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Babà, una golosa delizia con una storia affascinante

Il Babà è una cosa seria, con il babà non si scherza! Così dicono gli amici napoletani. E allora, per onorare questo dolce entrato di diritto nel cuore di Napoli, vi racconto la sua storia.

Il babà, un dolce soffice e profumato intriso di rum, è un simbolo culinario della città di Napoli e ha conquistato i palati di tutto il mondo. La sua storia affonda le radici nella tradizione culinaria europea e ci trasporta in un viaggio attraverso il tempo, svelando le sue origini e le influenze che hanno contribuito a renderlo un’icona gastronomica.

Origini e leggende

Le origini precise del babà sono incerte, ma ci sono diverse leggende che circondano la sua nascita. Una delle più popolari racconta di un famoso re, Stanisław Leszczyński, signore di Polonia e duca di Lorena nel XVIII secolo. Si dice che il re abbia assaggiato un dolce locale a base di pasta lievitata e rum durante un suo viaggio in Polonia e ne sia rimasto così affascinato che decise di portare la ricetta con sé a Nancy, in Francia.

Un’altra leggenda, invece, racconta che il re stava mangiando un dolce alsaziano il kougelhopf , una torta troppo secca per lui che aveva perso i denti. Per risolvere la cosa, ebbe l’idea di immergerlo in uno sciroppo di zucchero con il rum.

Evoluzione a Napoli

La storia del babà prende una svolta significativa quando approda a Napoli. Qui il dolce subisce alcune modifiche, diventando quello che conosciamo oggi. La tradizione narra che il pasticcere napoletano Raffaele Esposito, noto per la sua creatività e maestria, abbia ricevuto la ricetta del babà da uno dei parenti di Stanisław Leszczyński. Esposito, con la sua abilità nel lavorare la pasta e nel manipolare gli ingredienti, apportò alcune modifiche, tra cui l’uso del rum locale come ingrediente principale e la forma a fungo.

Diffusione globale

Dopo la sua creazione a Napoli, il babà cominciò a diffondersi rapidamente in tutta Europa, grazie anche alle scelte culinarie dell’aristocrazia del tempo. Il dolce divenne particolarmente popolare in Francia, dove prese il nome di “Savarin” in onore del celebre gastronomo Jean Anthelme Brillat-Savarin. Con l’arrivo del XIX secolo, il babà conquistò anche la tavola degli zar russi, diventando una leccornia irrinunciabile nei banchetti reali.

Varianti regionali e reinterpretazioni moderne

Oltre alle sue radici napoletane, il babà ha subito diverse reinterpretazioni regionali in tutto il mondo. In Francia, ad esempio, è spesso servito con crema chantilly o con frutta fresca. Inoltre, sono state sviluppate versioni senza alcool per soddisfare le esigenze di un pubblico più vasto.

Negli ultimi decenni, il babà ha continuato ad evolversi grazie alla creatività di chef e pasticceri moderni. Sono state sperimentate nuove combinazioni di sapori e consistenze, creando varianti come il babà al cioccolato, il babà al limoncello e molte altre. Queste reinterpretazioni hanno contribuito a mantenerne vivo il fascino e l’appeal, rendendolo un dessert amato in tutto il mondo.

Il babà oggi

Oggi il babà è considerato un’autentica prelibatezza, apprezzata non solo in Italia, ma anche in molti altri paesi. La sua consistenza morbida e umida, arricchita dal profumo avvolgente del rum, lo rende un dolce irresistibile per gli amanti della pasticceria.

Napoli rimane il luogo in cui il babà viene ancora preparato e gustato nella sua forma tradizionale. Le pasticcerie napoletane competono per creare la versione perfetta, mantenendo viva la ricetta tramandata nel corso dei secoli.

Conclusioni

La storia del babà è una testimonianza dell’evoluzione culinaria e della diffusione delle tradizioni gastronomiche in tutto il mondo. Da un dolce polacco con una storia leggendaria a un’icona napoletana amata in tutto il mondo, il babà ha attraversato i secoli portando con sé un’irresistibile combinazione di sapori e profumi.

 

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