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Il 17 gennaio si festeggia il pizza day, ecco la mappa delle più buone di Milano

La pizza è il patrimonio Unesco che ci invidia tutto il mondo per la tradizione napoletana. Secondo gli ultimi dati del del Centro Studi Cna elaborati in collaborazione con Cna Agroalimentare (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) il fatturato annuale è pari a 15 miliardi in tutta Italia, generato da oltre 127.000 locali in tutta Italia, tra ristoranti, pizzerie e bar; a fare da capofila, ovviamente, la Campania, terra natale della pizza, in cui si trova il 16% degli esercizi nazionali. 

Secondo The Fork invece nel mondo sono oltre 54.000 ristoranti presenti sull’applicazione, e quasi 12.000 (ben il 22%) servono pizza. Sul podio l’Italia, ovviamente, con 6.000 ristoranti che servono pizza, seguita da Francia, con più di 2.000 ristoranti, e Spagna dove sono oltre 1.500. Può apparire strano ma in vetta alle classifiche di pizza è il Brasile (29% delle prenotazioni), seguito da Italia (28%) e Svezia, mentre risultano meno prenotazioni totali in Spagna.

In Italia, le città in cui avvengono più prenotazioni online in pizzerie sono Roma (24% delle prenotazioni), Milano (19% delle prenotazioni), Torino (5% delle prenotazioni), Firenze (5% delle prenotazioni) e Bologna (2% delle prenotazioni). Inoltre, anche a Monza gli utenti ricercano spesso pizzerie (il 3% delle visite parte dalla ricerca di una pizzeria).

Il nome della pizza margherita, la principessa delle pizze, prende proprio il nome dalla regina Margherita di Savoia: una dedica del pizzaiolo Raffalele Esposito nel 1889, trasposizione golosa del vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde delle foglie di basilico.

La lista delle migliori pizzerie di Milano

La Milano da bere non si fa certo mancare la pizza, che è in cima delle classifiche dei delivery del periodo: ecco qui le migliori della città meneghina.

Pizzium

Forse Pizzium è il progetto meglio riuscito, in termini di espansione, della pizza gourmet. Un marchio di fabbrica che si trova in numerose città italiane: cornicione alto, ampliamente farcita con topping mediterranei e dal gusto casalingo. La mente del progetto è Nanni Arbellini, da sempre inarrestabile.

Dry

Tra i primi a guardare alla pizza in modo innovativo, abbinandola ai cocktail. Impagabili anche le focacce tagliate a spicchi e farcite. Oggi in cucina troviamo il giovane pizzaiolo Lorenzo Sirabella, che continua questa tradizione pionieristica.

Giolina

Un’altra creazione di Ilaria Puddu e Stefano Saturnino, già ideatori di altri brand della pizza come Marghe e Pizzium, abbina questo lievitato a cocktail di tendenza (curati da Flavio Angiolillo). I nomi delle pizze, fatte con impasto interamente di farina semintegrale, sono i numeri in dialetto milanese.

Da Zero

Dal Cilento con furore: questa pizzeria fondata da Giuseppe Boccia, Paolo De Simone e Carmine Mainenti, racconta tutto il gusto del Vallo della Lucania promuovendo anche i prodotti della zona.

Berberè

Una pizza dal cuore bolognese, nata dall’estro dei fratelli Aloe che hanno poi esportato il brand anche all’estero come Radio Alice. Perfetta per chi ama la pizza alta e un pò croccante, realizzata con farine semintegrali bio macinate a pietra e lievito madre.

Cocciuto

Rigorosamente per gli amanti della pizza napoletana con il cornicione alto, ma in stile gourmet, con tanti topping di qualità.Grande attenzione alla sostenibilità per le oltre 20 pizze in carta.

Crocca

Vi ricordate come andava di moda la pizza anni Settanta- Ottanta? Sottile, quasi una schiacciatina ed estremamente croccante. Per questo revival ci ha pensato dream team che ha creato Pizzium, Giolina e Marghe, sempre fragrante e che fa crock.

Quore

Si è appena spostato qui l’ex pizzaiolo di Dry, Tymur Isayev, per questo “quore” di pizza. Un’ idea dell’imprenditore Marcello Rizza che punta tutto sulla pasta e sulla pizza: la massima espressione della cucina italiana. Ogni pizza racconta la tradizione regionale italiana con prodotti d’eccellenza.

Crosta

Simone Lombardi (ex Dry, le mani e la mente della pizza a cubotti che ha fatto la fortuna del locale) e Giovanni Mineo (ex Davide Longoni) sono due veri professionisti che lavorano sugli impasti e sul lievito madre, con l’uso di grani antichi miscelati. Ottima sia la tonda che alla pala o al trancio.

Bioesserì

Bioesserì punta tutto sul biologico, come fa intuire il nome. Minimo 72 ore di impasto e farine macinate a pietra bio, il topping è gustoso e generoso, come vuole la terra siciliana. Sì, perchè il format è stato ideato dai fratelli Vittorio e Saverio Borgia: due siciliani doc che hanno voluto portare i profumi e i sapori della loro terra all’ombra della Madonnina.

Gino Sorbillo

Il famoso pizzaiolo napoletano è sbarcato anche a Milano e la sua prima insegna è a due passi dal Duomo: Lievito Madre al Duomo racconta dei vicoli di Napoli e di pizze appena sfornate con ingredienti di qualità, grazie anche al rapporto diretto di Gino con tanti piccoli artigiani.

 

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