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Il Soju è il distillato di maggior consumo, ma tra le bevande alcoliche coreane più antiche, una è registrata come bene culturale immateriale della Nazione

In Corea si è soliti brindare per scacciare lo stress dopo lunghe giornate in ufficio o per concludere affari. Non è inusuale bere e mangiare durante i funerali per accompagnare il defunto in allegria nell’aldilà. Tra le ritualità più comuni della tavola coreana, poi, c’è quella di versare il liquore tenendo la bottiglia con due mani e porgere il bicchiere replicando lo stesso gesto: va bevuto tutto in un sorso! Sono pochi, invece, i punti in comune con Cina e Giappone nonostante tutte e tre le nazioni utilizzino la  fermentazione dei cereali come base per la produzione di alcune bevande. La Corea è, infatti, ricca di tradizioni autoctone e solo di recente si è aperta al mondo occidentale. Ne abbiamo parlato con Ine Park, coordinatrice Food dell’Istituto Culturale Coreano. 

Quali sono le bevande tipiche?

“I liquori coreani vengono preparati facendo fermentare diversi tipi di cereali. Tra le peculiarità il Makgeolli, liquore tradizionale di riso con la gradazione alcolica media di 6 gradi. Il Makgeolli viene tipicamente preparato con il riso ma esistono varianti con fagioli neri, miglio, mais, patate dolci, frutta e altri ingredienti”.

L’alcolico più diffuso?

“Il Soju,un distillato ottenuto da diversi cereali di circa 20 gradi. Poi ci sono diversi tipi di liquori medicinali (Yagyongju) come l’Insamju (liquore al ginseng) e il Songsunju (liquore agli aghi di pino)”.

E nell’antichità?

“In origine le bevande alcoliche coreane venivano prodotte con il miele d’api e tramite la fermentazione di latte di pecora e cavallo. Nel primo libro di cucina coreana tradizionale intitolato “Eumsik Dimibang”, scritto nel 1600, sono descritte 50 tipologie di alcolici diversi. Nel tardo periodo di Joseon si potevano trovare quelle regionali a base di riso ma, dopo l’inizio dell’industrializzazione, sono andate sempre più scomparendo facendo spazio al Soju commerciale. Comunque, anche oggi, troviamo alcuni tipi di liquori dalle storie millenarie come il Munbaeju, prodotto con miglio non glutinoso e cereali che in Corea è registrato come bene culturale nazionale immateriale”.

Una delle ultime nate, invece?

“Tra i recenti trend si ripropongono bevande artigianali che sostituiscono quelle industriali: diverse tipologie di Soju distillato, birre artiginali e Makgeolli artigianale, tutti rivisitati”.

Quali sono le similitudini tra il bere italiano e il bere coreano?

“Non se ne hanno molte ma diverse persone gradiscono bere qualche liquore durante il pasto”.

C’è una bevanda tipicamente coreana che ancora non è arrivata in Italia?

“Molte tipologie tradizionali riscontrano difficoltà nel trasporto perché hanno date di scadenza brevi dalla produzione”.

Quali sono i possibili abbinamenti tra una bevanda coreana e i piatti italiani?

“Possiamo consigliare il Soju con il sautè di cozze, o con un tagliere di salumi; il Makgeolli con antipasti fritti come fiori di zucca in pastella o baccala’ fritto. Il Maesilju (liquore ricavato da prugna acerba) potrebbe benissimo accompagnare i  dessert”.

Esempio tipico di menu coreano abbinato a bevande coreane.

“Pajeon (Frittelle con cipollotto) / Tofu con il kimchi saltato con Makgeolli; Intestino di maiale o manzo con Soju; Pancetta di maiale con Soju”

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