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Il vino racconta la storia di chi lo fa

By Settembre 29, 2016No Comments

Intervista al titolare dell’affascinante Cantina Muscari Tomajoli

La storia della Cantina Muscari Tomajoli comincia nel 2007, quando Sergio Muscari Tomajoli mette a terra le prime giovani piante di Montepulciano (che nel Lazio si chiama Violone) e di Vermentino (un clone della Corsica), su una striscia di terreno che sta tutto esposto al mare e al Marino, il vento che dà sale alla vigna. Questo Ammiraglio della Marina comincia a fare vino per passione e per diletto, in un garage, tra amici. Ed ha qui la fortuna di incontrare Gabriele Gadenz, Premio Gambelli per il miglior enologo sotto i 35 anni, che media i suoi istinti e le sue intuizioni con la scienza dell’enologia.

“Mi considero un folle. Ma chi fa vino deve lavorare prima di tutto in vigna”

– Muscari Tomajoli  –

Questo altissimo livello tecnico farà la differenza. Questo, e Marco, figlio di Sergio, che a due esami dalla Laurea in Economia, decide di fermarsi e lavorare alla vigna. La sua passione, il suo impegno e la sua voglia di imparare segnano il tratto che l’azienda percorre e percorrerà. Una strada tutta votata alla qualità, all’esaltazione del territorio della Maremma laziale e delle sue naturali caratteristiche, alla scoperta delle innovazioni tecnologiche nella produzione del vino e del rispetto completo della vigna. Non ama le etichette, Marco, non vuole definirsi biologico, né biodinamico. Arrossisce quando mi racconta che i cinghiali e i daini della Roccaccia, il bosco che fa da confine alla sua terra e lo protegge a Nord, hanno mangiato l’uva buona del Petit Verdot e del Barbera. Ma sceglie di non usare concimi chimici, né diserbanti e la terra della sua vigna la coltiva ad inerbimento perenne, con le sue stesse mani.

E la sua vigna lo ripaga completamente dell’impegno: a soli otto anni dalla fondazione, la Cantina Muscari Tomajoli si presenta con due vini di alto livello, il Nethun, Vermentino in purezza e il Pantaleone, Barbera e Petit Verdot. Una produzione ancora minuta, rispetto alla capacità a cui è votato il vigneto, perché l’uva che non raggiunge gli standard di Marco viene lasciata fuori dalle sue bottiglie. Ma già molto apprezzata: i vini Muscari Tomajoli sono nella carta del Ristorante stellato Tordomatto a Roma, scelti dal giovane chef Adriano Baldassarre e dal sommelier Simone Romano. E ancora, segnalati da “Vini da scoprire” di Castagno, Gravina, Rizzari e premiati con i 3Est alla Tuscia del Vino 2016. La cantina è un progetto a lungo termine, che Marco ha sposato con orgoglio e passione. Il suo desiderio è quello di voler “dare a questa terra un vino di alta qualità”. Che dire, i risultati iniziano a farsi vedere!

Manuela Serantoni

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