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In Egitto, intervista allo chef del Gorgonia Beach Resort, uno dei migliori 5 stelle del Mar Rosso

Ci troviamo a Marsa Alam, sulla costa orientale del Mar Rosso, in prossimità dell’ingresso al Parco Nazionale Wadi El Gemal. Qui sorge il Gorgonia Beach Resort: inaugurato nel 2008 questa struttura di proprietà italiana, prende il nome dalla “gorgonia”, un tipo di corallo a ventaglio che troviamo proprio nel reef di fronte all’hotel. Abbiamo intervistato lo chef Armando Arrisicato, responsabile per i ristoranti del resort (incluso il ristorante italiano gourmet “La Vela”) e dell’hotel Blue Reef, a pochi chilometri dalla struttura.

Egitto: cosa l’ha portato in questa terra?

“Ha un fascino particolare, mi ha sempre ispirato. Dopo aver viaggiato e lavorato molto in giro per il mondo, alla fine ho deciso di fermarmi e questa terra è stata una scelta naturale. Diversi gli aspetti positivi: a pochissime ore di volo dall’Italia, in un contesto non europeo ma comunque evoluto rispetto ad altre situazioni arabo/africane ancora complicate. Dal 2004 lavoro in Egitto, destinazione amata dall’Italia (negli anni d’oro, venivano in questo Paese oltre 3 milioni di italiani). Il contatto con il Gorgonia Beach è stato facilitato da un amico comune con il General Manager anche se il Gorgonia è ritenuto da anni uno dei migliori resort del Mar Rosso”. 

Cosa ne pensa del Paese in cui vive: stipendio, sicurezza, servizi, rapporti umani, lontananza da casa?

“Le condizioni di vita e di lavoro sono soddisfacenti. Non ho mai percepito paura , negli ultimi anni il livello di sicurezza è aumentato. Per il tipo di lavoro che faccio, le relazioni sociali sono abbastanza limitate ma a livello umano direi che non ho trovato particolari difficoltà: gli egiziani sono molto ospitali e pacifici. Il trattamento economico, per una persona del mio livello professionale, è molto simile a quello italiano ma qui la vita costa molto meno. La lontananza dai propri affetti è in realtà l’unico vero problema ma se si hanno degli obiettivi precisi tutto si supera. Peraltro Italia/Egitto sono collegati piuttosto bene con voli frequenti e diretti”.

Vi sono opportunità concrete di lavoro?
“Direi proprio di sì. Il turismo prevalente è quello europeo e uno chef italiano è sempre visto come un valore aggiunto, come in qualsiasi parte del mondo”.

Consiglierebbe questo Paese a un ragazzo appena uscito dalla scuola alberghiera per formarsi?

“Assolutamente no. Deve prima formarsi per qualche anno in un ristorante o albergo europeo alle dipendenze di uno chef europeo, meglio se italiano. Poi potrà affrontare una esperienza in Egitto”.

Mentre a uno con già una valida esperienza?
“Sicuramente sì, senza dubbio, ma oltre alle capacità di chef deve avere anche avere capacità di adattamento e saper gestire una brigata con aspetti comportamentali locali”.

La cucina italiana rispecchi fedelmente le nostre tradizioni?
“Sappiamo bene che è apprezzata in tutto il mondo, naturalmente è difficile preparare alcune pietanze con fedeltà all’estero ma con pazienza e diversi “esperiementi” si riesce a preparare al meglio tante ricette rispettandone gusti e profumi”

Quali sono i piatti che vanno per la maggiore a La Vela, ristorante gourmet e “alla carta” della struttura?
“Sicuramente quelli mediterranei, più affini anche alla cucina locale, quelle di un’Italia mediterranea, appunto”.

Quanto è importante una buona cucina in un 5 stelle?
“Ovviamente in un luogo lusso una buona cucina è basilare anche se il cliente di un resort è più “distratto” rispetto a quello di un ristorante/hotel di città. Per organizzare un buon lavoro, bisogna instaurare un ottimo rapporto con i collaboratori, coinvolgerli e responsabilizzarli, come in tutte le situazioni lavorative. In un resort come il Gorgonia, il ristorante gourmet è visitato giornalmente da circa il 20% degli ospiti”.

Ha difficoltà a trovare gli ingredienti per i suoi piatti?
“In Egitto non si trovano facilmente, come in Italia, ma esistono prodotti simili da utilizzare in sostituzione che, assicuro, non sono un minus. Occorre precisare che nell’elaborare i menu, teniamo presente questo aspetto e quindi evitiamo di inserire piatti di difficile realizzazione per mancanza di quelle materie prime indispensabili”.



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