Le storie dietro la produzione di birre artigianali sono tutte appassionanti. Perché sono storie di persone che hanno fatto grandi sacrifici per realizzare un sogno, per dare concretezza ad una passione, facendola diventare un lavoro.
Iniziamo quindi questo viaggio alla scoperta delle birre artigianali italiane.
Birrificio ValleCellio – Piemonte
La Birreria Artigianale ValleCellio prende il nome dal piccolo paesino in Valsesia, provincia di Vercelli. Un piccolo borgo con meno di 1000 abitanti, dove è stato creato il laboratorio per produrre questa incredibile birra, dalla storia un po’ particolare.
La piccola azienda è nata in maniera del tutto spontanea dalla passione di due coniugi torinesi di origini valsesiane, Carlo e Laura. Entrambi avevano tutt’altra occupazione a Torino ma entrambi provavano un vero amore per la birra. Così oltre trent’anni anni fa Carlo ha chiesto alla moglie di regalargli un kit per la produzione casalinga di birra, in occasione di un compleanno. Da lì ha avuto inizio questa storia.
Inizialmente la produzione di birra era solo un hobby e la birra prodotta veniva consumata in casa con gli amici. Ma la passione divenne sempre più forte. Così Carlo e Laura iniziarono a viaggiare nei paesi europei tradizionalmente forti nella produzione di birra artigianale (Inghilterra, Germania, Irlanda, Olanda, Belgio ecc).
Carlo iniziò a studiare il pianeta birra, ricercando ricette sempre nuove per gusti sempre più particolari e innovativi. Dal mosto già pronto, Carlo decise di provare a macinare l’orzo da solo. Da lì, la decisione di cambiare vita e darsi in maniera strutturata alla produzione di birra, facendola diventare un vero e proprio lavoro. Nel 2005 da Torino i due coniugi decisero di trasferirsi a Cellio, dove avevano una vecchia casa rurale di famiglia. Qui crearono il primo laboratorio. E la scelta non fu casuale. Dopo varie ricerche infatti Cellio risultò il luogo ideale per avere acqua di sorgente di montagna pura, per una birra eccezionale.
Le birre artigianali (non filtrate, non pastorizzate e senza conservanti) che rappresentano di più questo microbirrificio sono quelle legate agli ingredienti del territorio: la birra di castagne, quella di riso, birra Anniversario con timo selvatico.
Purtroppo la storia di Carlo e Laura non è una storia a lieto fine. Un’importante malattia ha portato via Carlo qualche anno fa e Laura ha deciso di cedere l’attività.
Oggi la Birreria Artigianale ValleCellio è gestita da Gianni, il nuovo protagonista di questa storia, che sta portando avanti la passione per le birre artigianali e la ricerca di gusti sempre nuovi, mantenendo però le caratteristiche che hanno reso la birra ValleCellio famosa anche a New York.
Birrificio Baladin – Piemonte
La sua creazione è opera di un uomo stravagante e visionario come Teo Musso. La sua storia ha quel fascino tutto italiano dei grandi sogni, nati in piccoli paesi in provincia, che sono poi diventati realtà meravigliose. Musso è l’ultimo di quattro figli e cresce a Piozzo: un piccolo paese nelle Langhe, dove ancora oggi ha sede quella che ormai è una società agricola. Società che produce direttamente oltre l’80% dell’orzo base da maltare per le birre e di parte del luppolo.
Il suo amore per le birre artigianali nasce da un conflitto adolescenziale con il padre che lo obbligava a bere vino a tavola. E l’adolescente Teo si ribella pretendendo di bere birra al posto del vino. Senza volerlo, stava per nascere il vero amore.
E’ il 1986 quando Teo decise di aprire un pub a Piozzo chiamandolo Le Baladin, che in francese antico significa cantastorie, per rendere omaggio ad un circo itinerante di artisti di strada. Da allora ad oggi né sono passati di ettolitri di birra sotto le sapienti mani di Musso. Alla base della sua filosofia c’è la volontà di vedere la birra come abbinamento al cibo e non soltanto come bevanda. Per questo tutte le sue birre sono il risultato di un equilibrio di aromi. E di birre ne ha create davvero tante l’estro creativo di questo poliedrico mastro birraio, contribuendo in maniera determinante alla diffusione della cultura birraria in Italia.
La più recente creazione è Baladin Opera, la birra gastronomica artigianale rivolta al mondo della ristorazione. Opera si presta, infatti, ad una grande esperienza gustativa data dall’unione di due prodotti della terra italiana: la birra artigianale Baladin e l’aceto di malto (da birra Baladin) affinato, in botti di rovere e acacia, nell’acetaia San Giacomo di Novellara. La birra di base viene unita all’aceto di birra a due giorni circa dal termine della fermentazione alla temperatura di 25°C.
Infine, una particolarità se volete davvero degustare al meglio le birre di Teo Musso. Chiedete sempre il bicchiere Teku (acronimo con le iniziali dei nomi dei due “Inventori”), nato dall’idea di TEo e KUaska (Lorenzo Dabove) – massimo esperto italiano di birre – che nel 2006 hanno immaginato e dato vita alla forma del “bicchiere da birra universale”. Un bicchiere che è diventato con il tempo “Il bicchiere” italiano ufficiale per degustare la birra, perché grazie alla sua forma particolare riesce ad esaltare gli aromi e i sapori delle birre.
Birrificio Birra del Parco – Lombardia
Questa è la storia di Andrea e Alberto, due giovani 30enni, amici da una vita. Entrambi sono legati per tradizione familiare al proprio territorio, quel meraviglioso spazio tra il Parco agricolo Sud-Milano ed il Parco del Ticino. E proprio da lì che si sono fatti ispirare per il nome della loro birra: “Birra del Parco”, per rimarcare il desiderio di rimanere legati a quella terra, che fornisce ad Andrea e Alberto gran parte delle materie prime con cui è prodotta la loro birra.
La loro avventura insieme inizia circa 5 anni fa. E nasce dalla volontà di unire la passione per la birra con l’amore smisurato per il territorio. Dopo una breve esperienza insieme a condurre un agriturismo, Andrea e Alberto decidono di realizzare il loro sogno: contribuire a promuovere il patrimonio agroalimentare della loro zona e contemporaneamente produrre birra. Inizialmente provano a coltivare alcuni appezzamenti fuori Albairate (Mi), per ottenere gli ingredienti che diventeranno il fulcro della loro birra: orzo, frumento bio, coriandolo raccolto e setacciato a mano.
Mentre si avvia la coltivazione, i due ragazzi passano il tempo a visitare microbirrifici in giro per l’Europa. E a studiare con fervore con la sete di apprendere tutti i segreti di quest’arte antica, e ancora così affascinante, di fare birra artigianalmente. I primi esperimenti di Andrea sono stati realizzati grazie ad un amico, che aveva un piccolo kit casalingo di produzione della birra.
Il progetto inizia a concretizzarsi quando ristrutturano il locale ad Abbiategrasso (in provincia di Milano) dove una volta c’era il monopolio dei Sali e dei tabacchi, gestito dai nonni di Alberto. Un luogo affascinante che contribuisce a rendere ancora più bello questo progetto. È lì che nasce il microbirrificio. Ed è lì che i ragazzi decidono di aprire una birreria (o meglio birrificio con cucina) per far degustare le proprie birre ed assaggiare prodotti freschi, stagionali che provengono da piccole aziende agricole, cascine e artigiani locali. Dal 2018 grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Tuscia coltivano direttamente 2 varietà di luppolo americane (Cascade e Chinook) e una tedesca (Hallertauer Magnum).
Questa piccola realtà oggi produce con successo già 6 ricette (Bià, Gràss, Porcellina, Badilata, IPA e Novantanove) di birra ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata. Le birre artigianali prodotte vengono principalmente vendute nella birreria, online e in altri locali in zona abbiatense.
Birrificio L’Orso Verde – Lombardia
Un orso verde in posizione eretta, fiero, con lo sguardo rivolto verso il futuro; due iniziali dal significato inequivocabile – O V – e un motto che non lascia dubbi: “Birra Artigianale Indomita dal 2004”. È il nuovo logo di Orso Verde, il birrificio artigianale di Busto Arsizio (Varese) fondato da Cesare Gualdoni nel 2004 quando sulla scena della craft brew italiana si contavano poche decine di produttori. L’idea di Cesare era di creare una birra emozionante nei profumi e nei sapori, quando ancora essere un mastro birraio era un’arte sconosciuta ai più.
Cesare di professione originaria faceva l’odontotecnico. Ma si è appassionato di birre artigianali, a cui si è dedicato prima amatorialmente, maturando esperienza nella gavetta da homebrewer; per poi decidere di compiere un passo e dare una svolta alla sua vita. E apre l’Orso Verde. La formazione avvenuta attraverso la pratica, i corsi e le letture, permettono a Cesare di produrre le prime birre artigianali che riscuotono presto un buon successo, non solo locale.
Le sue birre artigianali hanno una ispirazione tedesca, per poi evolvere la linea produttiva verso birre più moderne e luppolate. L’Orso Verde è infatti uno dei primi birrifici ad intuire le potenzialità dei luppoli americani, che inizia ad utilizzare in alcune sue ricette. L’impianto del birrificio bustocco è in funzione dalle 3 alle 4 volte a settimana.
Le ultime novità presentate dal birrificio di Busto Arsizio sono WABI, CHIARA ed EDENBLANCHE: tre birre rigorosamente artigianali ideali per accompagnare pranzi e pic-nic, per rinfrescarsi dopo un’escursione in bicicletta o rendere ancor più piacevole una grigliata all’aria aperta. Per WABI, una Golden Ale luppolata, e CHIARA, un’ Helles di ispirazione tedesca, il colore predominante in etichetta è il giallo, simbolo di luce ed energia, sia fisica sia mentale. Mentre EDENBLANCHE si ispira alla Londra degli anni Settanta e a Carnaby Street, musica psichedelica e “peace and love”.
A breve si sposteranno in nuovo stabilimento produttivo che sarà tecnologicamente molto avanzato e consentirà un aumento di produzione notevole pur mantenendo la qualità, risultando tra i primi birrifici artigianali a essere dotato di un controllo qualità interno.
Birrificio Gritz – Lombardia
Il birrificio Gritz è nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti. Questo birrificio si contraddistingue per essere l’unico in Italia, e uno dei pochissimi birrifici artigianali al mondo, specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Claudio ha iniziato nel 2012 a sperimentare la sua passione per le birre nella taverna di famiglia attraverso un kit acquistato per la produzioni di birra in casa. E’ lì che ha creato le prime ricette e le prime birre. Da lì è nato il percorso di formazione e di studio, che ha portato tra il 2015 e il 2016 Claudio ad avviare il birrificio.
La sede del suo birrificio si trova ad Erbusco, nel cuore di un territorio conosciuto per i vigneti ed i vini: la Franciacorta. Tutte le referenze sono dedicate alle donne nella vita di Claudio che hanno contribuito a questa avventura. La Belga della Danda è dedicata alla zia di Claudio, la Pils della Graziella è per la nonna, la Weiss della Barbara è dedicata alla mamma e socia del birrificio, la IPA della Camilla è per la compagna che oggi lavora nel birrificio, e la Stout, birra scura è dedicata alla Cri, un’amica di famiglia, che ha aiutato nella scelta di Erbusco come location del birrificio. Tutte le birre sono certificate senza glutine.
Birrificio Les Bières du Grand St. Bernard – Valle d’Aosta
Les Bières Du Grand St. Bernard è una birra artigianale valdostana. Una birra d’alta quota, prodotta a 1000 metri nel comune di Grignod, un piccolo paese tra la Valpelline e la Valle del Gran San Bernardo, lungo la Via Francigena. Questo microbirrificio nasce dall’enorme passione per la birra di Rémy Charbonnier, ingegnere valdostano.
All’inizio degli anni 2000 Rémy ha deciso di seguire questa passione affiancando al suo lavoro di ingegnere lo studio e la formazione teorica della produzione di birra artigianale. Dopo due intensi anni, Rémy decide che è pronto per fare il grande passo, e seguire questo hobby che ormai è diventato molto di più, un sogno troppo importante per non seguirlo. Lascia quindi il suo lavoro per dedicarsi completamente in questa avventura. Nasce così nel 2010 ad Etroubles un piccolo laboratorio di birra artigianale, è l’inizio di Les Bières du Grand St. Bernard.
Con lui l’amico Stefano Collé, maestro di sci, che si è fatto contagiare dalla passione e dall’entusiasmo di Rémy, decidendo di seguirlo in questo sogno. Oggi i due amici seguono passo dopo passo tutta la produzione delle birre, le cui prime bottiglie furono messe in vendita nell’estate del 2010. La loro filosofia è racchiusa nello stesso marchio scelto per rappresentare il microbirrificio: due simboli di infinito che raffigurano l’Universo della Natura e l’Universo dell’Uomo. Natura e Uomo che si incontrano e con grande equilibrio danno vita alla birra. Una birra prodotta partendo da quattro punti fissi, le materie prime scelte con cura: l’acqua più pura e cristallina che sgorga direttamente dalla cima delle Alpi, il malto per lo più italiano con qualche sfumatura proveniente da Germania, Belgio e Gran Bretagna, il luppolo prevalentemente bavarese ed il lievito, scelto volta per volta per dare sfumature diverse alle birre.
Intorno a questi quattro ingredienti, numerose sperimentazioni con Genepy e zucca. Ed è da queste sperimentazioni che nasce e si arricchisce la gamma di birre lager con fermentazione e lunga maturazione a basse temperature fino ad arrivare ad otto diverse ricette.
Nel 2017 il sogno dei due amici sembra essere diventato realtà. Il birrificio di Etroubles è diventato troppo piccolo. Remy e Stefano decidono di cambiare sede, trasferendosi solo qualche km più a valle, a Grignod. Qui creano una struttura di oltre 4.500m2, con un nuovissimo e tecnologico impianto produttivo che oggi produce 20.000 hl di birra l’anno.
Un nuovo impianto dove però rimane fedele la filosofia dei due ragazzi: produrre con passione birre artigianali nel rispetto dell’ambiente naturale dove sono nate.
Birrificio B63 – Valle d’Aosta
Birrificio B63 nasce dal sogno di Antonio Pistilli e Paola Paroncini, coscritti del 1963 (da cui il nome dell’azienda). Con la loro grande perseveranza e la voglia di creare e far vivere i propri interessi ed esperienze hanno dato vita al progetto nel 2010 del Brewpub. Il B63 è attualmente il solo Brewpub della Valle d’Aosta. Nell’atmosfera di un’antica officina, B63 mostra il suo fascino mitteleuropeo, con un design di arredo raffinato e piacevole. La sala si affaccia direttamente sull’impianto di produzione e sui tank di stoccaggio da cui viene direttamente servita la birra al bancone.
Le birre sono per lo più di ispirazione tedesca, esclusa una IPA nata nel 2018 e due produzioni stagionali, Castagna – ambrata doppio malto con farina di castagne valdostane, e la Sant’Orzo – birra scura doppio malto, ispirata alla ricetta del caffé alla valdostana.
Una curiosità: le birre hanno i nomi dei generi musicali, per coniugare l’altra passione dei due fondatori, la musica. Nel repertorio/menu ci sono quindi Swing – Helles speciale, Blues – Munich dunkel doppio malto, Soul – Schwarzbier doppio malto, Country – Weizen chiara e Jazz – Dunkel weizen. E poi ancora Reggae – I.P.A. e con birre più particolari, legate al territorio: Rock – birra chiara doppio malto con miele di rododendro valdostano e speziata con pepe nero.
L’ultima novità è la BàF – Bière à Fromage – chiara doppio malto al siero di Fontina e miele di montagna, strutturata e bilanciata per accompagnare i formaggi. La leggera nota mielosa e la delicata acidità del siero di Fontina connotano la birra per un interessante connubio che esalta le qualità del formaggio.














