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Possiamo dire che i cru di Pinot Nero sono la risposta altoatesina alla Borgogna

Quando si parla di Pinot Nero a tutti viene in mente sempre la Borgogna ma lo sapevate che in Alto Adige è allo studio la creazione di cru di Pinot Nero? Il Consorzio dei vini dell’Alto Adige sta lavorando per la realizzazione di “Menzioni geografiche aggiuntive” per il Pinot Nero: si chiameranno Mazzon, Gleno e Appiano Monte e in questo articolo ti porterò alla loro scoperta.

Prima però vi voglio raccontare la storia su come questo nobile vitigno sia arrivato in Alto Adige.

Benvenuto in Alto Adige

Il Pinot Nero è presente da quasi due secoli in Alto Adige soprattutto grazie all’ Arciduca Giovanni D’Asburgo (in quel periodo questa regione faceva parte dell’Austria).  L’Arciduca fondò nei primi dell’800 l’associazione agraria del Tirolo e Vorarlberg con lo scopo di diffondere in Tirolo ogni tipo di conoscenza agraria a favore della viticoltura, e a Bolzano creò un campo sperimentale con 20 varietà di viti di origine francese, tra cui il Pinot Nero. Da qui il Pinot Nero si diffuse nella tenuta agricola dell’erede dell’Arciduca, il figlio Franz von Meran. Anche altri proprietari terrieri di Bolzano seguirono i consigli dell’Arciduca e piantarono vari vitigni tra cui il Pinot Nero.

Il Pinot Nero iniziò così la sua lunga ma inesorabile ascesa a principe dei vini rossi altoatesini.

Oggi ha una coltivazione di 494 ha e rappresenta l’8,9 % del totale della superficie coltivata a viti in Alto Adige.

Mazzon, Gleno e Appiano Monte

In questa regione ci sono due filosofie di produzione per il Pinot Nero: una è quella di assemblare vini prodotti con uve di diverse zone (blend) e l’altra è quella di fare un vino con solo uve di una stessa zona (in purezza).

Adesso ti illustrerò le tre zone dove si producono i Pinot Nero in purezza e che si sta valutando di farne dei cru:

Mazzon

E’una frazione di Egna ed è una zona già famosa per la realizzazione di ottimi Pinot Nero.

Mazzon è un versante collinare orientato a ovest che si situa sulla sinistra orografica del fiume Adige a un’altitudine che varia dai 300 ai 450 metri s.l.m.

Il Monte Corno, con le sue rocce, protegge a nord la zona dall’arrivo di masse d’aria fredda, mentre da sud la vallata viene interessata dalle miti correnti dell’Ora del Garda. Questo vento meridionale che spira dal Lago di Garda percorre tutta la Bassa Atesina e soffia con regolarità da aprile a settembre nelle prime ore del pomeriggio, è molto importante in quanto serve ad asciugare le uve e a far diminuire l’umidità all’interno del grappolo.

I rilievi del Monte Corno ombreggiano la mattina l’intera zona e, durante la maturazione delle uve, consentono ai raggi solari di raggiungere i vigneti in ritardo, permettendo a questi di beneficiare della frescura notturna nelle prime ore della giornata. A questa frescura mattutina segue un irraggiamento solare che si protrae a lungo sino a sera. I raggi del sole che raggiungono Mazzon sono tra gli ultimi a tramontare rispetto al territorio circostante dove sono già scomparsi da qualche ora comportando un graduale abbassamento della temperatura. Dopo il tramonto del sole, invece, a Mazzon lo sbalzo termico è notevole e rapido, e questo comporta nelle uve un corredo aromatico più ricco ed elegante.

Gleno

E’una frazione del comune di Montagna. La sua storia nella produzione del Pinot Nero è molto più recente di Mazzon e non ha la sua stessa fama internazionale, ma è solo questione di tempo, perché qui si possono produrre grandi vini con questo vitigno.

Il clima di Gleno è molto particolare e vario in quanto è un versante di una collina che va dai 400 agli 800 metri di altitudine s.l.m. Questa zona è adiacente a Mazzon e quindi l’esposizione solare è simile. A est di Gleno è presente il Monte Corno che protegge dai raggi solari della mattina presto. Alla sera scendono dalla Valle di Trodena delle correnti fresche che accentuano lo sbalzo termico e tolgono umidità dai grappoli, invece nel pomeriggio spira anche qui l’Ora del Garda. Un fattore molto importante di Gleno è che il terreno ha una forte pendenza che può arrivare fino al 60% e questo assicura un ottimo drenaggio.

Appiano Monte

Appiano Monte fa parte di Appiano sulla Strada del Vino e qui il Pinot Nero si dice che sia presente fin dalla metà dell’800, però è stato sempre coltivato in mezzo ad altri vitigni e quindi mai vinificato in purezza.

Il clima di Appiano Monte è molto caratteristico e differente da Gleno e Mazzon, in quanto in questo caso ci troviamo dall’altra parte della val d’Adige, cioè nel versante ovest. L’esposizione solare è est e sud-est, quindi il sole irraggia da presto la mattina fino al tardi pomeriggio. Questo fa si che prendendo molto sole, soprattutto quello del mattino, le piante producano delle uve con un alto tenore zuccherino. Al tramonto del sole scendono dalla Costiera della Mendola dei forti venti freddi che hanno la caratteristica di abbassare le temperature e quindi, in autunno, fanno si che le uve conservino una buona acidità e un buon corredo aromatico.

In queste tre zone sono già prodotti Pinot Nero in purezza da molte aziende vinicole e quindi si possono già assaggiare e notare le differenze tra le varie zone. Ma la sfida più interessante è quando vengono degustati alla cieca in confronto con i cru di Pinot Nero della Borgogna. Ti consiglio assolutamente di provare questa esperienza che ti lascerà molto sorpreso.

Spero che questo piccolo viaggio attraverso i cru di Pinot Nero dell’Alto Adige vi sia piaciuto e se desideri approfondire ti consiglio il mio libro “I Cru di Pinot Nero di Mazzon, Gleno e Appiano Monte”.

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