Skip to main content

Milano e Napoli si gemellano per una Pasqua all’insegna dei dolci della tradizione

Le feste sono per eccellenza il momento in cui si celebrano le tradizioni culinarie familiari, come la colomba e la pastiera. E con le feste spuntano sulle tavole i piatti e i dolci tipici della propria famiglia, del paese, della regione.

Quest’anno la Pasqua vedrà protagoniste all’unisono le due regine della tradizione gastronomica italiana: la colomba pasquale e la pastiera napoletana.

Palcoscenico di questo spettacolo culinario sarà il nuovo premio dedicato a queste due eccellenze: Regina Colomba Regina Pastiera, organizzato da Stanislao Porzio, che eleggerà, il 20 marzo, i vincitori per ciascuna delle due categorie. Ad avere il difficile compito di selezionare e scegliere tra tutti i prodotti realizzati solo con ingredienti naturali e tecniche artigianali, saranno due giurie composte da:

PER LA PASTIERA

PER LA COLOMBA

La colomba

Si raccontano almeno tre leggende che collocano l’origine della colomba in Lombardia, due collegate rispettivamente alle figure di Alboino e Teodolinda (Alto Medioevo), una al Carroccio e alla battaglia di Legnano (Tardo Medioevo).

Il luogo e la data di origine di questo dolce tipicamente pasquale, secondo la Storia del panettone di Massimo Alberini (1981), sarebbero invece identificabili: la sua invenzione si dovrebbe alla genialità del pubblicitario Dino Villani, che per la Motta avrebbe creato questo dolce negli anni Trenta.

Indipendentemente dalla sua origine, la colomba è diventato negli anni un dolce tradizionale, visto che oggi per tutti è il pendant pasquale del panettone. La ricetta stessa avvalora questo parallelismo, perché è praticamente la stessa del dolce natalizio, con il quale condivide quasi tutto, a partire dalla lievitazione naturale. Le differenze tra i due dolci si ritrovano nella forma, e nella copertura con ghiaccia a base di mandorle e granella di zucchero, oltre che per l’assenza di uvetta, sostituita da una quantità più massiccia di scorzette d’arancia candite.

Nel 2005 un decreto legislativo ha addirittura regolato la ricetta base, al fine di poter chiamare un dolce come “colomba”.

Oggi la colomba vive un momento particolarmente positivo grazie al suo rilancio nell’ambito della pasticceria artigianale. Perfetto contraltare pasquale del recente panettone artigianale, non ha mai contenuto tanto burro, tante uova, tante mandorle.

La pastiera

Anche sull’origine della pastiera ci sono diverse versioni.

I Cerealia erano antiche feste che i Romani dedicavano in primavera ai frutti della terra che portavano il loro nome. Secondo alcuni la pastiera avrebbe origine come offerta agli dei prodotta in questa circostanza.

Altre fonti attesterebbero, invece, una nascita legata a usanze latine di nozze, che prevedevano il consumo di pani di grano e farro, farciti di ricotta.

Secondo un’altra leggenda più romantica, riportata dal libro di Luciano Pignataro, I dolci napoletani, l’offerta sarebbe stata fatta da alcune mogli di pescatori al dio del mare. Avevano portato sulla sua riva ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio per far sì che i mariti tornassero sani e salvi dalla pesca. Al mattino, tornate sulla spiaggia per riabbracciare i mariti, scoprirono che le onde avevano lambito le ceste mescolando il loro contenuto. Il dolce pasquale partenopeo sarebbe nato così.

Qualunque sia la sua origine, almeno secondo L’Italia dei dolci, Slow Food (2003), la ricetta avrebbe avuto la sua formulazione definitiva tra il XVIII e il XIX secolo presso il monastero di San Gregorio Armeno a Napoli, adiacente alla strada resa celebre dalle botteghe degli artigiani del presepe.

D’altronde i monasteri femminili partenopei sono stati le fucine per la creazione di diversi capisaldi della pasticceria cittadina. I raffioli, le sfogliatelle, gli struffoli, i susamielli si devono alle nobili cure delle monache. Nobili, perché molte di esse venivano dalla migliore aristocrazia delle due Sicilie. Costrette a vivere in un hortus conclusus, amavano trasformarlo per quanto possibile in un luogo di delizie.

La ricetta della pastiera prevede un involucro di pasta frolla che viene riempito da una crema composta di grano, ricotta, agrumi canditi, uova e fior d’arancio, sul quale vengono disposte strisce di pasta a creare una sorta di crostata.

Due dolci, due tradizioni culinarie d’eccellenza, due regine della Pasqua 2021.

Leave a Reply

4 + 5 =

Close Menu

So Wine So Food

I più grandi chef, le tendenze internazionali, gli eventi più trendy e le cantine migliori in territorio nazionale e internazionale.

Project by K-Lab Project

© 2015 SOWINESOFOOD
Iscrizione al registro stampa del
tribunale di Velletri (Roma) N. 15/2016 del 18/08/2016

T: 0691516050
E: [email protected]