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Degustazione di annate storiche nei vigneti di Nòvare, ma anche la presentazione della linea Valpantena e dell’Amarone 2012

Il 29 e il 30 settembre sono due giornate che faranno storia nel mondo del vino italiano. Dopo il lungo periodo di lockdown Bertani ha aperto le porte della storica cantina di Grezzana, per presentare la nuova linea dei vini Valpolicella Valpantena e il rilascio dell’Amarone della Valpolicella Classico 2012, insieme a una verticale che tocca sei decadi: 1967, 1975′ 1981, 1998, 2001, 2012.
 “Oggi, così come più di un secolo fa, esiste uno stile Bertani fatto di valori solidi e definiti, che fungono da fondamenta e insieme ne rappresentano l’identità. Coerenti con il nostro territorio ne abbiamo esaltato le specificità, investendo in ricerca in vigna così come in cantina, rimanendo focalizzati su classicismo e qualità. Le mode non hanno mai condizionato questa storica realtà, nemmeno quando abbiamo sviluppando progetti nuovi, come i Cru di Bertani, lettura contemporanea della complessità che il Valpolicella può raggiungere, o la nuovissima linea  Valpolicella Valpantena”, afferma Ettore Nicoletto CEO e Presidente di Bertani Domains.
 Bertani crede che un vino di prestigio debba avere una solida tradizione, con la capacità costante dell’azienda di essere all’altezza di tale immagine; coerenza con la vocazione del territorio di produzione; impegno per la qualità, non solo del prodotto ma anche dei processi produttivi; in uno stretto rapporto con il luogo d’origine e un metodo di produzione “rigoroso, trasparente e etico”, come ha sottolineato Andrea Lonardi, Chief Operating Officer di Bertani.
 “Una volta deciso di dare spazio al grande potenziale valoriale della Valpolicella Valpantena abbiamo sentito l’esigenza di dare ai vini un’immagine più elegante, pulita, ricercata ma non urlata. Un packaging che sia lettura fedele del progetto“, ha aggiunto Eleonora Guerini, a capo del marketing e della comunicazione del gruppo vinicolo.
 La linea Valpantena, presentata durante una cena memorabile a guida dello chef due stelle Michelin Giancarlo Perbellini, comprende:
 Valpolicella ValpantenaIl vino amato dai veronesi. 80% corvina veronese, 20% rondinella. Di colore rubino, ha naso fresco di melograno e ribes, erbe aromatiche, e bocca di grande bevibilità, fresca e disimpegnata.
 Valpolicella Ripasso ValpantenaDue volte non vuol dire meno freschezza. 85% corvina veronese, 10% merlot, 5% rondinella. Di colore intenso, rosso rubino, offre un naso in cui le note fruttate, di ciliegie e sottobrosco, sono arricchite da sensazioni speziate e di cioccolato. In bocca il tannino è avvincente, il sorso carnoso e sapido.
 Amarone della Valpolicella ValpantenaLa meglio gioventù dell’Amarone della Valpolicella. 80% corvina veronese, 20% rondinella. Colore rubino intenso offre al naso grande ricchezza aromatica, con note fruttate, di ciliegie e mora, e speziate, di cannella e pepe. Bocca avvolgente, morbida e cremosa, dal finale persistente e intenso, con tannini fitti e carnosi.
 Recioto della Valpolicella ValpantenaIl padre dolce dell’Amarone della Valpolicella. 85% corvina veronese, 10% merlot, 5% rondinella. Vino da meditazione, ha colore rosso granato e profumi di confettura di frutta di bosco, con cenni di tabacco, cioccolato e liquirizia. Morbidezza e spessore al palato, dal finale speziatissimo.
 L’altra grande novità è l’uscita della nuova annata, la 2012, dell’Amarone della Valpolicella Classico, il vino che ha fatto la storia di Bertani.
 “Ci sono due modi di essere, per l’Amarone: un vino eccezionale, impressionante per concentrazione, potenza, alcol, estratti, longevità, oppure un grande rosso dalle caratteristiche più umane, una gradazione alcolica non eccessiva, una maggior freschezza, una più facile bevibilità.  Il primo ha le qualità di eccezionalità che lo hanno fatto emergere nel panorama internazionale, ma con un difetto: un vino così non si sa mai quando berlo. Il secondo ha meno personalità, può confondersi con altri grandi rossi. Io credo che l’Amarone della Valpolicella Classico Bertani abbia centrato il punto di equilibrio tra queste due versioni: è un vino esagerato. Ma senza esagerare”.

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