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Tradizione e follia il regno dello chef Fabio Zanetello accompagnato in sala dal giovane sommelier Christian Marcone

Locale luminoso, piatti curati e una cucina a vista questo è il Delight: L’Atelier del Gusto. Nato a Corbetta nella periferia di Milano da un’idea della famiglia Corvino, il nome del locale è il connubio tra i termini delizia e luminosità; il primo sottolinea la volontà di una cucina curata, fondata su prodotti di qualità e con piatti che fondono tradizione e innovazione, mentre il secondo la grande e luminosa cucina a vista che rappresenta il vero e proprio fulcro del locale. Il cliente può assistere al lavoro dello chef e alla creazione dei piatti: “Non c’è nulla da nascondere – afferma il proprietario Davide Corvino – oltre al pass aperto c’è la possibilità, per i clienti, di sedersi al bancone, una specie di chef table, che affianca la cucina per permettere loro, anche, di interagire con i cuochi”. 

La cucina sulla quale si fonda il Delight è quella dello chef Fabio Zanetello definita scherzosamente dal proprietario del locale come “un mix tra follia e tradizione”. Lo chef propone infatti, un menu dai nomi giocosi basato “su una cucina – da lui stesso definita – astratta e cosmopolita”, con solide basi radicate nella tradizione italiana e francese, che coniuga “la tradizionale cucina italiana ovvero quella della nonna” con le varie esperienze internazionali dello chef stesso. Il menu è improntato su una continua ricerca di spezie particolari e di nuove tecniche di cottura con lo scopo di cambiare la visione di un piatto della tradizione. La tipica cucina italiana viene ripresa interamente dalla tradizione alla quale si accostano picchi innovativi, come la scelta di inserire all’interno del tradizionale impasto dei tagliolini all’uovo, i funghi porcini, il tutto poi accompagnato da un condimento di wasabi e zenzero (un taglio giapponese), oppure quella di accostare al tipico risotto milanese allo zafferano un ossobuco di calamaro (un milanese al mare).

In sala, invece, Davide Corvino è affiancato dal giovane sommelier Christian Marcone, che prima dell’esperienza al Delight si è formato presso la corte stellata del D’O, il ristorante di Davide Oldani. “La scelta di passare dalla sala del D’O a quella del Delight – sottolinea Christian Marcone – è legata alla volontà di mettermi in gioco. L’esperienza da Oldani è stata la mia gavetta e mi ha aiutato tantissimo nella crescita professionale e umana, ma ho voluto abbracciare questo nuovo progetto perché oltre ad uno stimolo di miglioramento rappresenta un’opportunità per potermi confrontare con me stesso, per comprendere se sono realmente bravo e se sono in grado di gestire una sala”. Marcone ricerca sapientemente la perfetta fusione tra il gusto dei vini e il menu cosmopolita dello chef Zanetello, nel tentativo di completare e arricchire la pietanza giocando sulle acidità, sulla dolcezza e sull’amarezza.

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