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Corteccia, sito nel centro nevralgico del business, della moda e degli affari milanesi, si propone al pubblico come un’osteria contemporanea

Aperto dal lunedì al sabato per pranzo e cena, il nuovo ristorante porta una firma riconoscibile e fortemente identitaria: quella dello chef Cristiano Tomei, origini toscane e una cucina che unisce territorio, tradizione e apertura al mondo, con una fama costruita grazie alle sue preparazioni a nostro avviso mai scontate.

Corteccia, il format

Il format ristorativo è stato ideato e realizzato da Food Media Factory insieme a Tomei, con un’offerta basata su piatti dalle solide radici, preparati con ingredienti stagionali, fortemente connessi con il tema tanto caro allo chef della ‘cucina di mercato’. Ora ad affiancare Cristiano Tomei è il sous chef Fabio Anello, proveniente dall’Hotel Bauer di Venezia, con alle spalle una lunga collaborazione con il gruppo JW Marriott.

Proposta culinaria

La filosofia in cucina di chef Tomei si esprime in un’unica carta che comunica la sua visione enogastronomica con piatti unici come Una triglia a Milano, il Cervo al Vermut, i Tortelli Olio d’erbe e il Fritto misto di mare e terra su fazzoletto. La proposta gastronomica prevede anche una piccola sezione signature dei piatti iconici come i Pennoni panna e prosciutto e la Crema catalana al Parmigiano e Cervella.

Tra i dolci, sbarca a Milano anche la mitica Peschina di Prato del Maestro Paolo Sacchetti, un classico della pasticceria a base di pasta brioche, crema pasticcera e alchermes. La carta vini presenta una selezione con anche etichette di piccoli produttori biologici, curata personalmente dallo stesso chef. Non manca infine una proposta cocktail per l’aperitivo e il dopocena con i grandi classici del buon bere.

Corteccia conta 67 coperti all’interno, di cui 10 al bancone e 8 nella sala privé con al centro un tavolo imperiale, a cui nella bella stagione si aggiungono i 15 posti del dehors dove la palette colori è calda, con chiari rimandi all’estetica anni ’70 (periodo caro a Tomei).

Gli arredi sono semplici ma di carattere, pensati avendo come obiettivo prioritario il comfort dell’ospite. La stessa cifra stilistica si ritrova anche nel privé, in cui campeggia un grande ritratto dello chef firmato dal fotografo Lido Vannucchi. La cucina è parzialmente a vista: una piccola finestra sul cuore del ristorante che da la possibilità all’ospite di gettare uno sguardo nel dietro le quinte. 

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