fruttini gelato Lancusi e gelatini Giolitti. 

Pesce fresco del litorale tirreno, verdure e frutta dal sapore intenso e quasi dimenticato, prodotti di nicchia di piccole aziende e intorno una galleria d’arte. Personale attento e cordiale (per la maggior parte composto da donne) in questo quadro fuori dal tempo e dallo spazio dove stare bene e appagare vista, anima e palato.

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