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In Alto Adige c’è un’oasi di serenità, dove l’ospitalità è guidata da interpreti di grande valore. Tra gli altri, gli esempi di Gloriette, Tann e Pirbamer: forme di ristorazione diverse, ma accomunate da professionalità e passione

Fin da quando il giornalista Luca Grandori, fra gli anni Ottanta e Novanta, scoprì questo magico lembo di Alto Adige e ne scrisse sulle prestigiose testate da lui dirette, io stesso lo frequento periodicamente con grande piacere, scoprendo ad ogni visita qualcosa di nuovo.

Alto Adige, Renon-Ritten, magia da scoprire

A pochi chilometri da Bolzano, a cui è collegato con una comodissima funivia che raggiunge Soprabolzano in dodici minuti, l’altopiano di Renon-Ritten è il luogo in cui tutti, e dico tutti, vorrebbero trascorrere una vacanza, almeno una volta nella vita. Un vero e proprio eden, caratterizzato da ampi spazi verdi, boschi, foreste e sentieri (300 km. di passeggiate, fra cui la celebre Freud Promenade). Ma anche, e soprattutto, ospitalità diversificata e di altissima qualità, qualunque sia il segmento di offerta.

Qui sul Renon, infatti, passiamo da location luxury, come l’Adler Lodge, fino a vere istituzioni dell’ospitalità locale, come il Lichtenstern della famiglia Hoenegger (Sepp e Rosalinde Hoenegger furono fra i primi a promuovere il tuirismo sul Renon negli anni Ottanta), il Bemelmans Post, o il Park Hotel Holzner, in perfetto Jugendstil, il cui ristorante 1908 (chef Stephan Zippl, di cui abbiamo scritto nei mesi scorsi) ha ricevuto nel 2022 la prima stella Michelin.

O, ancora, il Kematen, antico ansitz dall’offerta classica e tradizionale, ubicato in una conca prativa fra boschi, laghetti di ninfee e antichi masi. Un mosaico variegato, quello dell’ospitalità del Renon, che riesce ad essere appealing anche nell’accoglienza dei piccoli masi contadini, i cui piatti sono fermamente ancorati a una cucina tradizionale altoatesina, ricca e golosa (canederli e speck, accompagnati da un buon rosso locale, sono un’ ottima scelta!).

Dunque, se si sceglie il Renon per una vacanza, estiva o invernale, si sappia che, oltre al panorama indimenticabile, al trenino d’altri tempi che collega Collalbo a Soprabolzano, alle foreste e alle praterie circondate dai massicci delle Dolomiti più iconiche, qui ci si viene anche per la cucina, in ogni sua declinazione.

Hotel Tann, offerta semplice e raffinata

A Collalbo/Klobenstein abbiamo scelto per un soggiorno di una notte l’hotel Tann, splendidamente ubicato sulla strada che porta al Corno del Renon: la struttura, in perfetto stile alpino, è condotta con grande professionalità, all’insegna di un’offerta semplice e raffinata al tempo stesso.

L’albergo, recentemente ristrutturato e condotto da una coppia straordinaria, richiama un turismo elitario in cerca di natura, pace e tranquillità, a 1.500 metri, pur con tutti i servizi e le dotazioni che ci si aspetta da una struttura di livello elevato come è il Tann.

La suite esclusiva, al primo piano dell’albergo, arredata in stile alpino con legno di larice naturale, come gran parte degli appartamenti dell’hotel, ben rappresenta lo stile dell’ospitalità della famiglia di Markus e Barbara Untermarzoner.

Un’oasi di benessere, alla quale danno un contributo importante, oltre alla spa “Pino mugo”, le realizzazioni gourmet di Barbara, la simpatica e creativa Chef patronne: piatti raffinati e golosi, spesso di impronta vegetale, proposti all’interno di menù ai quali viene affiancato, ogni sera, un buffet ricco e variegato, con piatti caldi e freddi, appositamente studiato e rinnovato tutti i giorni per gli ospiti dell’hotel.

L’accoglienza al Tann è superlativa: al piacere di soggiornare qui si aggiunge, oltre alla estrema pulizia e decoro degli ambienti, l’atmosfera conviviale seppur rispettosa della privacy, insieme alla proposta di un piccolo buffet dolce e salato per il pomeriggio.

Gloriette Guesthouse, location per eccellenza

Scendendo dal Corno verso Collalbo, si prende poi la strada per Soprabolzano/Oberbozen: un percorso fra pinete, puntellato da alberghi come il Wolfsgrubenersee o il Weihrerehof, affacciati sul lago di Costalovara. Superata la stazione della funivia per Bolzano, arrivati nella piazzetta centrale del paese, troviamo “la” location per eccellenza, la Gloriette Guesthouse.

Diventata in breve tempo la destinazione più elegante e trendy del Renon, Gloriette punta su una conduzione che esalta i valori della famiglia e della squadra, unite nel progetto di comunicare al meglio un concept dallo stile unico, che si ispira ad un passato ricco di fascino e tradizioni (il concetto di Sommerfrische è nato proprio qui).

Ma, nello tempo stesso, propone innovazione e lucida visione sul futuro, attraverso una spa e una piscina sul roof da cui godere una vista suggestiva. Un luogo cosmopolita, dal design contemporaneo, nel quale -si legge nella brochure- si incontrano “ospiti dal mondo, bolzanini purosangue e esploratori dell’Alto Adige”.

Una lounge suggestiva e calda, perfettamente arredata, con tanto di macchine per scrivere vintage e preziosi pezzi anni Sessanta, esposti senza stucchevoli forzature, che conferiscono un’atmosfera intima e confortevole.

All’ingresso della Gloriette, un piccolo Wine & cocktail bar accoglie gioiosamente gli ospiti in attesa di occupare una delle 25 camere che, una volta assegnata, si rivelerà in tutto il suo comfort e che decisamente non vi deluderà. La famiglia Alber, nella progettazione di questo boutique hotel, ci ha visto lungo, pensando a dotazioni destinate a durare negli anni, senza subire lo scorrere del tempo e il susseguirsi delle mode.

Spa, piscina e ristorante gourmet Puro sono perfettamente inseriti nel contesto e consentono di dare pienezza alla vacanza sul Renon. In particolare, il ristorante – dalla prima colazione al dinner- propone una cucina contemporanea, senza voli pindarici né cadute di stile, ma con piatti dagli ingredienti ben definiti e riconoscibili. Il cortese servizio di sala aggiunge quel tocco in più all’ospitalità del Gloriette.l’albergo ideale per chi vuole avere tutti i servizi a portata di mano ( negozi, trasporti ecc.).

Ristorante Pirbamer, una vera rivelazione

Lasciata Soprabolzano, imboccata la strada verso Bolzano, ad Auna di sotto, uno dei villaggi del Renon, ci fermiamo al ristorante Pirbamer, una vera rivelazione. Nato negli anni ottanta come ristorante “di servizio”, si è trasformato negli anni in un ristorante gastronomico finissimo.

La grande svolta l’hanno data i fratelli Werner e Hannes Unterhofer, che conducono la struttura con talento e passione da quando i genitori Maria e Richard hanno passato loro la mano.

Pirbamer è una bella scoperta, a conferma di quanta passione si respiri nell’aria, qui sul Renon. Werner, lo chef, ha esperienze diversificate, da Anna Matscher di Zum Löwen, a Tesimo, fino al Tantris di Monaco e all”Hangar-7 di Salisburgo.

Una formazione che ha certamente contribuito alla linea attuale di cucina del Pirbamer, forte di ricerca sulle materie prime della tradizione sudtirolese, ma arricchita da interpretazioni creative che strappano meritatamente l’effetto “wow” da parte dei clienti.

Werner è chef contemporaneo, che non ama stupire per il gusto di stupire, ma che vuole accompagnare i clienti in un percorso gastronomico importante. Stagionalità, cotture innovative, prodotti del territorio, e tanto amore, anche nel servire al tavolo i grandi piatti di Werner. In questo è maestro il fratello Hannes, che cura la sala e la cantina.

Hannes è eccellente suggeritore di grandi vini, perlopiù altoatesini ma non solo, e sa spiegare al meglio gli ingredienti dei piatti, che vengono raccontati con grande competenza. Pirbamer è il lluogo ideale per capire come la nuova generazione di cuochi altoatesini “vede” il futuro della ristorazione, ovvero tanto “territorio” (con utilizzo di prodotti locali) ma anche reinterpretazione intelligente di ricette che, seppur fortemente tradizionali, talvolta necessitano di essere reinterpretate con sapienza, senza strafare ma con un solo obiettivo: far godere il cliente e, possibilmente, farlo ritornare.

Possiamo dire che le bellezze naturali del Renon aiutano molto in questa direzione, insieme alle attenzioni esasperate verso l ‘ospite che, non dimentichiamolo, al suo arrivo sull’altopiano, riceve sempre una card (la “Ritten Card”) che consente l’uso gratuito di tutti i mezzi di trasporto e l’accesso libero a tutti i musei del territorio, per tutta la durata del soggiorno. Scusate se è poco.

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