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A Frascati, Dario Rossi promuove il Km 0 e sostiene il gruppo Castelli Romani Food & Wine.

Il territorio laziale vanta eccellenze nell’ambito culinario e artigianale. È importante, quindi, che ci siano persone che sappiano comunicare questo patrimonio. Dario Rossi, gelatiere di Greed Avidi di Gelato e membro del gruppo Castelli Romani Food & Wine, ci spiega l’importanza di un gelato naturale, facendosi ambasciatore anche della vigna. Tra gusti di tendenza e novità, quest’anno per lui è arrivata anche la conferma dei Tre Coni dal Gambero Rosso che l’ha eletto tra i migliori maestri gelatieri italiani.

Quando ha capito che avrebbe fatto questo mestiere?

“Da piccolo, quando i miei genitori comprarono una gelateria. Ogni estate era sempre festa: facevamo un gusto al giorno. Nelle gelaterie, però, il gelato non aveva quel sapore vero, come a casa. La sfida è stata quella di aprirmi una vera gelateria artigianale”.

Da dove prende gli ingredienti?

“Dal mio orto. Ho piantagioni con circa 250 lamponi, 200 piante di fragole, alberi da frutteto come fichi, ciliegie, nocciole e albicocche. Greed è oggi nota come gelateria a Km 0 e, cavalcando questo messaggio, abbiamo cominciato a promuovere i prodotti del territorio”.

Com’è partita l’idea del gelato al vino?

“All’inizio con i gusti classici: zabaione, crema alla malvasia, moscato. Tutto rigorosamente siciliano. Poi ci siamo avvicinati geograficamente con i prodotti laziali dell’Azienda Agricola Artico, Tenuta Santi Apostoli, San Vitis, Casale Mattia e Gabriele Magno”.

Esempi di gelati al vino?

“Tra quelli che facciamo spesso c’è il gusto a base di Frascati, Frascati Superiore, Cannellino. Se il gelato è naturale si può fare di tutto”.

La scelta del senza glutine, invece?

“Il mio è un gelato naturale e per essere altruista ho pensato anche ai celiaci. Mi sono specializzato sulle intolleranze alimentari per dare la possibilità di poter mangiare senza rischi”.

Cos’è per lei la tradizione?

“La salvaguardia di prodotti, materie prime e ricette di un territorio. Bisogna preservare e tramandare alle generazioni future il nostro patrimonio. Solo così potremmo gustare ancora i sapori autentici, quelli di una volta”.



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