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Istanbul è una città che sta vivendo un interessante fermento gastronomico

Istanbul sta godendo di questo fermento che è figlio di una più generale crescita economica del Paese, ma soprattutto di un nuovo interesse per la cucina che se da un lato è costituita da tradizioni ben radicate a metà strada tra Mediterraneo e Medio Oriente, dall’altro vuole iniziare a ricoprire un ruolo non più marginale nell’ambito del fine dining.

Una ambizione supportata dalla presenza in città di indirizzi già rinomati come Mikla, Neolokal e Turk, ma anche di qualche cucina presente negli alberghi con clientela internazionale.

E’ il caso del Four Seasons At The Bosphorus, che, come dice bene il nome si affaccia sul famoso stretto di fronte al lato orientale della città e consente ai suoi ospiti di vivere esperienze gourmand di assoluto rilievo, in un contesto elegante e riservato.

  • Tra i ristoranti ospitati nell’albergo, i gusti della cucina turca sono affidati all’Ocakbaşi, impegnato a distribuire ai suoi ospiti assaggi di kebab e classici meze, ma la sala (o meglio la terrazza visto che durante la stagione estiva si cena open air) che presenta la cucina più ricercata e d’autore è sicuramente quella del ristorante Aqua, con i piatti del simpatico cuoco turco Görkem Őzkan.

Proposta Menù

Qui va in scena una significativa rappresentazione del meglio che il mare locale (ma non solo) offre, sia nella pratica versione sushi e sashimi, con nigiri, maki e uramaki a farla da padrone, che nell’interpretazione più originale del cuoco, con un menù dove, se da un lato ci si può viziare con ostriche (in diverse versioni, con limone, cipolle e aceto, prezzemolo o tabasco) e caviale (con blini, crema acida, capperi oppure uova), dall’altro si lascia parlare la qualità della materia prima in una serie di presentazioni ammiccanti, punteggiate di volta in volta da spezie, pomodori confit o piacevoli espressioni citriche, che conducono il palato verso molti viaggi intorno al Mediterraneo e anche oltre.L’ottima Aragosta apre ad ogni boccone nuovi cassetti della memoria in chiave esotica, con il suo contorno di ananas, melone, mandorle, e una salsa di aioli al lime, mentre il Polpo preparato con una polvere di olive, con il pomodoro e la crema di peperoni arrosto riporta a sapori più vicini al vissuto gastronomico continentale, almeno quello del Mediterraneo.

Poi il Branzino alla griglia sposa una filosofia più vegetale, con le patate, i piselli, le chips all’aglio, l’edamame e un infusione di capperi e limone, e il Tonno si spinge in ambito bbq, con le melanzane affumicate e una impertinente crema di pomodori e spezie. Görkmen, che si destreggia con maestria tra griglie, crudità e fricassee (senza dimenticare che anche la cucina d’impronta italiana, con un risotto e le paste fatte in casa finisce per essere ben rappresentata), ha ben chiaro in mente come soddisfare i suoi ospiti, con una creatività misurata ma mai banale, sulla distanza di un menù che vive di quanto offre quotidianamente il mercato del pesce.

Non è un caso che all’ingresso del ristorante sia posizionata una invitante esposizione del pescato fresco, per chi vuole scegliere direttamente il pesce o i frutti di mare da ricevere al tavolo. Un indirizzo da tenere a mente nell’attesa di scoprire le novità dell’altro Four Seasons di Istanbul (nel quartiere di Sultanahmet), rinnovato e la cui apertura è prevista in questi mesi e, soprattutto, le decisioni della guida Michelin che fa la sua comparsa in Turchia per la prima volta in ottobre, con l’assegnazione di stelle e bib gourmand in una guida che contemplerà solo gli indirizzi della capitale, almeno per il momento. 

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