Borgo La Chiaracia ormai è piu che una conferma fra i resort 5 stelle dove trovare relax, luxury hospitality e una food experience sempre più accurata
Borgo La Chiaracia è quel posto dove si è certi che la mente e il corpo trovano l’evasione dalla vita quotidiana. Un resort immerso nel verde, dotato di tutti i comfort necessari per vivere un’esperienza completa dal relax al cibo goduti ad altissimi livelli
Il relax a Borgo La Chiaracia Resort & Spa
Basterebbe il solo colpo d’occhio dell’entrata a Borgo La Chiaracia per rilassare la mente. Querce secolari che ombreggiano la struttura, prati curati alla perfezione, fruscio delle foglie. La struttura composta da 3 casali ristrutturati con servizi di ultima generazione sono tutti collegati fra loro. La spa Livinna permette un completo reintegro psicofisico grazie all’area benessere. Piscina interna ed esterna e cabine dedicate a massaggi e trattamenti eseguiti con cosmetici naturali ed olii essenziali sono il punto di partenza della rifioritura di mente e corpo. L’esperienza wellness è inoltre affidata alla terapeutica zona umida con sauna finlandese, sauna infrarossi, bagno turco stanza del sale himalayano, docce emozionali ed area relax. Difficile è la scelta da dove iniziare proprio per la vasta scelta delle pratiche rilassanti e se non dovesse bastare, una palestra completa di macchinari Technogym di ultima generazione completa l’offerta di Borgo La Chiaracia.
Il lusso a Borgo La Chiaracia Resort & Spa
Matteo Calcabrini, general manager di Borgo La Chiaracia è sempre in primissima linea nell’essere un eccellente maestro di hospitality. Ritrovato dopo la prima esperienza, ha partecipato al perfezionamento di Borgo La Chiaracia in tutte le sfaccettature. Ogni dettaglio non è mai lasciato al caso, ogni camera vanta una riservatezza e un’intimità degna di una struttura 5 stelle, l’ospite ha la facoltà di sentirsi a casa con un’accoglienza attenta e puntuale. La proprietà è ben attenta a scegliere con cura il personale, non a caso estrema educazione e professionalità sono riscontrabili in tutti i collaboratori.
Food Experience a Borgo La Chiaracia Resort & Spa
I tramonti sulle colline o sulla vigna dei 14 ettari di Borgo La Chiaracia è il passo perfetto per iniziare la food experience. Il bar manager Adamo con estrema finezza consiglia il giusto cocktail con ingredienti home made ed un servizio preciso ed elegante. Per la cena si ha la possibilità di scegliere il ristorante fine dining Radici o il ristorante Incontro- Osteria Moderna, dove una proposta più informale dedicata ad una cucina regionale ben si integra con la grande attenzione alla stagionalità e alla materia prima.
Radici : fine dining di Borgo La Chiaracia
Parquet in rovere biondo levigato, luci soffuse e ampie vetrate che incorniciano il paesaggio circostante Radici racconta il territorio in ogni piatto. Il giovane chef Gabriel Collazzo ha il compito di trasmettere questa matrice contadina con un rigore di stagionalità e zero spreco.
Gabriel Collazzo: lo chef del ristorante Radici di Borgo La Chiaracia Resort & Spa
Classe 1999 Gabriel Collazzo nasce a San Miniato. Muove i suoi primi passi con maestri illustri come Yuki Mamizuka a Bordeaux, Rocco De Santis (due stelle Michelin a Firenze) ed Eric Pras (tre stelle Michelin a Chagny). Torna in Italia come sous chef al Vero Restaurant del Ca di Dio.

Idee precise, piatti che raccontano l’Umbria, le sue esperienze arricchiscono i piatti dialogando tra mondi che condividono rispetto, misura ed essenzialità. Il minimalismo giapponese, la tecnica francese e la materia prima come protagonista, questa la filosofia di Collazzo.
Il menu di Radici
Il percorso di degustazione si sviluppa come un racconto in più atti: tre menù – Origini, Condividere e Radici – oppure una selezione à la carte in due portate, con o senza dessert, accompagnati da una cantina che privilegia etichette umbre, vini naturali e produzioni artigianali. Qui Mauro Clementi, maitre sommelier conosce ogni angolo remoto dell’Umbria tanto da raccontare storia e terroir di ogni singola etichetta degustata
Il percorso Condividere apre con Shime-saba, ovvero rombo, cetrioli ed anguria. Impostazione tipicamente giapponese, pulizia, eleganza e sapori freschi e delicati.

Si prosegue con le Animella, carote, funghi e visciole; un piatto con salse alla francese che ben bilancia la preponderanza delle animelle. Lo Spago 646 km, spaghettone, pomodori e peperone crusco IGP è un piatto dove invece sono preponderanti le origini del Bel Paese. Collazzo in questa portata si avvale di diversi pomodori, non solo rossi, per trovare il giusto equilibrio fra acidità e dolcezza. Interessante il ripieno di coniglio nei Bottoni in salmì presentati con capperi e pinoli mentre è un tripudio di sapori Maturazione: piccione maturato in cera d’api, umeboshi, salsa di aglio nero e alloro.

Ricette della memoria che vengono reinterpretate in chiave moderna. Legumi, erbe amare o l’utilizzo stesso del barbecue vengono attualizzate rispettandone l’anima. Fondi bruni, emulsioni, jus ridotti, cotture lente rappresentano la parte francese che insieme all’estetica orientale creano un connubio equilibrato dove l’umami ne è il filo conduttore.









