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Tra malumori e difficoltà nessun ristorante riaprirà al pubblico fino al primo giugno ma non ci sono aiuti né garanzie

L’ufficialità è arrivata precisa come un orologio svizzero alle ore 20.20 di domenica 26 aprile. I ristoranti rimarranno chiusi fino al primo giugno. Nonostante le voci (non ufficiali) che si sono rincorse negli scorsi giorni, come l’uso del plexiglas mai confermato, nessun ristoratore potrà riaprire al momento. Il passo in avanti o “il contentito” come l’ha ironicamente definito Paolo Bianchini, ristoratore viterbese, è il take-away.

“Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.

Sebbene già tutti prima erano d’accordo nel pensare che il delivery fosse un palliativo o un modo per tenere occupati i locali, questa ulteriore aggiunta non cambia di certo la situazione. Affitti di locali, bollette di luce e gas, stipendi dei dipendenti e casse integrazioni, contributi da versare all’Inps: nessuna tassa è stata sospesa e i 600 euro che lo Stato ha messo a disposizioni sono serviti praticamente a coprire in minima parte queste spese.

Prima ancora che fossero messe a decreto le nuove disposizioni della Fase 2 tantissimi ristoratori italiani hanno deciso di dare vita a un flash mob virtuale e gourmet. Questa sera alle ore 21 i ristoranti riapriranno. Insegna illuminata, saracinesca alzata, luci accese, tavoli apparecchiati, ma la sala sarà vuota. La mobilitazione che fa appello al movimento “Risorgiamo Italia” è stata ideata sempre da Bianchini, patron dell’Osteria del Vecchio Orologio a Viterbo, che in soli 3 giorni ha avuto adesioni da molti suoi colleghi inviando nelle scorse settimane una lettera aperta al nostro premier. Un associazionismo che è confluito in una vera federazione nazionale di imprenditori della ristorazione sotto il nome di “Movimento Imprese Ospitalità” che ha trovato ufficialità anche sui canali social, come il gruppo Facebook che ad oggi conta più di 5 mila iscritti. All’indomani di questo martedì 28 tutte le chiavi dei ristoranti saranno restituite al sindaco del proprio Comune.

La cosa certa è che se la squadra del cuore inizierà gli allenamenti il 18 maggio, i ristoratori si stanno adeguando a tutte le misure di sicurezza: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione. Il primo giugno, quindi, si ricomincerà: la sfida non sarà tanto riaprire ma fare coperti.

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