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Editoriale di Novembre

Editoriale. Quante volte ce lo siamo chiesti: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Vince l’ottimismo o il pessimismo? Come uscirà la ristorazione dall’ennesimo momento difficile? Mentre siamo tutti pronti, il 13 di questo mese, ad acclamare i nuovi stellati dell’edizione 2023 della Michelin (o a piangere con chi le stelle, invece, le perderà), le riflessioni sul presente, ma soprattutto sul futuro, si caricano di ansie, preoccupazioni, incertezze.
Bollette, energia, personale, costi delle materie prime: il ritornello, ormai, lo conosciamo a memoria. Eppure, nell’incertezza o nella paura di non farcela, una sicurezza, concreta e indiscutibile, c’è: la clientela internazionale continuerà a venire in Italia, ad amare l’Italia, a ricercare le nostre fantastiche materie prime nelle cucine di chef talentuosi che operano in ristoranti e resort belli e bellissimi, in location che sono e continueranno ad essere vere e proprie destinazioni eccellenti.
Questa è l’Italia del 20% in più rispetto al pre-covid, l’Italia che è cresciuta e non può (o non dovrebbe) lamentarsi troppo. Dalla Costiera amalfitana fino all’Alto Adige, passando per Roma, Milano, Firenze, le città d’arte e la campagna, le isole e le riviere, l’offerta di serie A resta magistrale, si snoda per lo stivale con una sola parola d’ordine: passione, competenze e business.
La stagione turistica della scorsa estate ha visto crescere esponenzialmente presenze, volumi e valori nella nostra industria dell’ospitalità. Ho visto chef e brigate stremate da ritmi di lavoro incessanti, “caricati” da soddisfazioni e successi, premiati per i loro meriti professionali. Ristoranti sempre pieni, tavoli introvabili, prenotazioni da due mesi prima, ecc.
Ma ho visto anche gestioni prossime alla chiusura, sale ridotte al lumicino dalla mancanza di personale qualificato, dalla disaffezione al lavoro e dalla conseguente impossibilità di investire sull’attività.
Il mercato, come sempre, è bifronte, ha due facce, due volti, proprio come il bicchiere di cui parlavo all’inizio. Mezzo pieno o mezzo vuoto? Brillante o spento? Da parte nostra, noi continueremo a vederlo mezzo pieno, guardando al futuro con spirito positivo. Nonostante le bollette da paura, vergognosamente quintuplicate.
Nonostante gli affitti da strozzini, in linea con un mercato pompato da speculazioni indegne. Ma In fondo, questo è sempre stato il nostro pensiero, la nostra parola d’ordine, quasi un mantra: lavoro di qualità, gioco di squadra, motivazioni e passione allontanano il più possibile ogni tipo di negatività.

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