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Calendario dell’Avvento, quante cose da scoprire a Dicembre!

Oggi è il primo Dicembre chi ha bambini sa che si inizia ad aprire il Calendario dell’Avvento. Anche noi abbiamo ne abbiamo voluto creare uno dove poter scartare a sorpresa ogni giorno una chicca enogastronomica nuova. Pronti?

Oggi parliamo di dolci del Natale, anzi di…

Un Natale dolce da Nord a Sud

Una delle tradizioni natalizie più diffuse in Italia è quella di preparare dolci tipici. Ogni regione ha le sue specialità, che variano in base agli ingredienti utilizzati, alle tecniche di preparazione e alle tradizioni locali. I dolci natalizi italiani sono un tripudio di sapori e profumi. Si utilizzano ingredienti tradizionali come farina, uova, zucchero, miele, frutta secca e canditi. I dolci possono essere semplici o elaborati, ma sono sempre realizzati con cura e passione.

Oltre ai tradizionali panettoni e pandori, ci sono molte altre specialità regionali che meritano di essere assaggiate.

Abruzzo

Il parrozzo è un dolce tipico delle feste di Natale in Abruzzo. Si tratta una torta a forma semi sferica a base di mandorle e semolino, ricoperta di cioccolato fondente!

Un dolce golosissimo e chic nato a Pescara nel 1920 da un’idea del pasticciere Luigi D’Amico, che per la sua realizzazione fu ispirato dal pane rustico abbruzzese, una pagnotta dal colore giallo intenso detta anche pane rozzo da cui è poi derivato il nome “Pan rozzo”. D’amico sostituì con le uova la farina di granturco per regalare il colore giallo e aggiunse infine una copertura di cioccolato che simulava la crosta abbrustolita del pane cotto a legna!

Basilicata

I Calzoncelli sono dolci tipici della cucina lucana, tradizionalmente consumati nel periodo natalizio. Hanno una forma che ricorda quella dei ravioli: due strati di pasta che racchiudono una farcitura di castagne, cioccolata e spezie varie. Chiamati in Basilicata comunemente “cauzunziedd’”, presentano numerose varianti alla ricetta originale, legate alle usanze e alle peculiarità dei vari territori. In alcuni casi la castagna (ingrediente principale) è addirittura sostituita con i ceci.

Calabria

Le Scalille sono i dolci per eccellenza tipici calabresi per le festività natalizie; sono biscotti ottimi anche da inzuppare nel latte o da gustare con un buon digestivo dopo la cena. La realizzazione è molto semplice da preparare in casa, basta come in tutti i dolci ottenere un composto omogeneo. Dopo aver ottenuto ciò, andranno fritti in una abbondante quantità di olio di oliva e fatti asciugare con una carta assorbente. Saranno pronti in poco tempo per essere gustati durante le festività natalizie.

Campania

I raffiuoli sono dolci natalizi tipici della tradizione della cucina napoletana. Sono fatti di una pasta simile al pan di Spagna e ricoperti di una glassa bianca a base di zucchero. Hanno forma ellittica. I raffiuoli, sono spesso venduti, nella tradizione napoletana, insieme a mustaccioli, roccocò e susamielli.

Questo dolce deve il suo nome ai ravioli di pasta fresca tipici del Nord Italia, infatti fu proprio a loro che nel Settecento, le monache benedettine del monastero di San Gregorio Armeno, si ispirarono, dando vita a questo raviolo dolce.

Emilia Romagna

Il panpepato è un dolce natalizio ricco, buonissimo e semplice da fare in casa, a base di frutta secca e cioccolato. Una pagnotta dolce, golosa e speziata, arricchita con pepe nero. E’ tipico anche dell’Umbria e della Toscana. Questo dolce con frutta secca, come molti altri piatti tradizionali, è proposto in tante versioni a seconda delle regioni, dei paesi e delle famiglie. La ricetta, infatti, si tramanda di generazione in generazione.

Friuli Venezia Giulia

La gubana è il dolce tradizionale delle feste di natale del Friuli Venezia Giulia: ricco e sontuoso. Questa torta di antichissime origini si presenta come un doppio rotolo cotto al forno e farcito con uvetta, noci, pinoli, mandorle e tantissimi altri ingredienti sfiziosi.

Lazio

Il pangiallo romano è un dolce tipico delle feste che ha origini antiche, risalenti addirittura alla Roma imperiale. Si usa prepararlo il giorno del solstizio d’inverno come buono auspicio per il ritorno delle lunghe giornate di sole, forma che ricorda un pò questo dolce.

Tradizionalmente il pangiallo veniva ottenuto tramite l’impasto di frutta secca, miele e cedro candito, il quale veniva in seguito sottoposto a cottura e ricoperto da uno strato di pastella d’uovo. Fino a tempi molto recenti nella preparazione del pangiallo le massaie romane mettevano i noccioli della frutta estiva (prugne e albicocche) opportunamente essiccati e conservati, in luogo delle costose mandorle e nocciole

Liguria

Il pandolce è un tradizionale dolce di fine pasto che viene servito a Genova e nel resto della Liguria durante il periodo di Natale, così famoso che anche nei paesi anglosassoni è chiamato Genoa Cake (la torta di Genova). Ha una forma circolare e ne esistono due versioni: basso e alto. Il pandolce genovese alto ha una consistenza soffice poiché è un prodotto lievitato fatto con lievito di birra (o con il lievito madre). Quello basso invece è una sorta di pasta frolla arricchita con uvetta, canditi e pinoli.

Lombardia

E qui come non citare il Panettone? Un altro dolce tipico del Natale lombardo è Polenta e Osei, il panettone bresciano. Si tratta di un impasto al liquore all’arancia ricoperto di pasta di mandorle di colore giallo che ricorda l’aspetto della polenta. Viene guarnita con cioccolato e marzapane oppure con marmellata.

Marche

Lu Serpe. Come il nome fa intuire, questo dolce natalizio marchigiano ha la forma di una serpe. È tipico di Falerone, piccolo paese al quale se ne attribuisce la sua invenzione. Infatti, secondo la storia locale, questo dolce fu preparato per la prima volta al monastero del paese. Le monache clarisse hanno avviato la tradizione di sfornarlo l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione e ripeterlo per tutta la durata del periodo natalizio.

Consumare questo serpente di pasta frolla è un rito. Allegoricamente parlando, simboleggia la fine del peccato originale, completamente cancellato dalla nascita di Gesù. Ripieno di mandorle e amaretti alla cannella, viene poi glassato e decorato in modo da assomigliare a “lu serpe”.

Molise

Pochi ingredienti e un po’ di pazienza per la realizzazione dei dolci di Natale, in basso Molise, a Santa Croce di Magliano  conosciuti anche come Carangl, delizia per grandi e piccini, che si divertono a leccarsi le dita appiccicose del miele con cui vengono ricoperti. Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina di tipo zero, uova, zucchero, olio per friggere, miele.

Piemonte

Il Bonet è uno dei dolci tipici piemontesi al cucchiaio e viene fatto con uova, zucchero, cacao, latte e liquore. La ricetta originale prevedeva l’uso del Fernet, bevuto di solito a fine pasto, successivamente è stato sostituito dal rum e dagli amaretti secchi.

Puglia

Fra i dolci pugliesi natalizi le cartellate e i porcedduzzi (o purceddrhuzzi in dialetto) non mancano mai…

I porcedduzzi sono delle palline di pasta fritta con anice e scorze di limone, ricoperti di miele e codette di zucchero colorare. Le cartellate hanno lo stesso impasto, solo che sono a forma di rosellina.

Sardegna

Una delle tradizioni più belle del Natale in Sardegna, che molte famiglie ancora conservano, è la preparazione dei dolci tipici sardi. Su Pan’e Saba, ovvero il Pane di Sapa, è un dolce invernale da forno di antichissima tradizione sarda, preparato per queste occasioni speciali. Questo è un dolce della tradizione sarda, e infatti nel passato era un “pane” impastato con la saba che lo rendeva dolce e quindi poteva essere consumato alla fine del pasto. Ogni zona della Sardegna ha la sua ricetta tradizionale perché veniva arricchito con dei prodotti locali come noci, nocciole, uva passa e aromi come scorza di limone o arancia e semi d’anice. Per chi non lo sapesse la sapa si ottiene dal mosto d’uva che viene fatto bollire per circa 8-10 ore a fuoco lento finché non diventa uno sciroppo denso e di colore scuro.

Sicilia

Il buccellato è il principe del dolci di Natale siciliani. Un involucro spesso di pasta frolla che racchiude un ricco ripieno di frutta secca (fichi secchi, uva passa, mandorle, cioccolato, scorze d’arancia che variano a seconda della zona) a forma di ciambella.

Toscana

Dolce tipico della cucina senese, i ricciarelli sono morbidi biscotti alle mandorle le cui origini risalgono al XIV secolo. Secondo una leggenda popolare, prendono il nome da un nobile senese Ricciardetto Della Gherardesca, che portò a Siena dei dolci simili al ritorno delle crociate.

Anche i ricciarelli furono nominati in tempi moderni e descritti nella loro preparazione dall’Artusi, sono fatti con mandorle dolci e amare, zucchero e albumi; in Toscana, oltre a trovarli come dessert del pranzo sono anche perfetti come regalo natalizio.

Trentino

Lo zelten trentino è un dolce tipico tirolese ricco, profumato e con tanta frutta secca, preparato in occasione delle festività natalizie. La tradizione narra che lo Zelten veniva preparato con cura dalle mamme il 13 dicembre, per poi essere offerto agli ospiti fino alla fine delle Feste. Il nome deriva da una parola tedesca che significa “raramente” e possiamo immaginarne il perché: per via della ricchezza e abbondanza di ingredienti, viene preparato solo a Natale.

Umbria

Se vi trovate a Spoleto o nella Valle del Nera vi proporranno l’attorta, se siete nella zona di Foligno, Assisi e Spello vi offriranno la rocciata. È un dolce tipico che si prepara nel periodo delle festività invernali (da quelle dei Santi e dei Morti fino al Carnevale), soprattutto a Natale. Ha una forma a spirale che ricorda un serpente arrotolato, con il caratteristico colore rosso dato dall’alchermes. La base di pasta sfoglia è preparata con farina, uova e un pizzico di sale, mentre il ripieno è composto di mele cotte nel vino con zucchero, noci, cacao e buccia di limone. Se questa è la ricetta base dell’attorta, nella rocciata vengono aggiunti anche fichi, marmellata, uva sultanina, pinoli, mandorle, cannella e vaniglia. E nelle diverse varianti che esistono sul territorio, c’è chi ama usare anche nocciole, canditi, amaretti tritati e prugne secche.

Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta le Feste hanno il sapore antico ed autentico della Micooula, un pane delizioso a base di segale e castagne tipico della Valle di Camporcher dove ancora oggi allieta il Natale con la sua ricetta di origine medievale arricchita, nel corso dei secoli, con diversi ingredienti deliziosi.

Veneto

Il Nadalin è un dolce tipico di Verona, inventato nel Duecento per festeggiare il primo Natale sotto la signoria della famiglia della Scala. Può essere considerato l’antenato dell’attuale pandoro, anch’esso di tradizione veneta. Si differenzia dal pandoro perchè è meno burroso e fragante, ma più compatto e dolce.soffice, molto buono, con la sua caratteristica forma a stella.

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