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Il Bocconcino a Tenerife pone l’isola sulla mappa del fine dining che conta

Il Bocconcino. Le opportunità di vivere esperienze gastronomiche in stile italiano all’estero non sono mai mancate. Come sempre in questi casi, però, bisogna saper scegliere con oculatezza andando a pescare gli indirizzi che si segnalano per originalità, qualità e passione.

Uno di questi, forse inaspettato e nel cuore di una destinazione turistica di massa come Tenerife, si è fatto notare negli ultimi tempi come una delle tavole più brillanti e dinamiche. Stiamo parlando de Il Bocconcino a Tenerife, il ristorante di Niki Pavanelli, bolognese doc ormai canaro d’adozione (che da queste parti abita da ben più di tre lustri).

Il ristorante è ospitato all’interno del fascinoso resort Royal Hideaway Corales nel borgo di La Caleta e sul versante occidentale dell’isola. Ed è qualcosa in più del semplice ristorante di buon senso italico, che invece è molto ben rappresentato dalla vicina Trattoria, sempre all’interno dell’hotel e dove ci si può muovere tra piatti dallo spirito regionale conosciuti universalmente.

Il Bocconcino, nell’idea di Pavanelli, che si è circondato di un team di cucina in buona parte proveniente dall’Italia (il sous chef è Riccardo Della Bella), vuole mostrare uno spirito progressive, figlio sicuramente delle esperienze maturate nel corso di diversi anni trascorsi in buon parte nella penisola iberica, approfittando della lunga ondata tecno-emozionale e di luoghi mitici quali El Bulli, Pakta e Hoja Santa.

Un approccio innovativo, quindi, con la creatività come propellente essenziale dal quale partire, ma senza dimenticare le proprie origini, come dicono bene anche gli incroci di gusto che contaminano i sapori dell’isola e molti piatti che strizzano l’occhio al Bel Paese.

Il Bocconcino, proposta

Vedi il Polpo a lenta cottura, finito alla brace, con patate delle Canarie, pecorino e una schiuma di nduja, oppure il mare/monti del Branzino di Gran Canaria (è quello di Aquanaria, distribuito in Italia da Longino) accompagnato da una vichyssoise, da un sugo di carne del Cochino Negro (il maiale di Tenerife, un razza tipica recuperata negli anni recenti) e un’aria delle ossa del maiale.

E ancora, gli Gnocchi con squacquerone, tre tipologie di pomodori e clorofilla di basilico, la poderosa Orecchia di Elefante in stile milanese e perfino un Vitello Tonnato alla propria maniera, ovvero con un tuorlo d’uovo stagionato, ma partendo dalla ricetta storica dell’Artusi. Varia e divertente la cucina che a volte si nutre di idee un po’ esotiche (d’altro canto siamo alle Canarie), ma riesce sempre a stuzzicare la curiosità dell’ospite.

A ribadire l’approccio dinamico del team c’è anche l’organizzazione nel corso dell’anno, di diversi appuntamenti e incontri a quattro mani, con ospiti di primissimo piano. Dopo la Culinary Session che si è tenuta nel mese di dicembre in compagnia di Francesco Sodano, fra qualche settimana è il turno di un mostro sacro della cucina internazionale, Massimo Bottura, che sarà a Il Bocconcino dal 24 al 27 giugno per due cene che si preannunciano come uno degli eventi gastronomici più rilevanti del 2022 a Tenerife e che iniziano a mettere l’isola sulla mappa del fine dining che conta.

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