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Cinese, coreano o vietnamita: alcuni esempi di come i ristoranti della capitale e gli enti culturali asiatici celebrano il Capodanno Lunare

Il Capodanno lunare, che quest’anno si festeggerà nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, è una delle festività più sentite in particolare da tre i paesi asiatici che seguono il calendario lunisolare.
Una delle città più multietniche d’Italia come Roma si è aperta a questa tradizione venuta da lontano. A dimostrarlo sono i numerosi clienti che scelgono di celebrare a tavola una ricorrenza che non appartiene alla nostra cultura.

Alla cena della vigilia del Capodanno cinese è usanza preparare e mangiare piatti portafortuna che possano essere di buon auspicio per l’anno nuovo. Come fa Dao Chinese restaurant di
Jianguo Shu che per l’occasione ha ideato un menu radizionale cinese proponendo piatti come Wonton fritti, manzo arrosto con gamberi, Jiaozi in brodo, gnocchi di riso con carne salata, pulled pork alla cinese e rombo fritto con spezie cinesi, il tutto accompagnato da una ciotola di riso bianco e verdure asiatiche. Oltre al menu tipico della festività, durante la serata verrà presentata l’opera scultorea “Dao” (o Tao), dell’artista Sherme (Graziano Bruschetti): ha lo scopo di incarnare il dualismo e, contemporaneamente, di “Simboleggiare – come afferma il suo creatore – l’unione e l’assenza di polarità di cui la sfera di cristallo posta al centro della scultura si fa rappresentazione”. Allo scoccare della mezzanotte, annunciata dal suono del gong del Luo, si brinderà con il Moutai, un distillato di cerali (sorgo e Frumento), in Cina da sempre usato nelle cene ufficiali più importanti e per celebrare le festività.

Il Seollal, invece, Capodanno lunare coreano cade nello stesso giorno di quello cinese ed è svolto all’insegna della famiglia e della celebrazione, tramite riti, degli antenati. I piatti tipici di
questa festa sono gli involtini di verdure marinate, le frittelle di merluzzo, il kimchi (verza fermentata) e la torta di riso (tteok), anche queste considerate pietanze portafortuna per il nuovo anno. L’istituto culturale coreano di Roma ha deciso di festeggiare l’inizio del nuovo anno, quello del “topo bianco” simbolo di prosperità, proponendo ai partecipanti di vivere tutte le usanze del tradizionale Seollal: indossare l’Hanbok (l’abito tradizionale coreano), imparare il “Sebe” (l’inchino usato verso gli anziani in segno di rispetto), giocare ai tipici giochi tradizionali coreani, ed infine assaporare i tipici piatti della festività tra i quali il “tteok-mandu-guk” (la tipica zuppa di riso).

Al Mekong, ristorante vietnamita, i festeggiamenti del Tết Nguyên Đán, Capodanno lunare, avranno inizio dalla sera del 24 gennaio, e sarà possibile gustare il menu interamente dedicato alla tradizione del Tết vietnamita ogni sera fino alla fine di gennaio. La cena si apre con due tipologie di “nem”, antipasto tipico vietnamita, involtini di carta riso ripieni uno con maiale e uno con gamberi e ananas. Si prosegue con il Cao lầu un piatto, proveniente dalla città di Hội An, di vermicelli di riso, lime e salsa agrodolce piccante e con pollo al curry e latte di cocco accompagnato da Xoi, cioè riso glutinoso dolce cotto al vapore.

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