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Dopo momenti di grande difficoltà e smarrimento a causa della pandemia globale, le aziende vinicole italiane si preparano a una nuova “primavera”. Fra queste non può mancare Ruffino.

È innegabile come in quest’ultimo anno e mezzo, il comparto enogastronomico affiliato alla ristorazione abbia subito un duro colpo. La pandemia e la conseguente chiusura di ristoranti, bar ed enoteche si è rivelata una scure decisamente pesante per un settore che in Italia trova talmente terreno fertile da essere considerato come biglietto da visita del Bel paese nel mondo.

Il quasi totale blocco della somministrazione tramite locali, ha infatti creato un cortocircuito che è andato a ripercuotersi su tutti gli step della filiera food&wine italiana.

Molti produttori, per cercare di minimizzare i danni e rimanere competitivi, hanno implementato l’utilizzo della tecnologia per far comunque arrivare i propri prodotti nelle case degli italiani. Intensa è stata, infatti, la nascita e l’utilizzo di piattaforme online da cui acquistare eccellenze delle numerose aziende italiane. Ma come si sono comportate le aziende vinicole? Oltre all’e-commerce sono state adottate soluzioni online per non rinunciare totalmente a incontri e degustazioni. Ora però è il momento di ripartire, di riabituarsi a romantiche e ispiranti camminate fra le viti, di respirare e lasciarsi trasportare dall’intenso e inebriante sentore di legno delle colme botti che riposano in cantina.

Un’ azienda che non si è fermata e che, al contrario, sta investendo su una massiccia promozione pubblicitaria è Ruffino, azienda vinicola di Pontassieve, simbolo della toscanità da bere nel mondo.

Dalle parole di Sandro Sartor, General manager Ruffino, si evince come i macro temi con i quali definire la nuova strategia comunicativa e produttiva di Ruffino siano quattro: identità, sostenibilità, innovazione e futuro.

La brand experience

Sartor racconta anche l’importanza della brand experience: l’insieme dei valori condivisi appieno dal brand Ruffino. Per un’esperienza a trecentosessanta gradi, Ruffino ha deciso di puntare su touring testing, inaugurare il ristorante “Le Tre Rane” (ispirato al nome che Leonardo da Vinci e Botticelli scelsero per il loro locale), una bottega del vino e un agriresort per far godere agli ospiti i meravigliosi panorami dei vigneti.

Business e sostenibilità

Ma può un’azienda fare business e preservare l’ambiente in cui opera? Per Sartor la risposta è chiara: “ Deve essere un dovere. Chi si occupa della terra non può che avere massimo rispetto per l’elemento che ci dona quel magnifico frutto che è l’uva. Aggiungo che la nostra produzione sarà certificata sostenibile e tutti i nostri vini di tenuta saranno biologici entro il 2025. Già considerando la vendemmia di quest’anno, la percentuale del nostro prodotto biologico si attesterà sopra il 40%.

Questa ricerca della sostenibilità e l’amore per il nostro territorio ci ha permesso di riciclare oltre il 75% dei rifiuti prodotti.

Nel 2018 Ruffino è stata insignita della pregevole certificazione Biodiversity Friend, dedicata alle aziende che fanno della biodiversità il proprio marchio di fabbrica. I requisiti per entrare a farne parte sono da ricercare negli indici di qualità del suolo, dell’acqua e infine dell’aria, attraverso analisi sul campo.

Il Prosecco Rosè

Da anni Ruffino è attiva anche per quanto riguarda il Prosecco, celebre prodotto amato tanto in Italia quanto all’estero. L’azienda ha deciso, infatti, di acquistare una realtà nella terra in cui il Prosecco si fa arte, il Veneto. “ Siamo produttori di Prosecco – afferma Sartor – e abbiamo deciso di abbracciare la filosofia del Prosecco rosè, con uno spumante rosato, addirittura prima del consorzio. Abbiamo subito compreso le potenzialità del prodotto; la parte di pinot nero all’interno riesce a fare la differenza. In definitiva, il prodotto ha grande qualità e ci sta dando soddisfazioni.”

Acqua di Venus

Una bottiglia sostenibile, un piccolo gioiello volto a richiamare la conchiglia di Venere nella celebre tela “ La nascita di Venere” del Botticelli.

Secondo Sartor una vera e propria ode alla bellezza: “La forma della bottiglia racconta il nettare che vi è all’interno. Acqua di Venus è un rosato ispirato alla “Venere” del Botticelli, un elemento puramente toscano rappresentante, però, un canone di bellezza senza tempo.

Abbiamo lanciato Acqua di Venus a marzo dello scorso anno e in autunno il prodotto risultava già sold out sia in Italia che nel mercato europeo. Nel marzo 2021 abbiamo implementato la produzione, riuscendo così a lanciare il prodotto anche negli USA, un mercato in cui siamo molto presenti.”

L’annata 2020

“ Per quel che concerne il 2020 – sentenzia Sartor – è stata una annata complicata ma lo avevamo messo in conto. Essendo la nostra una realtà incentrata sul “fuori casa” viene da sé che il 2020 sia stato un periodo difficile. Non abbiamo però lasciato soli i nostri clienti, ci siamo spesi, per esempio, per aiutare i ristoratori fiorentini, girando dei brevi spot volti a pubblicizzare i vari locali sui social.

Il futuro delle aziende vinicole

Dopo un periodo così cupo e difficile, per le aziende vinicole è finalmente venuto il tempo di ripartire. La bella stagione e la possibilità di ampliare e intensificare gli spostamenti da una regione all’altra saranno fondamentali per restituire linfa e vitalità a un settore che, da sempre, viene considerato come il fiore all’occhiello della celebre e mai dimenticata ospitalità all’italiana.

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