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Ecco le risposte social dei ristoratori al nuovo Dpcm che estende i divieti all’intera penisola

Sono molti i ristoratori che hanno deciso, o meglio, dovuto decidere, di non alzare la serranda stamani veicolando queste comunicazioni sui propri canali social. È vero, non c’è un decreto che obbliga la chiusura dei ristoranti e, infatti, molti gestori si sono imbattuti in una decisione non facile da ponderare, rimettendo alla coscienza del singolo la scelta.

Prima del 9 marzo, già molti chef avevano anticipato i tempi dichiarando lo stop delle proprie attività. Davide Oldani con l’hashtag #cidobbiamofermare aveva dato un segnale per rallentare: È stato difficile? Sì, ma l’ho fatto con la speranza nel cuore.

Dei tristellati italiani che si sono sono espressi sui social Massimo Bottura, la famiglia Santini, Enrico Crippa, Norbert Niederkofler, Niko Romito, Anthony Genovese si sono tutti allineati e hanno dichiarato la chiusura straordinaria, mentre Mauro Uliassi molto probabilmente rimanderà la sua riapertura dopo il periodo invernale prevista per sabato 28 marzo.

Nella capitale tra i primi a esporsi c’è stato Pierdaniele Seu sia per la pizzeria in zona Trastevere che per quella all’interno di Mercato Centrale alla stazione Termini.
Gentilissimi clienti,
Siamo purtroppo ad informarvi che a seguito delle nuove disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri in vigore dal giorno 10 marzo fino al 3 aprile, che dichiara l’intero suolo Italiano zona rossa; Seu Pizza Illuminati e La Pizza di Pier Daniele Seu al Mercato Centrale resteranno chiuse, quindi tutte le prenotazioni saranno annullate.

Dello stesso avviso anche Paolo Trippini che, Come imprenditore e soprattutto come cittadino italiano, ha deciso di chiudere il ristorante a Civitella del Lago in Umbria il temporary restaurant all’interno di Eataly Roma fino al 3 aprile.

Altro post di Marco Pucciotti, uno degli imprenditori più giovani e più solidi a cui si riconducono una decina di locali solo sulla scena romana, di cui gli ultimi due inaugurati lo scorso novembre.
Chi mi conosce lo sa bene. Il mio lavoro e’ tutta la mia vita. Pensavo che il diritto al lavoro fosse alla base della nostra Nazione, mi sbagliavo. Oggi e’ il giorno più brutto della mia vita. Da domani mi costringono a chiudere tutte le mie dieci aziende Italiane per un mese, con tutto quello che ne consegue.

#iorestoacasa. A catena si uniscono messaggi che annunciano una pausa: Acciuga di Federico Delmonte a Roma, in città anche Barnaba e Remigio, la gelateria Carapina a Firenze, Davide Caranchini con Materia sul Lago di Como, Truth Restaurant in provincia di Napoli, il Ristorante Il Giglio a Lucca mentre la loro neonata attività Gigliola, pur sospendendo la somministrazione, ha attivato il nuovo servizio di delivery con la spesa a casa per il giorno e il pasto pronto per la sera.

Sempre a Roma c’è chi, come Gianni Catani, proprietario di Lamian Bar e Dumpling Bar, etnici che fino ad oggi avevano lanciato messaggi rassicuranti e positivi al proprio pubblico, ha annunciato la chiusura di entrambi i locali per tutto il mese di marzo assicurando comunque il servizio take away. Consegne gratuite a domicilio per Roscioli Caffè mentre la pasticceria di ispirazione francese Charlotte in zona Appio-Tuscolano aveva già rimosso i tavoli dalla sede, riducendo quelli esterni a 2, favorendo l’acquisto solo per l’asporto.

Nel Sud Italia anche Ciccio Sultano si fermerà per un po’.
Da oggi siamo chiusi e lo resteremo fino al 6 aprile. Poi si vedrà, sperando che la situazione non s’aggravi e anche questa prova finisca. Un a rivederci, quindi, un saluto tra amici che si separano momentaneamente, che aspetteranno, ogni giorno, la buona notizia.
20 ore prima a scriverlo su Instagram era stato Peppe Guida fermo nella sua convinzione a sospendere l’attività momentaneamente.

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