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Non le manda a dire al Governo Alessandro Borghese, uno dei cuochi più famosi d’Italia e protagonista indiscusso del successo della cucina in televisione. Già a maggio il suo J’accuse contro “uno Stato assente” tuonava dalle pagine del Corriere della Sera. Oggi che siamo nel secondo lockdown col suo ristorante milanese “Il Lusso delle Semplicità” di nuovo chiuso, l’abbiamo incontrato per fare il punto sullo stato di salute della ristorazione italiana e per farci raccontare qualche indiscrezione sulle nuove puntate di 4 Ristoranti, la trasmissione che conduce su Sky.

Borghese, siamo a un secondo lockdown, ristoranti di nuovo chiusi. Se l’aspettava?

“Onestamente no, per lo meno per chi ha seguito le regole. Invece hanno fatto di tutta l’erba un fascio, facendo chiudere anche chi si è adeguato alla normativa anti-Covid. Avrei preferito facessero controlli a tappeto, anche nel mio ristorante per verificare che tutto fosse in regola, piuttosto che chiuderci tutti, senza darci l’opportunità di lavorare. Il mio ristorante non è uguale a una paninoteca, mi spiace dirlo, sia io che gli altri colleghi dell’alta ristorazione abbiamo fatto degli investimenti per rimanere aperti”.

Cosa ne pensa della soluzione delivery?

“Io non faccio delivery, la mia cucina non si presta, ma detto questo non mi convince fino in fondo. Io mi sento più sicuro ad andare a cena da Cracco, Berton o Sadler, piuttosto che a farmi portare qualcosa d’asporto. Chi me l’ha preparato e chi me lo porta? Come faccio a sapere se le regole anti-Covid sono state rispettate? Quando si va in un ristorante che si è adoperato per rispettare tutte le regole, quando c’è una cucina a vista come la mia, i tavoli sono distanziati di 2 metri e non ci possono essere assembramenti, allora lì sì ci si può sentire al sicuro! Quando vai su prenotazione e hai diminuito i coperti, non c’è troppo da raccontarsela, l’assembramento non ci può essere ”.

Il Lusso della Semplicità

Crede che saremmo potuti arrivare più pronti a questa seconda ondata di contagi?

“Io sono arrivato pronto, il Governo non altrettanto. Ho seguito scrupolosamente tutte le regole previste, ho installato un impianto nuovo di condizionamento che filtra e sanifica l’aria, ho messo le colonnine, abbassato drasticamente il numero dei coperti. Si tratta di investimenti cospicui, eppure mi hanno fatto chiudere lo stesso. Se le regole sono state date per salvaguardare la salute pubblica, un imprenditore si adegua ma viene fatto chiudere lo stesso, c’è qualcosa che non va. Stesso discorso per altri settori, come teatri e cinema, che si erano adoperati per seguire la normativa”.

Dal suo sguardo privilegiato di Chef e di conduttore di 4 Ristoranti, qual è la situazione della ristorazione in questo momento?

“Il rischio è che chi è sopravvissuto al primo lockdown, non ce la faccia a secondo. Molti saranno destinati a non riaprire. Se con la prima chiusura c’è stata una sorta di selezione naturale, che ha permesso comunque a chi ha sempre lavorato bene di andare avanti, con questo secondo fermo c’è il rischio, che anche quelli bravi non siano in grado di rialzarsi”.

Che aiuti si aspetta dal Governo?

“Io non vorrei aiuti, vorrei poter lavorare ed essere controllato. Detto questo, visto che non posso, servirebbero delle agevolazioni serie, non i quattro spicci che si è levato dalle tasche il Governo. Come minimo mi aspetterei di annullare completamente l’anno fiscale.

4 Ristoranti

Venendo a temi più leggeri, come stanno andando le registrazioni della nuova edizione di 4 Ristoranti in tempo di Covid?

“Abbiamo quasi finito, sarà un’edizione molto divertente. Sono appena ritornato da quattro giorni in Puglia e non le dico, quante risate mi sono fatto. Per fortuna, visto il momento”.

Qualche novità nel format per ragioni anti-Covid?

“Qualcosa sì, ma non si è stravolta la trasmissione. Abbiamo seguito le regole anti-assembramento, viaggiando su più mezzi. Abbiamo rivisto la parte della tavola, tanto che dalla cucina arrivano piatti diversi per ogni ospite su cui sono presenti assaggi delle pietanze. Nessuno, quindi, può assaggiare dal piatto dell’altro. Anche il finale è diverso, perché sono solo sul van e incontro io il vincitore, mentre lascio gli altri ristoratori a scannarsi a tavola ”.

In ultima battuta, come vede il suo futuro di Chef e uomo?

“Radioso!”.

Il Lusso della Semplicità

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