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La Lunigiana, alla scoperta di una regione storica, ricca di fascino, cultura ed eccellenze enogastronomiche che raccontano magistralmente le peculiarità del territorio “di confine”

Un territorio millenario, sospeso tra un mare cristallino, sognanti resti della civiltà romana e il bianco cuor marmoreo delle le Alpi Apuane. Sto parlando della Lunigiana, regione storica italiana posta fra territori dell’alta Toscana e della bassa Liguria. 

Una zona ricca di fascino e appeal che prende il nome dalle rovine della città di Luni, antica colonia romana dalla strategica importanza portuale. 

Molteplici sono le eccellenze in seno a questa meravigliosa terra di confine: dal già citato “oro bianco” di Carrara (per il quale consiglio una visita alle Cave Fantiscritti, un luogo fatato soprattutto al tramonto, quando i caldi raggi solari illuminano questa infinita montagna argentata), al celebre lardo di Colonnata, senza dimenticare grandi vini e soluzioni fine dining di elevato profilo.

A Castelnuovo magra, piccolo comune in provincia di La Spezia, sorge “Ca’ Lunae”, autentico punto di riferimento enologico della zona.

Ad attendermi in un magnifico casale del tardo ‘700, c’è Diego Bosoni, cuore e anima, insieme al padre Paolo, di questa virtuosa realtà che fa della qualità in bottiglia il proprio marchio di fabbrica.

L’azienda nasce poco dopo la metà del ‘900 con l’idea di riscoprire quei vitigni tradizionali che l’intenso effetto dell’urbanizzazione post bellica stava facendo scomparire.

Tre sono le zone in cui sono divisi, come in un puzzle dall’aspetto picassiano, i sessantacinque ettari di vigna di proprietà di Ca’ Lunae: alla zona collinare, caratterizzata da terreni difficili e rocciosi, si affianca un’area pedecollinare mediamente più morbida, che lascia infine spazio all’incredibile Piana di Luni, con terreni sabbiosi e vitigni posti nel cuore dell’antica città romana.

Le peculiarità di questi tre suoli si riflettono, ovviamente, sul bouquet di sentori e sapori delle dodici etichette prodotte da Ca’ Lunae, ove il vermentino la fa da padrone.

Vera e propria gemma dell’Azienda, il vermentino risulta essere un vitigno delicato, le cui uve necessitano di esser colte nel momento corretto per ottenere una giusta freschezza e acidità.

Mission del dinamico ed eclettico Diego Bosoni, quella di sfatare l’idea di un vermentino unicamente fresco e atto al consumo estivo, bensì di promuoverlo a prodotto capace di affrontare il tempo, traendone beneficio. 

È in quest’ottica che “Ca’ Lunae” ha concepito “Numero Chiuso”, piccola chicca enologica (sono solo 2600 le bottiglie prodotte annualmente), che vede luce dopo 18 mesi di affinamento in botte e altrettanti in bottiglia.

Naturalmente, l’essenza fresca e sobria del vermentino non viene dimenticata dall’Azienda; ne è un perfetto esempio “LaBianca”, prodotto figlio della Piana di Luni. Un palato delicato, avvolgente e inebriante, risultato del perfetto sposalizio fra vermentino e malvasia, altro vitigno importante in queste zone.  

Dopo una giornata passata fra vigneti, cave di marmo e tintinnanti calici, è il momento di sedersi a tavola; la scelta ricade su un pluripremiato indirizzo in zona.

Locanda de Banchieri” racconta una bucolica realtà fra le colline di Fosdinovo (MS), un resort di charme ricavato dalle fondamenta di un’antica villa patrizia, circondata dal verde in ogni sua declinazione.

Quattro moderne camere, con vista mozzafiato sul Mar Ligure, una moderna piscina di acqua salata e un ristorante di alta cucina, permettono all’ospite di immergersi appieno nel rilassante mood della Lunigiana.

Patron della struttura ed executive chef dell’omonimo fine dining è Giacomo Devoto, sarzanese giramondo che, dopo anni alla guida del Rifugio Belvedere in Valle d’Aosta, ha scelto di tornare con grandi ambizioni nella propria terra. Quella di Giacomo è una cucina in totale simbiosi con il territorio, lambita dai molteplici venti interregionali che accarezzano il territorio lunigianese.

La filosofia di chef Devoto bypassa l’ormai universale binomio tradizione-innovazione (concetto talmente inflazionato da risultare oramai ben poco interessante e credibile), concentrandosi su un autentico stravolgimento della cucina tradizionale. 

Gli ingredienti rimangono gli stessi, come il prodotto ittico di prima qualità e un’enorme varietà di erbe e vegetali, rigorosamente coltivati nel curatissimo orto adiacente al locale. Ciò che muta è l’essenza della ricetta: abbinamenti curiosi e innovativi fanno de “La Locanda de Banchieri” un indirizzo estremamente attuale e coerente con il territorio circostante.

Fulgido esempio di quanto appena scritto lo si ritrova nel Risotto, estratto di zuppa di mare, erbe selvatiche, autentico signature dish di chef Devoto. Riso di ottimo livello, estratto di zuppa di cefalopodi e cinque erbe “di casa” come basilico, finocchietto, tagete, menta, cedrina. 

A mitigare il tutto, come un navigato direttore d’orchestra, un burro di cipresso dai sentori morbidi e legnosi.

“Ca’ Lunae” e “Locanda de Banchieri” rappresentano, quindi, due eccellenze di un territorio ancora poco battuto dal turismo di massa; un’area “no borders” che può contare su un glorioso passato e su un futuro certamente roseo.

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