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Cordero di Montezemolo, attualmente a condurla è la 19^ generazione della famiglia

Cordero di Montezemolo. Pare un’oasi di relax lo spazio maestoso che dal Cedro del Libano si apre sulla terra delle Langhe, un perfetto giardino zen di vigneti e filari nel luogo di storica cultura enoica che nel 2014 Unesco ha definito Patrimonio dell’Umanità.

Piantato nel 1856 dai trisavoli degli attuali proprietari Cordero di Montezemolo in occasione del loro matrimonio, simbolo di amore e prosperità, si erge da una delle colline più alte dell’area e, imponente, domina l’intera azienda agricola; guardiano di una lunga storia di famiglia che da sempre ne è l’anima e la proprietà.

La genealogia storica di Cordero di Montezemolo risale al 1340, attualmente a condurla è la 19^ generazione della famiglia, una delle prime a insediarsi nelle Langhe con l’attività di produzione vitivinicola.

Nel Comune di La Morra, frazione Annunziata in Monfalletto, la storia continua sotto la guida di Elena ed Alberto Cordero di Montezemolo. Il nome lo si deve a un ramo della famiglia nobile albese discendente dalla Contessa Luisa Falletti.

Elena e Alberto non hanno smesso di amare visceralmente questa terra al punto da impegnarsi per garantire alla futura generazione i medesimi valori di cui va fiera.  

Cascina Monfalletto, il valore e la peculiarità di un corpo unico di vigne

In Cascina Monfalletto, dove oggi sorge la cantina, tutto ebbe inizio nel 1978 grazie all’eccezionalità del luogo, e allo stesso tempo all’unicità di valore e bellezza della proprietà che presenta un corpo unico di 28 ettari, rigorosamente in conduzione biologica, esteso a 360 gradi intorno alla tenuta.

cordero di MontezemoloUna condizione piuttosto rara per le Langhe che vivono di grande frazionamento della terra, di piccoli proprietari e pochissimi ettari cadauno. Dismessa l’antica cantina di vinificazione, inserita nel contesto della casa di famiglia nel centro del comune di La Morra – oggi ancora di proprietà ma non più utilizzata – il nuovo periodo storico di Cordero di Montezemolo vivrà ai piedi del Cedro del Libano.

La praticità della vendemmia, gli ampi spazi in cui contenere barrique e tonneaux, la cantina di affinamento per Nebbiolo, Barbera, Dolcetto ma anche Arneis e Chardonnay – di quest’ultimo l’azienda produce un’etichetta da invecchiamento vinificata e affinata in parte in legno -, trovano in Monfalletto la soluzione ideale.

Qui dove tutti gli elementi di questo specialissimo puzzle si ricompongono nell’armonia della natura e nella qualità dei risultati sempre migliori in base alle nuove conoscenze e tecnologie, e grazie alla conduzione famigliare guidata da Giovanni e dai figli Elena e Alberto.

cordero di MontezemoloLe altre proprietà che vanno a comporre gli oltre 50 ettari sono in Alba e Castiglione Falletto, 14 ettari, insieme a ulteriori 14 ettari in affitto in La Morra, Castagnito e Guarene. Alla base del lavoro c’è la cura e l’attenzione per la biodiversità del suolo e della vigna, l’analisi attenta degli equilibri in cui l’uomo interviene solo come soggetto moderatore, col minore impatto possibile in un ambiente in continua evoluzione custodi del tempo e con lo sguardo proteso al futuro e all’innovazione. 

Barolo Riserva Gorette, il vino di Paolo Cordero di Montezemolo

Barolo Monfalletto, Barolo Gattera, Barolo Enrico VI sono il frutto di un grande lavoro di attenzione che Paolo Cordero di Montezemolo elevò con il Barolo Riserva Gorette, che ebbe il suo incipit negli anni del dopoguerra destinato, in qualità di Barolo “speciale” solo ai “meritevoli”, ovvero a tutti coloro che di persona venivano a scoprire questi luoghi unici e ad assaporare nettari così prelibati.

Erano gli anni in cui il Barolo andava scoperto, vissuto, amato negli stessi luoghi in cui nasceva. Nel 1998 nacque Barolo Riserva Gorette ottenuto da una minuscola selezione di uve dalla vigna Gorette ai piedi del Cedro del Libano, e realizzato con la medesima cura degli altri Barolo ma lasciato riposare in bottiglia per molto più tempo.

Con calma, rendendolo infine disponibile all’acquisto solo in cantina per i visitatori della tenuta, esattamente secondo la medesima filosofia di Paolo Cordero di Montezemolo. Riserva Gorette è un omaggio al Barolo nella sua forma più ampia possibile: suolo, clima, vitigno, produttore e avventore, un vino che riporta al tempo in cui il Barolo era il vino da far conoscere a quanti più appassionati possibile.

Prodotto solo nelle annate migliori, in un numero esiguo di bottiglie – dalle cinquecento al migliaio per ogni annata realizzata- e solo in formato magnum, ritenuto il formato perfetto per il giusto elèvage, affina due anni in legno e sei anni in vetro prima di divenire disponibile per l’acquisto.

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