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L’Hub di Identità Golose ospita la Ruinart Immersive Experience

Tra il 19 e il 21 novembre l’Hub di Identità Golose ha proposto con Ruinart un’esperienza multisensoriale riservata a soli 36 fortunati avventori. Ne abbiamo potuto avere un assaggio in anteprima.

 

Si tratta della Ruinart Immersive Experience, trasposizione della Petit R, l’esperienza virtuale che da qualche tempo è stata allestita tra le mura aziendali. Un progetto di videomapping che decora la tavola con un viaggio in 3D dai contorni onirici, accompagnando la degustazione della ricca cena ideata dalla resident chef di Ruinart, Valérie Radou, magistralmente abbinata alle più rappresentative bollicine della Maison. Le illustrazioni dell’artista giapponese Kanako Kuno, così, oltre a gusto e olfatto deliziano anche la vista, rendendo l’esperienza immersiva e assolutamente indimenticabile.

Un evento “bello e buono” come si suole dire, con i piatti delicati ed eleganti della cuoca francese che per la prima volta ha varcato i confini di Reims per far conoscere la sua cucina al di fuori della cittadina francese. Piatti vivaci, contraddistinti da un’incredibile leggerezza e cromaticamente abbinati ai grandi Champagne che li accompagnavano.

Ad aprire le danze una deliziosa “tartare di branzino, sedano, olio di levistico” abbinata a Ruinart Blanc de Blancs; dunque si è proseguito con il “Rombo di Bertrand Mure, variazione di cavolfiore e salsa allo Champagne”. L’attesa Ruinart Vintage 2011, cuvée distribuita da quest’anno in Italia, ha accompagnato lo “Chaource, uva e granola”. Infine il seducente Ruinart Rosé, che ha aggiunto la sua splendida sfumatura rosa alla “Pera infusa con ibisco, pompelmo e rosa”.

Un’occasione che è servita anche per presentare alla stampa meneghina “Second Skin”, la nuova confezione eco-sostenibile che andrà a sostituire lo storico astuccio. Un prodotto realizzato al 99% in carta riciclabile, che ha richiesto due anni di studi per essere messo a punto. Nella texture leggermente zigrinata è evidente l’omaggio alle iconiche cantine in gesso della Maison, le Crayères,  dichiarate patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 2015. Tuttavia l’obiettivo è anche quello di proteggere il prezioso nettare per tutta la filiera, custodendolo ben protetto fino al momento in cui giungerà, perfettamente integro, al consumatore finale.

 

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