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Si è svolta anche quest’anno la rassegna enogastronomica del mangiare e del bere sostenibile: l’agricoltura sociale incontra i ristoratori 

Roma è una città meravigliosa. Ha la capacità di trasportare in tempi e luoghi differenti, e questo, per le sue zone, i suoi quartieri, i suoi vicoli, i suoi monumenti. Siamo stati in uno di questi luoghi. È mattina presto, il sole si fa già sentire e viene sostenuto da una piacevole aria fresca. È tempo di maniche corte. Solo due traverse dalla principale Via Prenestina ci allontanano, improvvisamente, dal traffico e dai palazzoni. Entriamo e da subito veniamo immersi nel verde della campagna. 

Siamo nel Parco della Mistica, ad est di Roma, all’interno del grande raccordo anulare. Diversi ettari di terreno, per fortuna strappati alla cementificazione, ci accolgono a braccia aperte. Qui, Agricoltura Capodarco, una cooperativa ramo della storica Capodarco nata del 1978, organizza ogni anno un importante evento: il Country Food. A dispetto del nome che potrebbe evocare qualcosa che riguardi il paese a stelle e strisce, questa è una rassegna che vede presenti eccellenze dell’enogastronomia Italiana ed in particolare quella Romana. Si, siamo proprio in un “luogo differente”. È proprio uno di quei posti che ti fa dire “non sembra di stare in città”. L’attività per i preparativi è frenetica, la giornata sarà piena e si attendono, come nelle scorse edizioni, migliaia di persone. Giriamo tra gli stand e vediamo che il fil rouge di questa giornata è quello che ci aspettavamo. 

Quest’evento non è solo finalizzato al mangiar bene e di qualità ma promuove anche prodotti che prevedono una lavorazione sostenibile. Che si tratti di vino, di carne, di formaggi o di birra non importa:  quello che conta è il rispetto dell’ambiente e della vita. La campagna che fa da cornice poi, offre a tutti, di tutte le età, spazio per poter degustare e muoversi in tranquillità, potendo trascorrere una giornata indimenticabile. Per quanto ci riguarda partiamo con gli assaggi dei prodotti di Agricoltura Capodarco, con i suoi vini biologici bianchi e rossi e le focacce fatte al forno a legna; passiamo poi al birrificio Vale La Pena, con le birre figlie di un progetto di inclusione per i detenuti del carcere di Rebibbia. E poi ancora, carne alla brace, supplì artigianali, musica dal vivo e tanto altro. Ce ne andiamo soddisfatti e convinti che questo evento incontrerà anche negli anni a venire il meritato successo di pubblico che ha già riscontrato fin da ora. Ci vediamo l’anno prossimo!



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