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Non sappiamo se l’idea geniale, forse estrema, di Felix Lo Basso (la sua prima stella Michelin risale al 2011) verrà compresa appieno dalla critica guidaiola. Ci auguriamo di sì, ovvero che il valore dell’esperienza di Felix (pugliese doc, nato a Molfetta nel 1973) venga percepito, capito e riconosciuto.
Quello che, però, , ci preme dire è che abbiamo trovato l’ultima sfida di Felix Lo Basso una vera e propria rivoluzione, un salto di qualità audace (benché studiato nei minimi particolari) che raramente riscontriamo nell’universo del cosiddetto Fine dining.
Felix, nella sua nuova location, ha ribaltato il concetto di ospitalità, rendendo l’ospite vero protagonista della scena, in una dimensione nuova in cui gli attori sono essenzialmente quattro: la materia, lo chef, la squadra, il cliente.
Il suo Home & Restaurant, in zona Città Studi a Milano (tra via Goldoni e via Menotti), è una casa, un appartamento al piano terra, dove ti accoglie una ragazza dalla carnagione chiara e dai modi cortesi, la gardenese Barbara Senoner, che introduce l’ospite in un salotto da cui si raggiunge la sala, con un lungo bancone da 12 posti in cui fa accomodare i clienti. Di fronte, come dietro a un sipario, la scena della creazione di una cena.
Lo Chef Dario Fisichella, siciliano, il secondo, allestisce le sequenze, seleziona la materia, si confronta con Felix, costruiscono insieme il set di un evento unico. La “prima” si compone di 12 atti, in cui si rimuovono le tradizionali barriere fra chef e cliente.
Lorenzo Mattei, il giovane sommelier, silenzioso e composto, versa nel calice gli abbinamenti suggeriti (assicurandosi prima che le etichette prescelte siano ben accette al cliente) e, mentre ha inizio il rito, Felix racconta, descrive, interagisce. E si crea un contatto profondo fra le parti. L’approccio è spontaneo, seppure l’atmosfera sia decisamente teatrale. Ma Felix è magistrale nel capire l’animo di chi ha di fronte e, di conseguenza, nel gestirlo a dovere.
All’insegna di: rispetto per l’integrità delle materie , diversificazione delle proposte, ascolto del cliente, ha dunque inizio una pièce gourmet che non ha uguali, almeno in Italia (qualcosa di simile ho visto in Australia e in California). Pronti via: Gambero rosso e menta, La mia insalata russa, Oliva nera, Peperone e bagna cauda, Ostrica miso pomodoro cetriolo, Panzerotto ricotta e basilico.
Esaurito l’eccellente prologo, partono gli atti successivi, sempre cucinati/ recitati a vista, a un metro e mezzo dalla vostra comoda seduta davanti al bancone. Il mio crudo, Il mio riccio di mare, Garusoli patata tarallo e asparagi di mare, Risotto carota curcuma ventresca di tonno caviale (top), Mani in pasta aglio orsino zuppa di pesce zafferano, Triglia gazpacho burrata, Manzo porcini foie gras prugne, Ananas basilico, Lampone pistacchio cioccolato.
Non pensate che la pièce sia conclusa, perché -come in un reclamato bis all’Opera- Felix vi farà arrivare le Coccole di casa: nocciola, gorilla, gianduia, arachidi, crostatina, crema, frutta fresca, ciliegi. Superbamente adagiate su piedistalli superlativi, prepareranno il congedo da una delle cene più memorabili degli ultimi tempi.

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