Clorofilla, Casual fine dining sono le parole precise che descrivono il ristorante nel cuore del centro storico: cocktail e vini di nicchia in abbinamento, piatti sfiziosi e ambiente moderno sono i pilastri di questa realtà creata da 3 soci

Clorofilla. Mattoncini a vista e verde dato grazie a piante stabilizzate in tutto il locale rendono caratteristico questo locale del centro storico creato da 3 soci: Giacomo Galliera, Simone Franzon (i due fondatori) e Francesco Costantini Melchiorri. Sembra di entrare in una grotta proprio dietro la celebre piazza di Campo de Fiori quando in realtà Clorofilla ha ben poco della grotta. L’ambiente moderno con luci soffuse, elementi in ferro battuto, rame e legno e le piante in tutto il locale trasportano il cliente fuori dal caos turistico. Il concept è quello di ricreare una cucina contaminata e creativa con un’influenza asiatica e del sud America senza pero tralasciare la rivisitazione tipicamente italiana.

La cucina di Clorofilla

A guidare la brigata giovanissima (tutta under 30) è Giorgio Tandoia. Presente dal 2021 ha portato le sue esperienze stellate sposando il progetto dei 3 soci: incursioni internazionali rivisitate con la tradizione italiana.

Tra le portate da non perdere ci sono lo spring rolls a Roma, che riprende l’involtino classico cinese con scarola alla brace, uvetta e pinoli cotto all’orientale (con metodo Yakiniku), o il dumpling con ripieni della tradizione, da abbacchio e patate al pollo alla cacciatora. Imperdibile, tra i primi, la fregula alla pescatora, pescato del giorno marinato, cozze e crostacei, yuzu e salicornia.

Assolutamente da provare il ramen di calamaro, senza pasta perché al posto della pasta c’è il mollusco, tagliato crudo alla julienne, servito su un brodo dashi a base di katsuobushi e alga nori, funghi prataioli, olio di sesamo e cipollotto fresco.

Per gli amanti del tiramisù troviamo “clorofillamisù”: un vasetto con all’interno terra di cacao e un germoglio di pisello.

Pane e pasta fresca sono ovviamente home made. Si può ordinare alla carta oppure scegliere uno dei due menu degustazione: il primo “Degustazione Clorofilla” (6 portate a scelta dello chef a 70 euro), il secondo “Degustazione Tradizione” (6 portate a 60 euro) dove c’è grande divertimento e fusione tra ricette tipiche e rivisitazione.

I numeri di Clorofilla

80-85 coperti ben gestiti con prezzi assolutamente nella norma sebbene il ristorante si trovi in pieno centro storico. Una cantina che vanta 60-65 etichette prettamente del territorio laziale prediligendo i vini naturali a cui si accostano diversi signature cocktails dove la mano qui è di Nicholas Caglia. Stagionalità, zero waste e diversi twist tutti da scoprire sono quelli che sapientemente Nicholas propone a seconda dei gusti dei consumatori. La pelle del peperone eliminata dalla cucina diventa una composizione del cocktail mentre altri scarti vanno a creare degli sciroppi, insomma, una catena che ben sfrutta tutti gli ingredienti fino all’ultimo componente

Clorofilla Casual Fine Dining

Eleganza, professionalità nel servizio, prezzi alla portata di tutti. Per essere al centro storico non è cosi scontato. L’intesa fra cucina e sala si percepisce dai piatti ben spiegati e la dedizione nel proprio lavoro di tutti coloro che rendono Clorofilla quel ristorante curioso e divertente.

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