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La Mela di Napoli riapre con lo stesso nome del 1967 ma internamente non sembra più lui

La Mela di Napoli è il centro della movida della Napoli altolocata. Il salotto della Napoli bene ha aperto le porte lo scorso 16 ottobre 2023. Era il 1967, più di mezzo secolo fa, che il locale storico di via dei Mille, nei pressi di piazza dei Martiri, ospitava vip e persone di spicco di tutto il mondo.

Per questo locale sono passati illustri personaggi di moda come Giorgio Armani e Naomi Campbell, noti attori e cantanti come Paolo Villaggio, Ornella Vanoni, Christian De Sica, Massimo Ranieri e Gino Paoli. Jerry Calà era di casa, Peppino di Capri e Fred Bongusto si alternavano con i loro complessi musicali che attiravano un pubblico variopinto. La Mela non era un luogo, era quel luogo dove lo stesso Maradona presenziava perché come lui, altri vip, erano lontani da occhi indiscreti, riuscivano pertanto ad avere un trattamento che permetteva loro di essere a proprio agio.

Il salotto napoletano di Francesco Cappuccio

Il fascino di un locale di tale portata rimane nella storia, quello che ha ideato Francesco Cappuccio è semplicemente geniale. “Cambiare nome non avrebbe avuto senso se tutti i frequentatori lo avessero comunque riconosciuto e chiamato La Mela”. Francesco Capuccio è l’imprenditore illuminato che insieme ad altri soci ha dato nuova vita allo storico locale.

Un’impresa che solo lui poteva rendere realtà, ormai affermato cultore della notte con esperienze nella nightlife napoletana e non solo, proprietario e fondatore di bar in movimento, dell’Antiquario (44° posto nei 50 best bars nel 2023) e di diversi altri locali rilevanti ha creduto nel concetto di ricreare un luogo cult degli anni 90 con lo stesso fascino ma con una visione innovativa.

I lavori di ristrutturazione, o forse meglio dire di demolizione, hanno resuscitato sette strati di pavimenti, chi conosceva il locale ed entra oggi si trova disorientato, spaesato. Il concept e il progetto di interior design vengono affidati all’ormai affermato architetto Francesco Della Femina. La sfida a livello di progettazione degli interni è stata quella di esaltare sia a livello estetico che funzionale i nuovi contenuti esperienziali della più contemporanea tra le offerte italiane in ambito di cocktail experience con ristorazione.

Il simbolismo ricorrente nell’arredo design del locale riconduce al frutto del peccato e al giardino dell’Eden come elementi che guidano direttamente alla scoperta e all’esclusività di una proposta di intrattenimento ispirata ai più moderni cocktail bar internazionali. Una volta che si scende la scala dell’ingresso, che dai via dei Mille conduce alla prima sala, inizia un vero e proprio percorso.

Le tre sale

Fra decori di toni caldi, dorati e gialli, faretti orientabili su sedute e pouf, sul fondo, nei pressi del pianoforte, troviamo il grande bancone bar, protagonista indiscusso della nuova esperienza a La Mela. Proprio dove si trovava il privé e la consolle viene collocato quello che oggi rappresenta l’albero da cui cogliere i frutti del desiderio. Il bancone è illuminato dalle luci della bottigliera sempre fornitissima. Etichette rare e bottiglie di pregio ben visibili vengono prelevate e riposte di continuo dai protagonisti-artisti del bar.

A seguire si passa alla sala rossa, dove, il colore che meglio raffigura la passione dell’animo umano, avvolge gli ospiti. Dalle carte da parati con zebrature rosse e nere ai tessuti in velluto delle poltrone e dei divani, tutto richiama l’atmosfera calda e confortevole di un contemporaneo members club europeo. Tavoli in marmo e due palme dorate realizzate dalle sapienti mani artigiane partenopee impreziosiscono l’ambiente richiamando le atmosfere di un roof garden tropicale della Belle Epoque.

Nascosta tra le due sale principali si trova la private room, protetta da occhi indiscreti con porte scorrevoli, dotata di una station bar ad uso esclusivo. Esperti decoratori d’interni hanno creato un ambiente onirico con raggi di luce e specchi che esaltano la spazialità e introducono l’occhio alla vista di un cielo stellato con sfondi di vegetazione tipici delle tele di Henri Rousseau. Un ambiente riservato ed esclusivo che può ospitare fino a 14 posti attorno ad un unico tavolo ovale realizzato su misura per organizzare sia cene conviviali che masterclass tecniche sulle migliori selezioni di spirits ed etichette di champagne. La sublimazione del paradiso, l’esaltazione del percorso de La Mela, una stanza dove l’experience diventa protagonista esaltandone le caratteristiche.

La cucina

Lo chef Eduardo Estatico è il comandante della brigata che ha la responsabilità del rinnovo de La Mela, una responsabilità dettata dalla grande attesa e dall’effetto sorpresa.

Lunga la sua esperienza nel J.K Place di Capri dove grazie alla sua curiosità, lo studio e la voglia di sperimentazione ha messo in essere tutto quello che una cucina fine dining può offrire. Ora è pronto ad uscire dagli schemi e a sposare la filosofia di Francesco Cappuccio. Con uno sguardo ormai si capiscono, si percepisce la forte sintonia, la voglia di una collaborazione all’insegna della sperimentazione.

Il viaggio che lo chef propone è quello di un percorso dove ogni standard viene meno, non c’è un menu classico con un ordine nelle portate da seguire ma un insieme di piatti che creano un inno alla cultura e al viaggio edibile. Un iter che tocca l’immancabile Mediterraneo ma anche l’Atlantico, passando per il Medio Oriente, le Indie e il Sol Levante. Da qui il “Panino al vapore” che all’interno di un contenitore internazionale ospita Napoli tramite la polpetta fritta, il cremoso di mozzarella, i friarielli e maionese al wasabi a sostituire il peperoncino per un’altissima godibilità. O ancora i “Tacos Naples” preparati con peperone del Piquillo ripieno, provola di Agerola e chorizo Joselito.

Un viaggio vero e proprio di gusto e informalità nell’assaggio, che proietta la scelta di cibo con l’abbinamento di un cocktail o un calice di Champagne, ma soprattutto che permette di consumare le portate in un nuovo ambiente valorizzandone il contesto.

Il bar

Vincenzo Iencharelli è il maestro d’orchestra del bar. Eleganza nei movimenti, padronanza del luogo e grande senso di responsabilità è quello che emana ogni singolo giorno Vincenzo Iencharelli. Dopo otto anni di maestria presso l’Antiquario, sempre a Napoli,  il direttore approda a La Mela con una cocktail list da urlo. Know how ed expertise si fondono per generare cocktail “stellati” perfettamente bilanciati, ottimi da bere, belli da vedere. Edibilità delle garnish, cordiali ben studiati, nomi intriganti formano “il frutto Proibito”, per l’appunto, la cocktail list.

All’interno troviamo dodici signature tutte da provare, come il “Touch Me” realizzato con tequila, passion fruit e pepe di Sichuan, aperitivo rosso, lime, soda al pompelmo, o lo “Strong Lemon” con gin, wasabi, limon cress e lemon grass.

E ancora il “Look at me” con cachaça, liquore alla mandorla, ananas e salvia. Insomma studio e passione danno prodotti esaltanti e per niente scontati. Immancabili ovviamente i classici internazionali e le bottiglie di champagne per ogni genere di clientela, da tenere d’occhio la “Sippin list”, costituita da 35 distillati premium, per esaudire i gusti dei clienti più raffinati.

Il progetto di Francesco Cappuccio

Indiscutibile è il valore di Francesco Cappuccio che quello che tocca plasma a sua immagine e somiglianza. È riuscito a creare una squadra di top performers che hanno sposato completamente la causa. Ognuno è uscito dalla propria confort zone per un progetto, una scommessa, un nuovo modo di vivere il lavoro. Un locale che potrebbe essere aperto tranquillamente tutti i giorni è imposto il riposo, la domenica. Perché senza il riposo, il rigenerarsi delle forze non si può dare il meglio.

Francesco Cappuccio non è solo un imprenditore, ma un business man a tutto tondo. È proprio lui che ti accoglie e ti fa sentire a casa ogni sera, spesso, chiudendo le porte a fine serata. Chef e Direttore viaggiano parallelamente, chi dietro le quinte chi dietro il bancone, tutti verso una direzione che può portare a livello internazionale il progetto de La Mela. Le basi sono solide, la cooperazione è forte, la clientela è soddisfatta, il percorso di La Mela è solo all’inizio e la strada è lunga e gloriosa.

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