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Nell’entroterra della regione Lazio, tra le colline ciociare, a circa 400 metri sul livello del mare, ha origine il prestigioso Cesanese di Casale della Ioria, un vino splendido e il primo DOCG ad essere riconosciuto nel Lazio

By Ottobre 19, 2015No Comments

Da “Torre del Piano” il Cesanese superiore riserva, all’“Olivella”: questi ed altri ancora i vini prodotti con coraggio, passione e curiosità sin dal 1921 dal Casale Della Ioria.

E’ Paolo Perinelli, proprietario dell’azienda, a raccontare la storia e l’evoluzione del Cesanese del suo Casale della Ioria: un vigneto di circa 38 ettari tra le colline ciociare di Anagni Paliano ed Acuto, per una produzione di 80.000 bottiglie l’anno. Il Cesanese nasce come Doc nel 1974 ed è un vitigno storico della provincia di Frosinone, anche se si è provato a coltivarlo altrove ma senza successo.

“La curiosità e la voglia di fare cose nuove sono sempre all’ordine del giorno”

– Paolo Perinelli –  

Dal ’74 in poi si sono susseguiti momenti diversi per Casale della Ioria: dalle difficoltà ad affermarsi quando tutti in Italia sembravano preferire i vini bianchi quasi trasparenti, ai primi riconoscimenti nel 2001, quando proprio partecipando al concorso nazionale di Vinitaly, il Casale vince la sua prima medaglia di argento. E non è tanto il fatto di aver vinto una medaglia ad aver incoraggiato la produzione del Casale, quanto piuttosto il fatto di essere giudicati da una giuria internazionale arrivando a pari merito con un Amarone. Di lì l’inizio di una rinnovata attenzione, altri premi e riconoscimenti, la nascita del Consorzio, poi della Strada del Cesanese, fino ad arrivare alla modifica da Doc a Docg nel Luglio 2008, primo Docg in assoluto ad essere riconosciuto nel Lazio. “Noi ci abbiamo sempre creduto, sin dal 1921, il Cesanese l’abbiamo sempre fatto” e non è un caso dunque che sia stato proprio il Casale l’unica azienda in grado di proporre qualche tempo fa, in occasione di una degustazione di Vinitaly, una verticale e cioè 10 vini di annate diverse della stessa tipologia di vino. “Questo vitigno è splendido perché ci può dare un vino abbastanza pronto, subito dopo la raccolta ma anche un grande vino da invecchiamento.

E’ la tipologia dell’uva che lo permette”. Torre del Piano è il vino “fiore all’occhiello” del Casale, quello che ha collezionato più riconoscimenti, non in ultimo i 5 grappoli della Fondazione Italiana Sommelier. Altra cosa a cui tiene molto Perinelli, è il riconoscimento SloWine arrivato sia per il rispetto della natura – le vigne sono letteralmente circondate da boschi – sia per l’attenzione alle tradizioni. Casale della Ioria, infatti, è stato l’unico produttore di un vitigno autoctono sempre della ciociaria, ma che è in via d’estinzione: il vitigno di esperia, che ha dato vita al rosso Olivella. Un vino dal colore viola acceso che si mantiene inalterato nel tempo e dall’inusuale basso grado alcolico: in sostanza un rosso con pochi tannini che assomiglia molto di più ad un bianco e può essere consumato anche fresco. Ma Casale Della Ioria non è solo territorio, tradizione, italianità, ma anche esportazione all’estero: dagli Stati Uniti a Tokio, da Stoccolma a Monaco ed è oggetto di nuove sperimentazioni. Perinelli presenterà a breve il suo Cesanese Frizzante, un Cesanese che era presente nella Doc vecchia ma poi non più prodotto, perché a Casale della Ioria la curiosità e la voglia di fare cose nuove sono sempre all’ordine del giorno. 

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