Tre birrifici svedesi, un obiettivo comune

Un giro tra i birrifici di Göteborg. Fu il poeta e drammaturgo tedesco Johann Wolfgang Goethe a dire che non vale la pena viaggiare col solo scopo di conoscere luoghi nuovi, ma che la vera geografia la si fa imparando a conoscere deve si spini la migliore birra. Per questa ragione, altresì romantica, abbiamo deciso di portarvi in Svezia, a Göteborg, la capitale scandinava in quanto a produzione di birra per parlare con tre dei più rinomati birrifici locali: Beerbliotek, Stigbergets e O/O.  

Trecento birrifici in una città

La crescita del consumo e della produzione di birra a Göteborg si può riassumere con un dato: dal 2007 ad oggi i trenta birrifici della città sono diventati trecento; per una città che conta meno di un milione di abitanti. Un numero impressionante che farebbe pensare ad un ambiente fortemente competitivo, ma che così non è, come ci ha spiegato Darryl De Necker di Beerbliotek: “Il punto forte in questa città è la grande cooperazione. Abbiamo fondato una Liga di birrifici locali ed insieme stiamo costruendo nuovi spazi per incrementare e migliorare le produzioni, anche collaborando nella creazione di birre. Ogni nuovo amante di birra artigianale è un punto a nostro favore, indipendentemente da quale ha scelto di bere”. 

Darryl De Necker del birrificio Beerbliotek
Derryl De Necker del birrificio Beerbliotek


Questo fermento è iniziato nel 2013 in concomitanza con il raggiungimento di un grande traguardo ad opera di due delle birre più diffuse in città: la West Coast IPA del birrificio Stigbergets e la Narangi dell’O/O. Entrambe incluse nella lista delle migliori birre secondo una media delle valutazioni online di appassionati. Nils Hultcrantz, del birrificio Stigbergets ci ha raccontato di quel periodo di grande crescita: “in tutto il mondo sembravano voler bere la nostra IPA. Abbiamo raddoppiato la nostra produzione da 400’000 litri ad 800’000.Non avevamo lo spazio a sufficienza per produrne abbastanza per soddisfare la richiesta”.

Il rinascimento del luppolo

A creare la ricetta di queste due sorprendenti IPA (India Pale Ale) c’è la sola mente del birraio Olle Andersson, prima collaboratore di Stigbergets, in seguito co-fondatore del birrificio O/O. Da vero pioniere e visionario della bevanda al luppolo, Olle Andersson ha condiviso con noi quello che secondo lui sarà il futuro di questo mercato: “La birra in Svezia sta vivendo un periodo di rinascimento. Sempre più persone entrano in un pub e decidono di investire in un prodotto artigianale di qualità a discapito delle produzioni commerciali internazionali. Presto, in tutti i ristoranti della città, ci sarà la possibilità di scegliere tra una birra commerciale ed una artigianale”.

Mastri birrai al lavoro
Mastri birrai al lavoro

E l’obiettivo non si pone certo dei limiti, ne fa distinzioni su quali siano i ristoranti più idonei a servire la birra. “Per noi una buona birra è come un buon vino e fa la sua bella figura anche sui tavoli dei ristoranti stellati Michelin” , precisa Darryl di Beerbliotek.”Sogno una delle nostre birre, rigorosamente in lattina, su un tavolo a tre stelle”, conferma con un gran sorriso sul volto. 


L’impressione che resta dalle nostre visite a questi birrifici è quella di un mondo in movimento, costantemente rivolto verso il futuro, popolato da giovani imprenditori con gusto, talento e l’intenzione di rivoluzionare il mondo della gastronomia, una lattina alla volta. Nonché una quantità di offerta così variegata che è difficile da catalogare.
“Per me non c’è persona a cui non piaccia la birra, significa che non hanno ancora provato quella adatta al loro palato“, conclude Darryl di Beerbliotek, con in mano una lager di recente produzione chiamata “I Just Want You To Be Normal”. L’ultima di 239 birre diverse prodotte nel loro birrificio.

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