Skip to main content

Il Pranzo del Purgatorio, tra storie, leggende e protagonisti: ecco il mio racconto di una tradizione meravigliosa

Quest’anno la celebre festività del Pranzo del Purgatorio è coincisa proprio il 14 febbraio e non c’è modo più adeguato di festeggiare l’amore, quello per il prossimo, durante un pranzo conviviale e a scopo benefico le cui origini risalgono a più di cinquecento anni fa… 

Cantina sociale di Gradoli

Oggi mi trovo a Gradoli, un paesino di circa 1200 abitanti che si affaccia sul lago di Bolsena, in provincia di Viterbo. Eh no, non festeggerò San Valentino… chi crede veramente nell’amore reciproco e nel mutuo soccorso oggi si ritroverà qui, in questa tavolata di 1500 persone all’interno della Cantina Sociale del paese.

Il Pranzo del Purgatorio, questo il nome dell’evento, è organizzato ogni anno dalla Fratellanza del Purgatorio, una congregazione di novanta persone, tutte gradolesi, che si adoperano all’organizzazione del pasto (dalla cucina al servizio) e raccolgono fondi da dare in beneficienza. 

La fratellanza del Purgatorio 

Ad organizzare il Pranzo, da più di cinquecento anni, è la Fratellanza del Purgatorio, un’organizzazione composta da novanta persone all’incirca, che da secoli porta avanti questa tradizione.

Massimo Del Signore, Capitano della Fratellanza, racconta la storia di questa associazione e del pranzo:

All’inizio la Fratellanza nacque come Confraternita chiamata Opera Pia per il Suffragio delle Anime del Purgatorio, ma nel 1924, dopo uno screzio ecclesiastico, cambiò il nome in Fratellanza del Purgatorio. Il pranzo fu ideato per beneficienza, nacque come pasto per i più bisognosi, in corrispondenza con la Quaresima. La condivisione del piatto era simbolo di carità e tutt’oggi questa tradizione viene portata avanti. La parola ‘Purgatorio’ ha sostituito ‘Suffragio’ poiché, durante l’anno, vengono celebrate tre messe sull’altare del Suffragio presso la Collegiata Santa Maria Maddalena a Gradoli. Lo stesso nostro stendardo, quello che portiamo in processione e che ci rappresenta, raffigura l’acqua che allevia le pene delle anime del Purgatorio”.

La Storia

Il pranzo del Purgatorio è divenuto ormai un’istituzione per gli autoctoni ma anche per gli amanti dell’enogastronomia che provengono da ogni parte d’Italia. 

Gli usi e i costumi della zona si fondono con l’arte culinaria e con la religione, dando vita a uno degli eventi più attesi della Tuscia.

Le radici di questa antica tradizione affondano al XVI secolo quando, l’allora Opera Pia per il Suffragio delle anime del Purgatorio (oggi Fratellanza del Purgatorio), raccoglieva fondi e beni per le famiglie del territorio in difficoltà.

Come ogni anno, da più di cinquecento anni, il Pranzo ricade il giorno del Mercoledì delle Ceneri, giornata simbolica per il Cristianesimo in quanto coincide con l’inizio della Quaresima e soprattutto con l’astinenza dalle carni.

Astinenza dalle carni che è rispettata nel menù della tradizione, invariato dagli albori fino ad oggi: fagioli del Purgatorio, minestra di tinca, luccio in umido, nasello fritto e baccalà lesso, cucinati nel rispetto delle antiche ricette.

Essendo da secoli un pranzo benefico, il tutto ha inizio alcuni giorni prima, ovvero durante la Questua che avviene la mattina del giovedì grasso precedente, quando i ‘fratelli’ vestiti con un saio marrone, una mantellina viola e accompagnati da un tamburino, bussano alle porte degli abitanti di Gradoli ricevendo offerte di ogni genere. Le stesse offerte sono battute in un’asta prevista per il sabato successivo, nella piazza principale del paese e il cui ricavato è utilizzato per comperare le provviste per il pranzo. 

Anticamente il pranzo si basava solamente sul ricavato della Questua – continua Massimo Del Signore – Oggi invece l’organizzazione è diversa poiché i primi ordini, soprattutto per il baccalà, si fanno tra novembre e dicembre; a causa del riscaldamento globale, negli ultimi anni abbiamo riscontrato problemi per la reperibilità di questo pesce che proviene dai mari del nord, per questo ci dobbiamo muovere tempo prima per disporre di alcune pietanze. Per quanto riguarda gli altri tipi di pesce, ci serviamo presso un’azienda di Marta, un altro piccolo paese che si affaccia sul lago di Bolsena”.

Per accedere al pranzo bisogna acquistare un biglietto ed è proprio dalla vendita di questi che deriva la generosa offerta che viene data in beneficienza. 

Un pranzo solidale che si svolge fin dal Medioevo, quando le famiglie più agiate, si radunavano una volta all’anno per offrire un pasto caldo ai più bisognosi.

Il Menù

Fagioli del Purgatorio, riso in brodo di tinca (la cui ricetta è segreta e tramandata solo all’interno della Fratellanza), luccio in umido, nasello fritto, baccalà lesso e una mela: questo è il menù che resta invariato da centinaia di anni.

A parte il nasello e il baccalà, tutte le altre pietanze sono locali e derivano dall’agricoltura territoriale e dalla pesca nel lago di Bolsena.

La tinca e il luccio si pescano da secoli, essendo pesci autoctoni del bacino lacuale; così come i fagioli del Purgatorio, anch’essi originari della Tuscia, sono una varietà di legume coltivata nel territorio di Gradoli, il cui nome deriva dal fatto che questo alimento era una delle portate principali del noto pranzo.

Il pasto è cambiato pochissimo nel corso dei secoli – spiega il Comandante della Fratellanza – i fagioli sono stati serviti da sempre, c’è stata qualche leggera variazione come ad esempio la pasta con le noci, che veniva preparata negli anni antecedenti la Seconda Guerra Mondiale e che oggi non viene più cucinata per la mole di gente presente. Il menù delle origini non è mai stato pervenuto, ci è stata tramandata solamente una frase, del 1700 circa, secondo il quale si andava a comprare le aringhe per il pranzo del Purgatorio”.

Essendo un pranzo di ‘magro’, rispettando la cristianità della Quaresima, il pesce veniva servito fin dalle origini anche se, “la minestra di pesce è arrivata dopo – aggiunge Del Signore – mentre il luccio e il baccalà già erano presenti sul menù. Negli anni ’60 fu introdotto anche il nasello fritto, mentre prima il pranzo si basava solamente su quattro portate”.

Numeri e curiosità

Da evento circoscritto alla sola cittadina di Gradoli, negli anni ’80 la notorietà del Pranzo del Purgatorio è esplosa in tutta Italia e non solo… Si stima che in quegli anni si sfioravano le 2000 persone, presenze che sono lievemente scese con le misure di sicurezza; quest’anno i biglietti venduti sono 1520.

Anche i numeri degli alimenti utilizzati sono esorbitanti, in quanto si contano 600 kg di pesce tra i quali luccio, nasello e baccalà, 60 kg di tinca e 250 kg di fagioli, tutti rigorosamente preparati solo dal giorno prima.

A cucinare queste pietanze sono gli stessi fratelli, non sorelle, perché solo gli uomini possono far parte della Fratellanza… alle donne è stato concesso di partecipare al pranzo solo a partire dal 1960!

Cibi preparati da soli uomini dunque, che si riuniscono nella Cantina Sociale il giorno prima dell’evento per pulire il pesce, mentre il mercoledì mattina, intorno alle 03:00, gli stessi si ritrovano nella grande cucina dove accendono un fuoco di cinquanta quintali di legna che alimenta grandi paioli dove vengono cucinate le pietanze.

Alcuni si dilettano tra i fornelli, mentre gli altri fratelli servono il pranzo per il quale, secondo la tradizione, i commensali devono portare da casa piatti, bicchieri, posate, pane e vino.

Durante il convivio, alcuni componenti della Fratellanza sfilano tra le tavolate in una sorta di processione, portando il loro stendardo rappresentativo e seguiti dal fido tamburino.

Amore per la beneficenza

La beneficienza è il motore di questo evento – conclude Massimo Del Signore – Grazie alla vendita dei biglietti per il pranzo, ogni anno riusciamo a supportare e a sostenere famiglie in difficoltà del nostro territorio, mantenendo sempre l’anonimato. La beneficienza però viene fatta anche a livello istituzionale, in quanto negli anni abbiamo offerto il nostro contributo a ospedali e alle vittime di eventi catastrofici, come terremoti e alluvioni, sia in Italia sia nel resto del mondo”.

Un evento benefico e al contempo folkloristico, partecipare al pranzo del purgatorio è piacevole e spassoso. Durante il lungo pranzo (che dura fino al tramonto), i commensali si alzano, si scambiano il posto tra loro, conversano, suonano e cantano… insomma, il tutto si trasforma in una festa rumorosa e strepitosa, dove però c’è la consapevolezza dell’intera comunità di aver compiuto una buona azione.

E forse il segreto dell’amore è proprio questo, sentirsi appagati nel compiere una buona azione.

Leave a Reply

due × 2 =

Close Menu

So Wine So Food

I più grandi chef, le tendenze internazionali, gli eventi più trendy e le cantine migliori in territorio nazionale e internazionale.

Project by K-Lab Project

© 2015 SOWINESOFOOD
Iscrizione al registro stampa del
tribunale di Velletri (Roma) N. 15/2016 del 18/08/2016

T: 0691516050
E: info@sowinesofood.it