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E se Parigi scommettesse sull’Italia?

By Febbraio 7, 2019No Comments

Dalla nuova avventura di Pierre Gagnaire alla veracità della pizza napoletana ma gourmet di Gennaro Nasti: gli arrondissement celebrano il gusto e le eccellenze del Bel Paese

Le tre stelle di Pierre Gagnaire hanno fatto il giro del globo: dal Sol Levante al Nuovo Mondo, la cucina dello chef ha messo d’accordo palati di diverse nazionalità. Con l’inizio del nuovo anno Gagnaire  apre le porte della sue terza sfida culinaria, Piero TT nella ville lumière, a Parigi. Il locale nasce nel settimo arrondissement parigino e celebra il patrimonio culinario italiano: dai bucatini alla cacio e pepe – raffinatamente descritti sulla carta come bucatini al Pecorino romano e poivre -, ai ravioli ripieni di patate burro e salvia, fino ad arrivare alle profondità marine, con gli spaghetti alla chitarra con frutti di mare. Ulteriore venerazione – se vogliamo azzardare – della gastronomia italiana è la proposta che ha reso celebre Gualtiero Marchesi: risotto Oro e Zafferano.

A guidare la brigata è il giovane chef under 30 più promettente di Firenze, Ivan Ferrara. Dna palermitano, classe 1990 e grinta da vendere: abbandona le cucine di Oliviero, alle quali aveva dato una nuova prospettiva, per approdare nella capitale francese, sotto le direttive di Gagnaire. Ferrara si fa così ambasciatore gastronomico delle eccellenze italiane con uno stile che abbraccia la semplicità e la pragmaticità: piatti non solo belli da guardare ma anche carichi di sapori di casa nostra.

Per la categoria over 30 invece ci spostiamo a Marais, che nell’ultimo mese del 2018 ha visto nascere la nuova sfida di Denny Imbroisi, lo chef montavano che porta in scena il suo concetto di cucina mediterranea sotto forma di moderna brasserie francese. Il Marais di Imbroisi sorge sulle ceneri del ristorante Beaucoup, sfrutta i suoi grandi spazi cambiandone totalmente l’aspetto, ma rimanendo fedele all’idea di calore e di condivisione della cucina italiana; una cucina in bellavista permette di ammirare lo chef al lavoro, mentre prepara carne cotta nel forno al legna o  pizza à l. Un piccolo angolo è dedicato anche al dopo cena, con cocktails e musica per proseguire il momento del pasto.

Il quartiere degli artisti invece riserva un’altra sorpresa:  Montmartre è l’arrondissement che ospita un vero e proprio gioiello dell’eccellenza italiana, Bijou. Le mani del sapiente pizzaiulo di Secondigliano, Gennaro Nasti, celebrano la pizza napoletana in veste gourmet: a febbraio il locale subirà un cambio look pronto ad accogliere una nuova visione di pizza, fatta di 30 coperti e un menù di degustazione. La pizza di Nasti rispetta il tradizionale impasto napoletano, accettando di buon grado anche le farine integrali, ma ammiccando all’odierno foodtrend che vede la pizza gourmet attrice principale delle nostre tavole. Spicchi farciti da ingredienti di stagione e di qualità saranno i protagonisti del nuovo tavolo degustazione previsto nel restyling di febbraio, nuova icona della convivialità e del gusto italiano a due passi dalla Basilica del Sacro Cuore.

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