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Dal quartiere periferico dell’Appio Claudio alla terrazza ristorante del Bernini Bristol Hotel: la scommessa culinaria e professionale dello chef Andrea Fusco e del suo Giuda Ballerino

By Ottobre 13, 2015No Comments

Accostamenti arditi, poche spezie, peperoncino e tante erbe aromatiche per una cucina che diverte e sorprende senza dimenticare i piatti classici della tradizione romana

Ben sedici anni trascorsi nel quartiere dell’Appio Claudio che lasciano il segno nel cuore della periferia capitolina, ma ora Giuda ballerino! – il ristorante dello chef stellato Andrea Fusco – è pronto a guardare la città da un altro punto di vista: certo dall’alto e con una vista mozzafiato, ma sempre con lo sguardo ironico ed originale che ha contraddistinto i suoi piatti e il suo stile fin dagli esordi. Da circa sei mesi lo chef Fusco fa base fissa nella ben più centrale piazza Barberini, per la precisione nell’incantevole terrazza del Bernini Bistrol Hotel.  

“E’ come se arrivati ad un certo punto del proprio cammino professionale si sentisse il bisogno fisiologico di passare da un cliente locale, tanto affezionato quanto controllato nel budget, ad un cliente turista, più libero nella scelta dei menù ed in questo senso anche economicamente più appagante” – spiega 

E così, dopo aver intrapreso già da tempo la ricerca di un posto che potesse essere adeguato ad ospitare l’estro e la creatività del suo Giuda ballerino!, un bel giorno e per puro caso, allo chef Fusco capita di parlare con due persone di quella stessa location che oggi fa da cornice ai suoi piatti: l’incantevole terrazza del Bernini Bistrol Hotel. Da lì il passo è breve, l’incontro con la proprietà e poco dopo l’inizio della nuova scommessa..

“La cucina deve divertire”

– Andrea Fusco –

Da un lato la clientela straniera e dall’altro la clientela abituale. Nulla di diverso dunque, se non per il panorama, ma la cucina di Andrea Fusco continua ad essere quella che era e ad affermarsi con i suoi connubi estrosi e divertenti, dalle capesante in tempura al nero di seppia su latte di cocco e guanciale.

Tra i colleghi che stima non esita a palesare di avere il piacere un giorno di collaborare con Mauro Uliassi, di cui ricorda tra l’altro la zuppetta di pesce in barattolo a cui si ispirò nel lontano 2005 riproponendola in menù nella sua personale versione con agretti.

Una cucina, quella di Fusco, fatta di accostamenti arditi, poche spezie e peperoncino – per scelta personale – e tante erbe aromatiche senza dimenticare i piatti classici della tradizione romana, dalla cacio e pepe, alla carbonara, alle svariate rivisitazioni dei salti in bocca fino ad arrivare agli amuse bouche con trippa o animelle.

Uno chef che in cucina controlla tutto perché non sa stare senza mettere le mani in pasta. A tutto ciò corrispondono tante soddisfazioni e riconoscimenti che non tardano ad arrivare.

E per chi pensa che all’Appio Claudio non sia rimasto più nulla, beh si sbaglia.

Lo chef ci saluta ricordandoci che l’osteria del Giuda ballerino! è ancora lì e l’ideazione dei menu proposti porta sempre la sua firma.

 

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