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Carricante e Nerello, i vitigni autoctoni della Borgogna d’Italia

Dal Parco Naturale dell’Etna si gode la bellezza del paesaggio lunare, la vista sul mare e le attività vulcaniche: secondo le leggende nelle viscere di questa montagna risiede il drago Tisifeo, così potente da poter sconfiggere Zeus, il re degli dei. Grazie a un terreno molto fertile questa è terra vocata per la coltivazione della vite e dell’arancia, oltre che del pregiato pistacchio di Bronte.

Lungo l’ascesa alle bocche dell’Etna tante le tappe gourmet per gli appassionati di cantine e ristoranti Michelin. Due specie autoctone di questa “montagna buona” che tanto regala di cibo e vino alla Sicilia: Carricante e Nerello Mascalese, rispettivamente a bacca bianca e a bacca nera, danno una grande spinta anche all’enoturismo. E c’è anche grande fermento, grazie all’innovativa spumantizzazione dell’Etna Doc, un’avventura che inizia già nel 1870, con il Barone Felice Spitaleri di Muglia con uve Pinot nero, per produrre lo “Champagne Etna” (primo spumante siciliano, denominazione che oggi sarebbe bloccata ancora prima di presentare l’etichetta sul mercato), ma che è diventata di tendenza negli ultimi 5 anni.

Tanto da far nascere l’evento “Spumanti dell’Etna” un’idea nata da Francesco Chittari. L’Etna è “la Borgogna d’Italia per la parcellizzazione del territorio”, racconta  Antonio Benanti, presidente del Consorzio Etna Doc. Nel nostro tour tra le cantine dell’Etna come non incrociare una delle più grandi aziende familiari del territorio: Cottanera, dove a Contrada Iannazzo a Castiglione di Sicilia, si può gustare il savoir fair di 60 anni di storia, accompagnati da Mariangela Cambria.

Da Terra Costantino si parla di una storia centenaria tra vigneti e palmenti oggi portata avanti da Dino insieme al figlio Fabio. Ma in contrada Blandano a Viagrande è documentata la produzione di Greci e Romani con numerose iscrizioni nella cantina. Tra i vini più caratteristici DeAtna, che riprende il nome di un libello nel 1496 di Pietro Bembo: perfetto da assaggiare insieme a un pranzo in cantina. Altra azienda storica, arrivata alla quinta generazione è Cantina Nicosia, tra quelle che sta spingendo maggiormente l’acceleratore sull’evoluzione della spumantizzazione degli spumanti etnei. Ai piedi di un cratere spento a Trecastagni, sul Monte Gorna, fiore all’occhiello è il Sosta Tre Santi affinato per 60 mesi, da non perdere l’assaggio nella bottaia sotterranea o durante la suggestiva passeggiata tra le viti che guardano il mare.

Per il pranzo ci si può fermare a L’Osteria, proprio accanto alla cantina, per una degustazione di piatti tipici e rustici. A Contrada Verzella a Castiglione di Sicilia sorge l’ultima scommessa di Firriato, storica cantina siciliana del trapanese che ha rilevato un’antica casa padronale con palmento per trasformarla in una dimora di charme, tenuta di Cavanera Etnea. Merita un assaggio anche La Riserva Bistrot& Wine Experience, all’interno del resort, curata dalla famiglia Pennisi. La cantina Barone di Villagrande a Milo gode di una sensazionale vista sui vigneti dalla sua infinity pool. Solo quattro camere per sentirsi pienamente a casa e in cucina la chef Giulia Carpino che esalta con i prodotti locali i vini della tenuta.

A Carruba Donna Carmela Resort & Lodges, elegante villa patronale di fine Ottocento, guarda lo Ionio dall’alto, stando immerso in un vivaio mediterraneo e di piante subtropicali uniche nel loro genere. La famiglia Faro ha pensato a tutto: dai cortili in pietra lavica e ciottoli di fiume, all’antica cisterna e la piscina circondata dagli ulivi secolari, fino alla cantina del ristorante scavata nella roccia dove gustare il vino locale. Poco lontano, alle pendici dell’Etna, la terrazza di Otto Geleng, recente stella Michelin all’interno dell’hotel Belmond Timeo di Taormina gode della stessa vista che aveva infervorato Goethe durante il suo viaggio in Italia: l’Etna, spesso imbiancato, talvolta fumante. Lo chef Roberto Toro racconta della sua Sicilia in piatti che, a tratti, riescono a oscurare anche la bellezza di un’orizzonte incantato. 

 

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