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Intervista a Carlo Volpi, patron di Cantina Volpi: storia e prospettive di una grande cantina che oggi spumantizza il cortese

Piemonte ovvero grandi vini rossi. In realtà questa splendida regione possiede una grande varietà di uve autoctone a bacca bianca. Nelle zone del Casalese, dei Colli Tortonesi e di Gavi, è significativamente diffusa la coltivazione del cortese: qui i terreni ben esposti e asciutti garantiscono una produttività elevata.

Vini eleganti e longevi

I vini che ne nascono hanno una delicata eleganza, sono freschi e sapidi, di media struttura e presentano una interessante longevità. In alcuni eccezionali casi, si rivelano come potenziali basi per la spumantizzazione nel metodo Classico. In vista di queste feste un po’ particolari, siamo andati alla ricerca di questi casi eccezionali. Abbiamo incontrato la Cantina Volpi che ci ha raccontato il progetto di spumantizzazione del Cortese. Di certo, alla base vi è il grande coraggio di andare avanti in questo difficile momento storico. L’azienda vitivinicola pone le sue basi sulla tradizione che grazie a studi e ricerche riesce a rinnovare garantendo sempre ai suoi prodotti l’espressione del grande territorio piemontese. A raccontarci questa meravigliosa realtà è Carlo Volpi, patron della Cantina Volpi.

Spumantizzazione del Cortese: prospettive

Come nasce il progetto di spumantizzazione del cortese?

Il progetto nasce in realtà alcuni anni fa. Ad inizio anni 2000 infatti già pensavamo ad un Cortese Spumante per completare la nostra gamma di bollicine, una evoluzione naturale del nostro storico Cortese Frizzante (prodotto già dagli anni ’70) con richieste che, allora, spinsero la produzione al traguardo di un milione di bottiglie vendute.

Nel 2019, grazie alla realizzazione di un nuovo impianto di vinificazione e alla qualità della vendemmia, abbiamo scelto un vigneto di Cortese DOC di circa 20 anni da noi condotto e con quello abbiamo vinificato le uve per la realizzazione dello spumante.

Grazie al nuovo impianto di vinificazione, dopo la spremitura soffice dell’uva abbiamo refrigerato il mosto portandolo ad una temperatura di 0 gradi per inibire la fermentazione. Da quel mosto, una volta messo in autoclave, è iniziato il processo di spumantizzazione. A fine fermentazione abbiamo lasciato il vino sui lieviti per circa tre mesi prima dell’imbottigliamento. Il risultato è stato eccellente e ci incoraggia a continuare la produzione di questo spumante.  Il segreto è qualità delle uve, impianti adeguati, competenze in cantina.

Quali sono le prospettive del progetto in questo delicato momento?

Questo è un momento di grande incertezza in generale. Noi però non ci siamo mai fermati e non abbiamo smesso di investire e di credere nel futuro, in tempi migliori. Per esempio, in pieno lockdown ad aprile abbiamo piantato un nuovo vigneto di Barbera presso La Zerba a Volpedo. Tornando al Cortese Spumante, la vendemmia è stata ottima nei nostri vigneti. Uve qualitativamente alte ci hanno permesso di vinificare e spumantizzare il nostro Cortese, che tra poche settimane sarà infatti pronto per essere consumato e, speriamo, apprezzato dai nostri clienti.

Come ha vissuto e come sta affrontando la cantina la pandemia?

Nel giro di pochi giorni è cambiato tutto. Dal modo di lavorare in cantina e in ufficio, con protezioni, distanze, smart working, turni, al modo di rimanere in contatto con i clienti. Non si riesce più ad incontrarli frequentemente e di persona, ma per fortuna la tecnologia ci è venuta incontro. I contatti telefonici e via mail sono diventati molto più assidui, soprattutto con quei clienti internazionali che, in un condizioni normali, invece avremmo avuto l’occasione di visitare e incontrare nelle fiere di settore. Da un punto di vista commerciale siamo poi andati incontro alle richieste dei nostri clienti di aiuto e supporto in termine di scontistica e dilazione dei termini di pagamento, soprattutto con i clienti del mondo Horeca.

Ci siamo riorganizzati per effettuare delivery a clienti privati sia a livello locale sia a livello nazionale ed internazionale tramite corrieri e spedizionieri.  Per finire, abbiamo poi provato ad essere vicini alle attività commerciali del Tortonese supportandole con alcune iniziative solidali nel momento della “ripartenza”, a maggio. In generale, abbiamo la fortuna di essere una attività legata al mondo dell’alimentare che ha potuto continuare a produrre e stiamo quindi cercando di rimanere il più possibile attivi, presenti per i nostri clienti, attendendo che questa situazione migliori definitivamente.

Natale: perché brindare con un Cortese Volpi?

Verso un lockdown totale. E verso un Natale insolito che non fermerà gli italiani davanti all’acquisto di bollicine. Ci racconti un motivo per scegliere le sue.

Le nostre bollicine, il Cortese in particolare, sono un esempio perfetto di qualità che nasce da un legame profondo tra tradizione ed innovazione. Un vitigno storico e tipico dei Colli Tortonesi, che genera un vino apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche di bevibilità e armonia dei gusti. E rappresentano un’alternativa alle “solite” bollicine, in un momento in cui il consumatore si appassiona ai territori e va alla ricerca di autenticità.

Storia della Cantina Volpi

Cantine Volpi nasce nel 1914 quando la famiglia Volpi rileva nel centro di Tortona una vecchia osteria – “Il Cappel Verde” – iniziando l’attività della vendita del vino a bicchiere. Dal calice, alla botte, alla bottiglia. Il percorso evolutivo dell’azienda segna un punto di svolta con la costruzione nel 1957 della Cantina di Viguzzolo della capacità di circa 10mila ettolitri, dedicata alla vinificazione delle uve dei Colli Tortonesi. A cui fa seguito nel 1962 la costruzione della più moderna cantina di Tortona, su una superficie di 15mila metri quadri con capacità di lavorazione di circa 30mila ettolitri.

L’acquisizione nel 2003 dell’azienda agricola La Zerba di Volpedo rappresenta per Carlo Volpi il coronamento del sogno del padre. Proprio a Volpedo, molto prima dell’ottenimento della Doc, già si produceva una Barbera, eccellente espressione del territorio. L’azienda agricola La Zerba è oggi la più importante impresa vitivinicola sul territorio di Volpedo. Vi si produce il Barbera Superiore Colli Tortonesi DOC e il Timorasso Colli Tortonesi DOC. Dal 2015 è totalmente convertita alla produzione biologica certificata ICEA.

Nel 2019, con un investimento superiore al milione di euro, Cantine Volpi inaugura il nuovo impianto di vinificazione che accorpa nella struttura di Tortona tutte le attività produttive – dalla presa dell’uva all’etichettatura delle bottiglie – dismettendo lo storico stabilimento di Viguzzolo e dando vita a un centro di vinificazione di eccellenza, fra i primi impianti di questo tipo nel territorio e in Piemonte, garantendo ancora maggiore rapidità per i produttori locali che conferiscono le proprie uve alla Cantina Volpi, che si conferma essere un importante punto di riferimento per l’economia locale.

Oggi, alla quinta generazione con l’ingresso in azienda del figlio Marco, l’azienda è rappresentata da Carlo Volpi alla guida di una realtà che, pur producendo oltre 4 milioni di bottiglie ed esportandone l’89% in 35 Paesi, mantiene un forte radicamento sul territorio di appartenenza.

Quali sono i vini fiore all’occhiello della cantina

Sicuramente i nostri prodotti più rappresentativi sono il Barbera Superiore ed il Timorasso Derthona dei nostri vigneti in conduzione biologica della Cascina La Zerba di Volpedo. Pochi ettari, seguiti con un’ottica fortemente qualitativa (diradamenti, diminuzione della resa, vendemmia manuale) da cui otteniamo dei vini con struttura, corpo, mineralità e aromi caratteristici. Poi, aggiungerei anche i nostri 2 spumanti (Cortese e Pinot Nero) e le nostre produzioni storiche: il Cortese Frizzante ed il Moscato.

Quali sono i progetti per il futuro?

Qualità, da mantenere costante nel tempo e che deve essere segno di riconoscibilità per il marchio Volpi.

Sostenibilità ambientale, con pratiche sempre più improntate al green sia in vigneto (Bio) sia in produzione, con eliminazione degli sprechi e ottimizzazione delle risorse.

Territorio da valorizzare e da sostenere, soprattutto in momenti difficili ed incerti come questi che stiamo vivendo.

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