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Alla scoperta della cucina dello Chef Alessandro Breda, tra picchi di gusto all’insegna dell’equilibro

Un gioiello nella magnifica piazza di Oderzo, famosa città di epoca romana. Tra affreschi e colonne romane, ci si immerge subito nell’atmosfera. Tutto, al Gellius, rimanda al termine equilibrio, lo si percepisce dal primo istante in cui si varca la porta. Il design è pensato per vivere in simbiosi con i reperti storici presenti all’interno. Infatti, il ristorante, che si sviluppa su tre piani, è stato costruito nel luogo in cui, un tempo, era situata la prigione della città. La nuova cantina è situata in quelle che un tempo erano le celle e la sala nella zona in cui un tempo i prigionieri godevano dell’ora d’aria. Emozionante la similitudine della cena vista come una pausa dalla frenesia del mondo moderno.

La location, unica nel suo genere, è in perfetta armonia con gli elementi d’arredo e la cucina proposta. Se non si fosse capito, la parola chiava della cucina di Alessandro Breda è proprio “equilibrio”.

Chef Alessandro Breda

Alessandro Breda nasce a Conegliano (Treviso) nel 1968. Cresce con l’idea di diventare un pilota dell’aviazione, ma durante l’adolescenza scopre la cucina e decide di iniziare la scuola alberghiera a Falcade. Dopo alcune stagioni nei ristoranti del territorio parte per Parigi, dove sperimenta per la prima volta il lavoro in una cucina stellata. Rientrato in Italia per la leva militare, è proprio nelle cucine del campo che conosce Giancarlo Perbellini, con cui rimane in contatto e che lo introduce al Desco, dove lavorerà per qualche tempo. Verso la fine degli anni ‘80 Breda, che nel frattempo sta collaborando per il ristorante Concorde nel mantovano, è sempre più incuriosito dalla cucina di Gualtiero Marchesi: lo chiama ogni giorno per mesi, finché non entra a far parte della sua brigata.

Il sodalizio con il maestro prosegue per due anni e mezzo, durante i quali Breda diventa chef de partie ed entra in contatto con alcuni dei nomi più grandi della cucina italiana e internazionale. L’esperienza con Marchesi lo spinge a ricercare un modus operandi ancora più preciso e rigoroso e decide così di spostarsi al Tantris di Monaco. Qui resterà per tre anni fino al 1992, quando torna in Italia e fa una breve esperienza all’Enoteca Pinchiorri assieme a Cracco, Berton e Lopriore prima di spostarsi al Four Seasons di Londra. È qui che, per la prima volta, nasce il desiderio di aprire un locale tutto suo.

L’avventura comincia nel 1994 assieme all’amico maître Adriano Fumis: assieme aprono Il Capitello, un piccolo ristorante a Corbanese di Tarzo (Treviso) che gestiscono per sei anni. Nei primi anni duemila i due conoscono Genesio Setten, imprenditore opitergino che pochi anni prima aveva seguito la ristrutturazione di una vecchia abitazione romana nel centro della città, dove aveva inaugurato il ristorante Gellius, che però non ebbe il successo sperato. Nel 2001 Setten, innamorato della cucina di Breda, gli propone di riaprire il Gellius con un’impronta totalmente nuova rispetto alla precedente. Quattro anni dopo il ristorante ottiene la stella Michelin.

Oggi, le influenze ricevuto nel corso della sua carriera, sono valorizzate e ben visibili nella sua cucina.

L’essenza del Gellius

Il menu degustazione stimola la curiosità già dalla prima lettura. La cucina di Alessandro Breda è autentica, espressione dell’idea di piacevolezza.

Ogni piatto è la perfetta sintesi delle due anime dello chef: da un lato la sperimentazione di una tradizione abilmente reinventata dalla sua mano, dall’altro la ricerca di sapori bilanciati, in cui ogni ingrediente viene scelto con logica e ragionamento. Propone un’esperienza ricca di giochi che permettono al commensale di immergersi completamente nella degustazione. Una vera giostra di sapori, manovrata dalla genialità e dalla tecnica dello chef; in cui coesistono giochi e picchi di sapori che stimolano il palato, per poi tornare, quasi magicamente, ad un equilibrio perfetto. Straordinaria, infine, la capacità di saper inserire delle acidità mai banali.

La cucina di Chef Alessandro Breda si sposa poi con i valori della qualità e della stagionalità delle materie prime. Ecco perché la cucina del Gellius esprime un senso di familiarità e di condivisione, in cui lo stare a tavola è una coccola e un piacere, per il palato e per lo spirito.

Tra le proposte del menù alla carta viene dedicato uno spazio ai piatti finiti in sala. Una cucina contemporanea in cui lo chef è il protagonista, al Gellius la sala torna ad assumere un ruolo chiave nell’esperienza del gusto, quando alcuni piatti vengono terminati direttamente al tavolo dalla brigata di sala. In un’epoca sempre più colma di protagonismi l’attenzione viene posta sull’esperienza del commensale e sulla qualità, e sulla stagionalità, della materia prima.

In conclusione, lo Chef Alessandro Breda fa dell’autenticità la sua bandiera; una danza armonica tra gusti ed equilibri che regalano sorprese ad ogni boccone.

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