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All’interno di Host 2019 decretato il lievitato più buono al mondo con il contest Panettone World Championship. La giuria tecnica e quella critica premiano due campani: Alessandro Slama e Salvatore Gabbiano

Il panettone affonda le proprie radici nel mito: spesso la nascita di questo lievitato viene legata alla leggenda di Toni, uno sguattero che, durante la Vigilia di Natale alla corte di Ludovico il Moro, preparò un dessert con pochi ingredienti e una pasta lievitata, per ovviare all’errore del cuoco che aveva carbonizzato il dolce. Il dessert venne apprezzato tanto da essere ribattezzato “pan del Toni” per celebrare il suo creatore. In realtà, la nascita del panettone si deve alla tradizione medievale di servire a tutti durante le festività natalizie il pane dei ricchi: un pane più ricco di quello di tutti i giorni, chiamato “pan de ton”, ovvero pane di lusso. 

Oggi il panettone, oltre a essere protagonista della tavola delle feste, è diventato un dolce da gustare durante tutto l’anno tanto che molti maestri pasticceri e panificatori hanno iniziato a studiare e preparare varianti per tutte le stagioni, ideandone anche alternative estive accompagnate dal gelato. Claudio Gatti, fondatore de i Maestri del Lievito Madre, sottolinea come il panettone si stia dirigendo verso una destagionalizzazione, diventando un “lievitato da colazione, merenda e per ogni occasione e stagione”. Questo dessert, ormai, ha superato i confini nazionali ed è diventato uno dei dolci italiani più iconici a livello mondiale. Basti pensare che in Perù, soprattutto nella capitale Lima, viene consumato in qualsiasi occasione dai compleanni alle festività.  

Quest’anno il panettone è stato celebrato all’interno di Host Milano durante il quale si sono tenuti seminari e incontri per comprendere l’evoluzione e i cambiamenti che hanno investito il dolce. Proprio per questo è nato il Panettone World Championship che, attraverso un contest, ha eletto il miglior panettone artigianale tra ben 32 pasticceri finalisti. L’internazionalità di questo dessert è sottolineata anche dalla presenza tra i finalisti del contest di pasticceri e lievitisti provenienti da Tokyo, Sydney e New York. 

Oltre a decretare il miglior panettone artigianale lo scopo principale dell’evento, come affermano i Maestri del Lievito Madre, organizzatori del contest stesso, è stato confrontarsi su quale sarà il futuro scenario di lavorazione, distribuzione e commercializzazione del panettone. Il “panettone del futuro” rappresenta, oltre alla finalità della gara, la tematica sulla quale i 32 finalisti si sono affrontati. I partecipanti hanno dimostrato che alla base del panettone futuro ci debba essere sempre grande attenzione per la materia prima di qualità, la scelta di zuccheri naturali e non raffinati, ma soprattutto l’utilizzo di ingredienti biologici con attenzione al mondo vegano, sempre più richiesto dal mercato. 

A incoronare quello di Alessandro Slama di “Ischia Pane” come il miglior panettone è stata la giuria tecnica, composta dai maestri del lievito madre; invece, il premio della critica è stato assegnato da giornalisti e critici gastronomici a Salvatore Gabbiano della pasticceria “Gabbiano” di Pompei.

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