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Cinque frutti esotici da provare perché tra i più strani al mondo!

La natura è una incredibile fonte di scoperta e meraviglia per tutti e cinque i sensi. I suoi colori sgargianti, il profumo inebriante dei fiori, la varietà materica dei suoi elementi, i suoni incredibili che produce come un’orchestra musicale armoniosa, e i gusti inaspettati dei frutti. E già, e proprio dei frutti vogliamo parlarvi oggi, perché ce ne sono alcuni che all’apparenza sono davvero poco invitanti, che sembrano fiori, animali, pianeti e non prelibatezze da mangiare. E invece poi quando li assaggi, scopri un sapore unico, che mai ti saresti aspettato.

E allora ecco la top cinque dei frutti più strani al mondo che vi suggeriamo per una vera macedonia delle sorprese.

Durian (o duriano)

Proveniente dal sudest Asiatico, il durian ha un odore fortissimo, quasi nauseabondo. È addirittura vietato consumarlo in luoghi pubblici. Al contrario dell’odore, il gusto invece è piacevole, un mix tra banana e vaniglia, e viene spesso mangiato in abbinamento allo yogurt, oppure viene cotto per accompagnare il riso, o fritto per fare delle piccole chips.

Pitaya (o dragon Fruit)

Originario sia dell’Asia e del Sud America, ha delle creste rosse nella buccia esterna che richiamano appunto il drago, da cui il nome. Al suo interno la polpa bianca è piena di piccoli semi neri, commestibili e croccanti. È considerato un vero e proprio superfood per la quantità di vitamine e poche calorie. Il suo sapore è fresco e delicato, dolce e contemporaneamente aspro. È dissetante e spesso usato nella preparazione dei cocktail.

Hala Fruit

Proveniente dalle Hawaii, ma anche presente nel Sud Est Asiatico, in Australia Orientale e nelle Isole del Pacifico, questo incredibile frutto ha una delle forme più spettacolari. Non poteva mancare nella lista dei nostri cinque! Dai colori sgargianti, sembra più un meteorite o un pianeta che un frutto. Il suo gusto è molto dolce ma delicato, assomiglia a quello della zucca dolce. Per mangiarlo occorre succhiare la polpa del frutto dalle “falangi”. Si mangia fresco, bollito o macinato fino a diventare una pasta o spremuto come un succo.

Salak (o snake fruit)

Coltivato in Indonesia sin dal 1500, il salak, o frutto del serpente, deve il suo nome alla buccia che ricorda molto la pelle di un serpente. Dalla forma di un fico, il suo interno la polpa ricorda grandi spicchi di aglio, color bianco/giallo.  Soda e croccante, la polpa ha un sapore dolce, con un retrogusto aspro e leggermente acidulo, che ricorda un ananas. Contiene molte vitamine e proprietà antiossidanti, tanto che in Indonesia lo considerano il frutto della memoria.

Black sapote (o zapote nero)

Frutto esotico originario del Messico, Guatemala e Colombia (ma coltivato anche in Australia, nelle Filippine, a Cuba, in Florida, alle Hawaii e nella Repubblica dominicana), il black sapote ha trovato anche in Sicilia il tuo habitat ideale. Dalla forma del cachi, la sua particolarità è il colore nero intenso della polpa e la consistenza cremosa simile ad un budino. Dato il suo aspetto e della sua cremosità, oltre che il gusto dolce, lo zapote viene spesso chiamato budino al cioccolato. La sua polpa viene spesso usata per fare mousse, o spalmata su pane e biscotti, o come ingrediente per dolci e dessert.

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