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Un po’ di storia sulla pianta chiamata anche canapa: versatile e dalle incredibili proprietà, la cannabis viene usata in cucina e nel settore del beverage

Il suo uso risale a migliaia di anni fa. È stata nei secoli una pianta trasversale, usata per scopi curativi, alimentari, religiosi e industriali. Sono stati elencati più di 60 mila usi diversi.L’Italia nei primi del 900 ne era la maggior produttrice e vicino Perugia a Sant’Anatolia di Narco, le è stato dedicato un museo.

La Canapa, o Cannabis che si chiami, sembra aver soddisfatto e continua a soddisfare le esigenze di tutti e in molteplici direzioni.

Le prove del suo utilizzo e la conoscenza delle sue proprietà risalgono al Neolitico. Il manufatto di canapa più antico è datato all’8000 a.C. circa. In Italia ebbe poi larga diffusione, specialmente nel settore tessile e in particolare in quello navale per la costruzione di vele. Per quanto riguarda i suoi effetti psicotropi si hanno notizie di popolazioni antiche in India e Nepal. La cannabis fu anche usata dagli Assiri, mente in Cina l’imperatore Shen Nung, padre della medicina cinese, la menziona nei suoi scritti del 2700 a.C. In occidente, secondo alcuni studiosi, la varietà più diffusa è la Cannabis sativa. Secondo altri, invece, la sua classificazione è più complessa dividendosi in te categorie: Cannabis sativa, Cannabis indica e Cannabis ruderalis.

Ma come sarà il suo futuro nell’enogastronomia? Per quelli che la danno per superata sembrerebbe arrivare una inaspettata smentita. La cannabis continua a cavalcare l’onda e lo fa con l’esperienza di un incallito surfista. Oggi, in tutta la penisola, continuano a nascere sempre nuovi locali che ne sperimentano le proprietà in ogni ambito. A Roma, tra i primi, c’è il Canapa caffè, situato nel quartiere universitario di San Lorenzo, che la propone come monodish del locale: dai cornetti alle crostate; dagli infusi, al caffè o al cappuccino; tutto rigorosamente a base di canapa. A distinguerlo poi c’è la prima therapy room per la cannabis terapeutica.

Nel mondo dei distillati le ricette non mancano e tra i cocktail più famosi c’è il Mojito rivisitato con la cannabis o il Moscow mule, tendenza dell’ultimo periodo, con la vodka infusa con la canapa. In pasticceria, ci sono anche pane, dolci, focacce, cornetti e pizzette fatti con le sue farine. Una nota casa di dolci di lusso parigina ha creato un Macarons alla canapa che, prodotto dalla storica azienda Ladurée, viene venduto oltre oceano.

E al ristorante? Anche qui le ricette sono numerose e vanno dagli antipasti alle portate principali fino ad arrivare al settore enoico dove un’azienda italiana nelle Marche, da qualche anno, produce una bevanda, che si potrebbe avvicinare al vino, anche se sul nostro territorio non può avere tale denominazione. Così, a base di Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc e infiorescenze di canapa, nasce Canavì: e non poteva chiamarsi diversamente.

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