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Sbarcata direttamente dagli Usa, consente l’assunzione di cibi crudi o non trattati a più di 42 gradi. Scopriamo pro e contro dell’addio ai fornelli

È lo stile alimentare più naturale e antico che ci sia. Le sue radici sono da ricercarsi, infatti, in tempi lontanissimi, ancor prima della scoperta del fuoco, quando gli uomini consumavano il cibo così come lo trovavano in natura. Frutta, bacche ma anche pesci o carne venivano raccolti o cacciati e poi assunti senza nemmeno essere scaldati. Oggi, nella dieta crudista (raw diet in inglese), rientrano tutti i cibi di stagione crudi o non trattati a più di 42 gradi. Un modo per evitare che la cottura impoverisca di nutrienti quello che introduciamo nell’organismo e per cogliere tutta l’energia da ogni ingrediente. Sarebbe più giusto, però, parlare di diete crudiste. Scopriamo di più su questo trend e i 5 motivi per cui faresti bene a provarla…

1. Il crudismo è versatile: puoi scegliere quello più adatto a te

dieta crudista poke

Non è una dieta prettamente vegetariana: il crudismo è uno stile alimentare versatile che comprende diverse tendenze al suo interno. Sono diversi gli chef che la propongono nei loro menu. Esiste un crudismo:

  • onnivoro;
  • vegetariano (vietati alimenti di tipo animale);
  • pescetariano (bandita solo la carne, un esempio è quello dei poke);
  • vegano (consuma solamente frutta e verdura cruda);
  • fruttariano (solo frutta cruda).

    2. Il cibo crudo è più salutare di quello cotto

    Non solo con le cotture, specie quelle lunghe ed elaborate, si finisce per introdurre tossine nel corpo, ma mangiare cibo crudo aiuta ad assimilare meglio i nutrienti contenuti all’interno. Vitamine, sali minerali ed enzimi perdono in parte il loro valore se sottoposti a temperature maggiori di 42 °C. Ecco perché la dieta crudista, capace di farci introdurre maggiori quantità di antiossidanti, che hanno una forte azione antinfiammatoria e antinvecchiamento, è considerata anche un regime alimentare di lunga vita.

    3. Permette di dimagrire perché i cibi crudi saziano più dei cotti

    Non si tratta solo di nutrienti che si disperdono con la cottura, ma anche di consistenza. L’utilizzo del calore, che si tratti di vapore, forno o fornelli, conferisce morbidezza ai cibi, rendendoli più appetitosi. Questo si traduce in un’inibizione della sazietà che ci induce a mangiare più di quanto avremmo bisogno. Pensiamo alle verdure: crude sono croccanti e per assumerle bisogna masticarle lentamente. Cotte si ingeriscono più facilmente ed è più facile finire per prendere una doppia porzione perché mentre noi abbiamo deglutito non è ancora arrivato al cervello lo stimolo della sazietà.

    4. La cucina crudista è semplice, adatta a tutti ma non banale

    Quando si parla di cibo al naturale non si intende di mangiarlo così come si trova in natura. Secondo i principi della dieta crudista, gli alimenti si assumono sotto forma di:

    • centrifugato;
    • frullato;
    • purea;

    Si può, anche, pensare di trovare delle alternative alla cottura e alla conservazione sottoponendo il cibo a:

    • marinatura;
    • disidratazione.

      5. Si tratta di una dieta più leggera… anche per il portafoglio

      Come dimostrano studi elaborati dai “padri” del crudismo (i medici svizzeri Maximilian Bircher-Benner e, successivamente Paul Kouchakoff), i vantaggi di questa dieta risiederebbero anche in una maggiore facilità digestiva. I cibi contengono di per sé enzimi digestivi, come l’amilasi, che però si si degradano fino a distruggersi con la cottura oltre i 42 °C. Ecco perché il crudismo si può definire uno stile alimentare leggero. Non solo per la salute ma anche per il portafoglio, visto che, evitando le cotture, quindi le relative spese di gas ed elettricità, mangiando al naturale si risparmia!

      Attenzione ai contro della dieta crudista


      Prima di iniziare una dieta di questo tipo bisogna però essere certi di essere in buona salute e non in determinati fasi della vita: non è uno stile alimentare adatto a donne in stato di gravidanza o soggetti immunodepressi. Ci sono poi altri contro. Alcuni alimenti, basti pensare ai legumi o alle patate, non si possono mangiare crudi ed escluderli totalmente dalla propria alimentazione potrebbe avere ripercussioni e carenze. Altro svantaggio del crudismo è legato al rischio di parassitosi (frequente nel crudismo onnivoro e pescetariano). Infine, meglio evitare il crudismo nelle stagioni invernali quando un pasto caldo aiuta a riscaldarsi e a recuperare il dispendio di energie.

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