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La Rossa premia giovani e sostenibilità

Nulla da dire. Michelin si riconferma come la guida più ambita, nella quale esserci fa la differenza. La “rossa”, seppure qualcuno ne evidenzi limiti di copertura territoriale (se non di attenzione privilegiata verso certe aree del Paese) resta la più autorevole fra le guide gastronomiche internazionali. E la presentazione dell’edizione italiana (stavolta soprattutto virtuale) ha avuto la consueta attenzione, mista a ” suspense da aspettativa”. Così, se ci ha fatto grande piacere riscontrare l’attenzione verso i giovani chef (la quasi totalità dei nuovi stellati ha meno di 35 anni), con altrettanta soddisfazione abbiamo notato le prime stelle assegnate a chef di cui ci stiamo occupando su So Wine So Food dedicando loro ampi servizi, su carta e sul web.

Penso a Emanuele Petrosino, Giuseppe Molaro, Stephan Zippl, i fratelli Manzoni degli Assonica. O a Giuseppe Iannotti del Kresios, la cui seconda stella riempie di gioia. Per non dire di tutti gli altri, a cui vanno i nostri complimenti più vivi.

Solo alcune considerazioni: l’attenzione verso il sud da parte della Michelin è ormai proverbiale e va a premiare talento e creatività. Così come lo sguardo verso l’Alto Adige, sempre molto premiato. Ma possibile che regioni come Toscana o Emilia Romagna abbiano attirato così poco gli ispettori nella loro scelta? E che grandi metropoli come Milano o Roma abbiano suscitato in loro solo un istinto conservativo (ovvero lasciare la situazione pressoché immutata, con poche novità)? A parte la stella a Felix Lo Basso, di cui abbiamo seguito il percorso innovativo e i grandi sforzi talentuosi, Milano non sembra essere stata particolarmente indagata né, quindi, premiata.

Per carità, nessuno vuole mettere in dubbio i criteri utilizzati, anzi. Solo una considerazione sorge spontanea: visto il coraggio con cui si sono individuate nuove realtà in Campania, in Calabria o in Veneto (le Quattro Ciacole di Roverchiara, che hanno meritato la prima stella, sono una nostra vecchia scoperta) avremmo gradito che la “ricerca di novità” avesse riguardato anche Roma o Milano o Bologna. Dove, credeteci ispettori, succedono tante cose positive. Che potrebbero essere raccontate, con l’autorevolezza che vi contraddistingue. Ma, ne siamo certi, sarà per l’edizione 2023…

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