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Rinascimento, questa la bellezza della ripresa in atto

Il 2022 è iniziato alla grande. L’idea che serpenteggia mi suggerisce la prospettiva di un rinascimento enogastronomico che spazia dalle tecniche applicate agli studi di ricerca. Gli attori principali del settore virano verso strade spesso inesplorate. Il coraggio e la caparbietà forse stanno già segnando l’inizio di questo nuovo anno. 

I protagonisti

E protagonisti indiscussi sono giovani. Dalle realtà agricole alle cucine più forti del mondo, giovani menti e, perché no, artisti realizzano progetti che si pongono su una linea che definisce il futuro e le avanguardie. A unire queste menti c’è la volontà di valorizzare sempre e comunque l’identità territoriale a dispetto della globalizzazione che ovunque ci perseguita. E questo lo si vede in cucina grazie a chef come Antonio Ziantoni, Donato De Leonardis o ancora Marianna Vitale e Giuseppe Molaro.
Il loro punto di forza è uno sguardo sul mondo attraverso la lente del proprio territorio. Anche il mondo del vino sta seguendo questa rotta: oggi è emblema di cultura e pertanto anche il ruolo dei Consorzi di Tutela sta cambiando. 

Il loro compito

Loro è oggi il compito di stabilire fiducia con i consumatori grazie all’obiettivo oramai raggiunto di definire ed essere ben chiara la tracciabilità del prodotto, nonché la qualità del vino. Penso al cambiamento climatico che ha portato e che porterà conseguenze necessarie. I giovani in vigna e in cantina però, stanno dimostrando che la ragione è dalla loro parte, capaci come stanno dimostrando di interpretare questo cambiamento regalandoci vini anche importanti. 

Forse la pandemia è davvero un brutto ricordo, la rivincita è nelle aperture che da nord a sud stanno interessando diverse realtà. Penso a Gucci Osteria che ha aperto di recente, dopo Los Angeles, anche a Tokyo. Antonio Iacoviello, dimostra in tutto e per tutto di tenere il mondo in pugno: una visione universale della cucina che dall’Emilia parte ma che strizza l’occhio al resto del mondo.  Creatività, eleganza e talento sono alla base dell’offerta, in tutto l’idea è quella di regalare un’esperienza unica che riflette anche l’identità giapponese. Questo è un grande esempio di come l’arte vive nel food e nel wine!

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