Cantele, nasce CNTL, il progetto che parla ai giovani
La storia di Cantele comincia con una scelta che sa di ritorno e di radici. Negli anni Cinquanta, quando molte famiglie salentine emigravano al Nord in cerca di lavoro e opportunità, la famiglia Cantele fece l’opposto.
Giovanni Battista e Teresa Manara lasciarono Imola e si trasferirono nel Salento, portando con sé l’idea di costruire un futuro in un territorio che conoscevano ancora poco, ma che sentivano già come casa. È l’inizio di una storia fatta di terra, lavoro e lungimiranza. Negli anni Settanta, il progetto familiare prende una svolta decisiva. I figli Augusto e Domenico acquistano i primi vigneti e trasformano un sogno in un’impresa concreta. Quella stessa impresa che, oggi, conta 50 ettari di proprietà e 100 in conduzione, e che è diventata una delle realtà vinicole più importanti della Puglia. Poi, nel 2001, entra in scena la terza generazione: i quattro cugini Gianni, Paolo, Umberto e Luisa, figli di Augusto e Domenico, assumono la guida dell’azienda.
Da quel momento, Cantele non smette di crescere, tra tradizione e innovazione, radicamento territoriale e apertura al mondo. E proprio a 25 anni da quel passaggio generazionale, l’azienda salentina celebra un traguardo importante con un progetto che racconta il presente e guarda al futuro: CNTL, una nuova gamma di vini pensata per dialogare con i consumatori più giovani.
CNTL non è solo un nome, ma un’idea. Una sorta di “contrazione identitaria” che sintetizza il percorso evolutivo dell’azienda, dalle origini fino ad oggi. Un progetto che, come spiegano in azienda, nasce dal desiderio di restituire alla marca la sua forma più essenziale: quella che resta quando si toglie tutto il superfluo. La gamma CNTL rappresenta l’evoluzione della linea entry level, ma lo fa con un linguaggio completamente nuovo: più contemporaneo, più diretto, più in sintonia con le esigenze e i valori delle nuove generazioni. Le quattro lettere che compongono il nome diventano un ponte tra la tradizione consolidata e un approccio più urbano e immediato.
“CNTL è il nostro modo per connetterci con i giovani”, spiega Paolo Cantele. “È un progetto di memoria e di misura, un gesto di evoluzione che celebra il passato aprendo al futuro. Trasforma la complessità in semplicità di linguaggio e restituisce a Cantele la sua forma più essenziale. È una scelta che guarda avanti, verso una generazione più attenta alla sostenibilità, alla personalità dei brand e al design”.
Una gamma completa, sostenibile e bevibile
La linea CNTL comprende sette vini: due bianchi (Chardonnay e Verdeca), un rosato di Negroamaro e quattro rossi (Susumaniello, Primitivo, Negroamaro IGP senza passaggio in legno e Negroamaro DOP Salice Salentino).
Dietro ogni bottiglia c’è una filosofia precisa: pratiche agronomiche sostenibili, uso razionale dell’acqua, riduzione degli input chimici e attenzione costante all’impatto ambientale. E, soprattutto, uno stile riconoscibile: vini caratterizzati da equilibrio, freschezza e bevibilità, tratti che raccontano l’identità Cantele in modo moderno e accessibile.
Il design: un’etichetta che parla di essenzialità
Il concept grafico di CNTL è parte integrante del progetto. L’etichetta è dominata dal bianco e attraversata da una sottile fessura verticale: un varco che lascia intravedere il colore del vino, come una memoria visiva discreta e concentrata. I colori smettono di essere protagonisti per diventare un segno di continuità, mentre la superficie chiara e materica lascia spazio di respiro.
È un design che parla la lingua del presente: essenziale, urbano, immediato. Una veste che non riduce, ma concentra, e che racconta in modo semplice un’identità complessa.
Un anniversario che guarda al futuro
Cantele arriva così a un momento simbolico della sua storia: 25 anni di guida familiare, di scelte coraggiose e di crescita costante. E lo fa con un progetto che non vuole essere solo un nuovo prodotto, ma un vero e proprio manifesto di identità.
CNTL è la risposta di un’azienda storica a un mercato in evoluzione, un tentativo di parlare con un linguaggio nuovo senza rinunciare alle proprie radici. È, in fondo, la conferma che il futuro del vino passa anche da chi sa guardare avanti, senza dimenticare da dove viene.
Potrebbero interessarti anche questi articoli.








