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Nella campagna romana Albiera, Allegra e Alessia Antinori, seguitano la passione del loro antenato

Al civico 34 di Via di Fioranello a Roma, città d’arte per antonomasia, si trova una delle leggendarie aziende vitivinicole italiane. Leggendaria è per la mastodontica qualità dei vini longevi e introvabili se non nelle tesorerie dei collezionisti privati, prodotti dal nobile principe romano Alberico Boncompagni Ludovisi negli anni ’50.

Nata dall’unione di due casate storiche che nei secoli avevano dato al mondo cattolico due papi, Boncompagni Ludovisi è una nobile famiglia romana che nella capitale da sempre possedeva tante terre,concentrate al nord soprattutto intorno al Pinciano (Via Veneto, Via Ludovisi ) e al sud sulla via Appia Antica.

Il principe Alberico, ricevuto in eredità le proprietà di Fiorano, si allontana dalla vita “principesca” e mondana e si dedica alla sua passione: l’agricoltura, con alle spalle grande sapienza e un imponente bagaglio culturale.

Analizzando insieme all’enologo Giuseppe Palieri i suoli dei possedimenti, Alberico decide di

impiantare il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Sémillon, vitigni a quell’epoca sconosciuti nell’areale romano. Nascono così dai terreni vulcanici, e in stretta collaborazione con un altro personaggio epico dell’enologia italiana,Tancredi Biondi Santi, le etichette di Fiorano Rosso, Fiorano Bianco e Fiorano Semillon, vini unici e di raro spessore che diventano subito un mito da inseguire vista anche la limitatissima quantità prodotta. Sia il vigneto sia la fattoria con il grano, le verdure e l’allevamento di mucche sono in conduzione biologica, una scelta lungimirante di Alberico, controcorrente alla diffusione dei pesticidi in larga scala di quegli anni. Più che una scelta, un credo.

Sono passati decenni ma poco cambia in Fattoria di Fiorano. La nipote del principe Alberico, Alessia Antinori, gestisce l’azienda mantenendo in vita il seminato del nonno. I vini di punta della cantina sono prodotti con le uve di Cabernet Sauvignon e Merlot (rosso) e di Semillon (bianco) sotto la guida di Alessia stessa e del Direttore dell’azienda Roberto Orchi, ambedue enologi della Fattoria di Fiorano.

All’orto è riservato un occhio di riguardo particolare, omaggio alla passione di Alberico. Diverse varietà dei carciofi e dei pomodori, le verdure del territorio e le erbe aromatiche, assieme agli eccellenti e genuini formaggi dal latte delle caprette della fattoria, compongono il menu con i prodotti a metri 20 del ristorante “Orto di Alberico”. Aperto su prenotazione e attrezzato per i picnic tra le vigne, il ristorante sui terreni a Fiorano è inserito in un contesto davvero unico. A lato dell’arteria di Appia Antica, in un brandello di campagna romana si può scorgere in lontananza l’eternità raffigurata nella cupola di San Pietro.

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