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Chef Francesco Apreda. In un piatto, il mondo, i suoi mondi

By Novembre 3, 2015No Comments

Dalla tradizione all’innovazione. Dal mondo alla sua cucina elegante e fusion. Chef Apreda è il senso di una cucina creativamente fusion.

Una passione, quella dello Chef Apreda, nata un po’ per caso. Ma noi al caso non crediamo tanto, così scopriamo che forse era già tutto lì, segnato dalla sua stella. Presto, ancora ragazzino, si trasferisce con i genitori da Napoli a Formia. Dalla ragioneria all’Istituto Alberghiero dove la corsa per stare dietro ai suoi compagni era forte, e chissà, forse senza accorgersene, è da qui che inizia a rincorrere quella che diventerà la sua passione.

C’è qualcosa che ancora prima, però, imprimerà il segno dentro di lui: quelle tavole imbandite di ricordi e sapori. Non è difficile immaginare il grande Chef prendere, da qui, la sua strada. Una strada fatta di posti meravigliosi, di mondi e sapori nuovi, da scoprire. Gli stessi che a volte diventeranno perno delle sue creazioni artistiche culinarie. Di estero, (ma anche di estro, ovviamente), ne è piena la sua cucina: i riflessi internazionali nei suoi piatti sono lo specchio della sua grande curiosità verso ciò che, di volta in volta, ha davanti ai suoi occhi, ha nella sua bocca.

Londra, Tokio, l’India respirano, così, nei suoi piatti italiani e mediterranei: scoprirli, porta a quel processo di reale fusion che significa poi al palato, eleganza, creatività, alta cucina. Che significa studio di tecniche nuove, scoperta dei prodotti nuovi, di come nascono, di come e perché vengono usati: un conto è usare lo zenzero perché ne hai sentito parlare, un altro è sapere come e perché viene usato lo zenzero in Giappone.

“ Dietro ogni piatto c’è sempre una storia, un racconto, un perché”

– Francesco Apreda –

E chi gusta l’Imago, Imàgo dell’Hassler Roma, l’iconico Hotel sotto la guida e leadership di Roberto. E. Wirth, gusta tutto questo mondo, pardon, tutti questi mondi dello chef Apreda: “Ne leggi il menu, capisci che sei a Roma, magari per quelle puntarelle”, ma appena navighi per le righe, capisci che puoi essere anche altrove, che, in realtà, sei già nell’altrove. Direttamente nell’alta cucina.

E cos’è l’alta cucina per lo Chef Apreda se non quell’esperienza che ti fa provare emozioni nuove, sensazioni uniche in un contesto particolare che forse solo all’Imàgo si possono captare. Tecniche all’avanguardia e prodotti dell’eccellenza, queste di certo le basi. Le basi e l’anima che portano al cielo, a quella stella. Passeggiava per i sapori e i colori delle spezie di Mumbai. Tra un profumo e l’altro non è difficile immaginarselo completamente immerso in quella bellezza. Ma la sua di bellezza stava per esplodere. ”Bastò” rispondere a quella telefonata e la sua stelle prese finalmente a brillare. Fu una festa, per lui, per i colori e per i bambini che iniziarono a gridare eccitati, e incoscienti, la sua allegria, la sua “stella, stella”. 

Ciò che piace allo Chef è cogliere tanto dai suoi colleghi, senza sceglierne uno in particolare, ma noi un po’ l’obblighiamo scherzando a confessarci il suo preferito del momento e, così scopriamo che Chef Scabin conquista la sua preferenza del momento, soprattutto per il suo eclettismo e saggezza. Intanto Chef, siamo concordi nell’affermare che solo i suoi piatti permettono voli e viaggi di vere emozioni.

Che possa la sua stella viaggiare sempre di più.

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