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Inaugurato il primo stabilimento europeo completamente robotizzato per la stagionatura del formaggio

L’azienda Brazzale ha inaugirato il suo nuovissimo stabilimento di stagionatura di formaggio, il primo in Europa completamente robotizzato. L’inaugurazione ha visto anche la prima dimostrazione live dell’impianto. Tutto fa credere che questa sarà l’ennesima scommessa vinta dall’azienda.

Lo stabilimento

Lo stabilimento è sicuramente tra i più innovativi d’Europa, con numerosi vantaggi. Al suo interno, un sistema integrato di navette e robot antropomorfi si prende cura di 250mila forme di Gran Moravia in stagionatura, poste negli oltre 8mila mq coperti del nuovo stabilimento. La capienza risulta aumentate del 50% rispetto alla precedente generazione.

Inoltre, i consumi sono ridotti del 50% rispetto ad un normale stabilimento. Tra i plus della nuova struttura, infatti, c’è anche quello della totale autosufficienza energetica, ottenuta grazie ai pannelli fotovoltaici sulla copertura del magazzino, in una sorta di “moto perpetuo”. La famiglia Brazzale è sempre stata attenta su questo tema, infatti, l’azienda è certificata carbon neutral e la filiera è sostenibile.

Il vantaggio principale è la massima stabilizzazione di temperatura e umidità, a beneficio del naturale e complesso processo di stagionatura. In secondo luogo, l’affidamento alle navette ed agli antropomorfi di tutte le operazioni di carico e scarico, spazzolatura e rivoltatura, controllate da un sistema informatico centrale, garantiscono l’optimum di stagionatura. Ulteriore enorme vantaggio è rappresentato dalla possibilità di vedere ogni singola forma in qualsiasi momento si voglia, in modo da controllare in toto il processo.

L’ubicazione

Di fondamentale importanza anche la scelta della localizzazione. Essa infatti permette di contare su condizioni climatiche e logistiche ideali: ubicato allo sbocco della Valdastico, si trova infatti ai piedi dell’Altopiano di Asiago, a circa 300 metri di altitudine. La posizione garantisce l’ottimale ventilazione e la purezza dell’aria, proveniente dalle montagne che circondano la struttura, preziose nella lunga stagionatura. L’aerazione sarà diffusa in modo omogeneo: ben 140 km di canalizzazioni capillari, infatti, portano a ciascun posto forma l’aria che, presa dall’esterno al ritmo di un ricambio completo ogni 2 ore, viene regolata ad umidità e temperature costanti. Per realizzare questa struttura, è stato recuperato un fabbricato industriale abbandonato della superficie di circa 5mila mq, cui è stato aggiunto un volume di circa 3mila mq. destinato ad alloggiare i robot e le linee di balia del prodotto, senza consumo ulteriore di territorio.

Il funzionamento

Il principio su cui è organizzata la robotizzazione della stagionatura è, sostanzialmente, che sono i prodotti stessi, ovvero i formaggi, a muoversi verso le macchine che se ne occupano. Non il contrario, come avviene tradizionalmente. Mentre prima infatti erano l’uomo, o le macchine rivoltatrici, ad andare a prendere i prodotti negli scaffali dove stagiona il formaggio, con questo sistema innovativo sono le stesse forme, sui loro bancali, che si muovono verso i robot antropomorfi. Grazie a questo, saranno sufficienti tre addetti specializzati per turno.

La domanda sorge spontanea: non c’è il rischio di perdere il fattore umano legato alla stagionatura dei formaggi? La famiglia Brazzale assicura che non sarà così, anzi. Sarà possibile visionare le forme in ogni momento e le decisioni saranno sempre prese dalle persone, ciò che cambia è che ad ottemperare ai lavori pesanti saranno le macchine.

Citando Joseph Schumpeter, “fare le cose vecchie in modo nuovo. Questa è innovazione”.

 

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