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La Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021

Presentata da poche settimane, la Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021 di Doctorwine è tra le più apprezzate dai tecnici e dai winelover. Il team di degustatori e giornalisti capitanati da Daniele Cernilli, giornalista enogastronomico di lungo corso, ha scelto i cinque vini dell’Anno. Un premio speciale che rende merito non solo ai vini, ma anche alle persone, alle storie e alle aziende che rendono grande il vino italiano.

Vino Rosso dell’Anno: Brunello di Montalcino Riserva 2012 Biondi Santi – Toscana

È un po’ come avere tra le mani un pezzo di storia dell’enologia mondiale, con un Brunello Biondi Santi. Si deve a Clemente Santi la nascita nel 1865 di questo vino conosciuto oggi in tutto il mondo, prodotto nella Tenuta Il Greppo di Montalcino. La Guida di Doctorwine ha dato il massimo punteggio possibile all’annata 2012: 100/100. Un Sangiovese in purezza dai profumi di “kirsch, lieve amarena, qualche nota floreale, tabacco scuro, prugna”. Me-ra-vi-glio-so con tutte le carni complesse, come un ricco brasato di cinghiale, per stare nella tradizione. Un’icona senza tempo, ultima annata prodotta da Franco Biondi Santi, venuto a mancare nel 2013.

Brunello di Montalcino Riserva 2012 Biondi Santi

 

Vino Bianco dell’Anno: Müller-Thurgau Feldmarschall Von Fenner 2018 Tiefenbrunner – Alto Adige

Tra le cantine che hanno reso grande l’Alto Adige fuori regione, Tiefenbrunner produce questo Müller-Thurgau da almeno 40 anni. A capo dell’azienda c’è Christof, che negli ultimi anni ha dato la sua precisa impronta produttiva, rendendo i suoi vini molto riconoscibili e territoriali. Nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021 questo bianco si è meritato un 98/100: “profumi eleganti di erba medica, camomilla, zafferano e pompelmo”, per un bianco splendido che – udite, udite! – ha la chiusura col tappo a vite! A riprova che in questa cantina, non hanno paura di fare scelte fuori dal coro. Noi ve lo suggeriamo a tutto pasto, coi i piatti di crostacei e pesce.

Tiefenbrunner by Achim Meurer – Copyright: © by Achim Meurer

Vino Rosato dell’Anno: Soré 2019, Famiglia Cotarella – Lazio

Un esordio di successo per questo rosato al suo primo anno di produzione, da Merlot (92%) e Aleatico (8%) della Famiglia Cotarella. L’aggiunta di quest’ultimo vitigno autoctono, l’Aleatico, arricchisce il vino di ampi profumi, che ricordano “la fragolina di bosco, il pompelmo rosa con accenni di lampone”, per un sorso “succoso, molto piacevole e di notevole persistenza”. La Guida di Daniele Cernilli ha dato un bel 95/100 a questo rosato. A condurre l’azienda vinicola fondata nel 1979 è la nuova generazione al femminile, Dominga, Enrica e Marta Cotarella, che hanno preso il posto dei fratelli Renzo e Riccardo, nomi illustri dell’enologia mondiale. Dall’aperitivo alle carni bianche.

Vino Vivace dell’Anno: Trento Doc Letrari 976 Riserva del Fondatore 2009 Letrari – Trentino

Un bollicine decisamente complesso ed evoluto quello di Letrari, che ha meritato 98/100 secondo la Guida di Doctorwine. Una bomba di sensazioni al naso, dalla “mela cotogna e ribes bianco, dalle sfumature tropicali e cenni di tiglio”, per una “bocca avvolgente, con sorso di cremosità sontuosa”. Uno spumante davvero intrigante, che si può abbinare al caviale per una serata importante, ma che a noi piace anche da solo. C’è la mano femminile di Lucia Letrari dietro questo spumante da Chardonnay e Pinot Nero, a capo dell’azienda da pochi anni dopo la scomparsa del padre Leonello.

Vino Dolce dell’Anno: Vin Santo del Chianti Classico 2009, Rocca di Montegrossi – Toscana

Si torna in Toscana con questo nettare, che ha passato 7 anni in caratelli, dalla bocca dolce, suadente, un vero confort wine che ti rimette al mondo. La Guida di Doctorwine gli ha conferito 98 punti su 100, per quella “straordinaria complessità olfattiva, con note eteree e balsamiche in primo piano, seguite da sentori di miele di acacia, nocino, datteri e albicocche secche”. Da godere a fine pasto con del cioccolato fondente, ma anche da solo: un vino che basta a sé stesso. Marco Ricasoli-Firidolfi, proprietario di Rocca di Montegrossi e discendente dello storico barone Bettino Ricasoli, ha lavorato su due fronti, riscoprendo sia i vitigni autoctoni quasi completamente scomparsi, come il pugnitello, che approfondendo le ricerche sugli internazionali in terra toscana.  

Vinsanteria – Rocca di Montegrossi

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